Il Castello di Motta Sant'Anastasia è il più piccolo dei tre dongioni edificati lungo la valle del Simeto. In pianta misura 8,50 m. per 17, in altezza raggiunge "appena" i 20 metri. L'edificio si divide in tre piani per mezzo di solai lignei, dei quali nessuno ha resistito ai guasti del tempo. I solai attualmente visibili sono infatti il risultato di ricostruzioni in stile.
Le scale, necessarie per raggiungere ciascun piano, dovevano essere addossate ai muri e non ricavate nel loro spessore, decisamente contenuto (non oltre 1,60 m.). l'ultimo piano presenta una splendida copertura ogivale, che poggia su un'arcata mediana, a sua volta impostata su mensole. Il terrazzo possiede una merlatura composta da sette merli per i lati lunghi e due per quelli corti.
Intorno alla fortezza esistono ancora avanzi di una cinta muraria, all'interno della quale dovevano trovarsi altri edifici, i cui ruderi erano in parte visibili agli inizi del XX secolo.
Scheda Compilata da: Dott. Andrea Orlando
La Torre di Motta (o Dongione) fu costruita fra il 1070 ed il 1074 (pare sul rudere di una torre araba) per volontà del gran conte Ruggero il Normanno. Il massiccio torrione a pianta rettangolare è alto circa 21 metri e rappresenta una tipica struttura a carattere difensivo del tardo medioevo. La copertura a terrazza conserva la quasi intatta merlatura. La struttura è costituita da tre elevazioni. Solo la prima di queste presenta ancora le finestre originali ad arco a sesto acuto (esterno) e a tutto sesto (interno). Le altre due finestre quadrate così come l'attuale porta d'ingresso risalgono invece al XV sec.
Il piano terra era destinato ad alloggio militare. In esso sono visibili una serie di feritoie per la difesa. Sempre al piano terra fu ricavata la cisterna per la raccolta delle acque piovane e dove, come scrive l'umanista Lorenzo Valla, fu rinchiuso il conte di Modica, Bernardo di Cabrera.
Il primo piano era destinato all'alloggio del comandante della guarnigione. Il secondo piano è caratterizzato da un arco a sesto acuto. Le tre elevazioni erano collegate tra loro da una serie di scale a pioli retrattili di legno.
Già nel 1091, il castello venne concesso alla istituenda diocesi di Catania che ne detenne il possesso fino alla fine del XIII sec. Nel XIV secolo, per diciannove anni (dal 1355 al 1374), fu dimora del conte di Aidone, Enrico il Rosso.
Dopo essere stato di proprietà di Rinaldo Perollo, nel 1408 il castello fu acquistato da Sancho Ruiz de Lihorj per poi passare nelle mani del re Alfonso D'Aragona. Nel 1514 il territorio di Motta fu acquistato da Aloisio Sanchez. Successivamente, nel 1526, Antonio Moncada, conte di Adernò, per 1210 once acquistò la terra di Motta ed il castello che rimasero di proprietà dei suoi discendenti fino al 1900, anno in cui venne acquistato dal comune di Motta.
Amico V., Dizionario topografico della Sicilia, 2 voll., Palermo 1855-56, I, p. 177;
Bellafiore B., Architettura in Sicilia nelle età islamica e normanna (827-1194), Palermo 1990, p. 49;
Bellafiore B., L'architettura dell'età sveva in Sicilia, 1194-1266, Palermo 1993, pag. 49;
Blanco P., Il castello di Motta S. Anastasia, in "Quaderni dell'Istituto di Disegno dell'Università di Catania", 1, 1965, pp. 143-152;
Maurici F., Castelli medievali in Sicilia. Dai bizantini ai normanni, Palermo 1992, p. 184 e 365;
Santoro S., Il castello dei Ventimiglia, in " Il Mediterraneo", 7-8, Palermo 1977, pp. 33-34;
Santoro S., La Sicilia dei castelli, Palermo 1986, p. 28.
Da Palermo: autostrada A19 (Palermo-Catania) uscita Motta Sant'Anastasia.
Da Catania: SS121, superstrada per Adrano, uscita Motta Sant'Anastasia.
Da Messina: autostrada A18 (Messina-Catania) proseguire lungo la tangenziale verso Misterbianco, uscita Misterbianco e strada statale 121 come sopra.
Inserendo la Città di partenza nel form in basso appariranno le indicazioni dettagliate per raggiungere questo Castello.
La visita al Castello è gratuita!
in collaborazione con: 