Castello Di Baia

Castello Campania, Napoli - Bacoli

Epoca
Visitabile
Si, gratuito
Proprietà
Comune

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Descrizione

Il Castello Aragonese di Baia situato in un'area di notevole importanza strategica, fu eretto su di un promontorio (51 m s.l.m.) naturalmente difeso ad est da un alto dirupo tufaceo a picco sul mare, e ad ovest dalla profonda depressione data dalle caldere di due vulcani chiamati "Fondi di Baia" (facenti parte dei Campi Flegrei); con l'aggiunta di mura fossati e ponti levatoi, il Castello risultava praticamente inespugnabile. La sua posizione - dalla quale si dominava tutto il Golfo di Pozzuoli fino a Procida, Ischia e Cuma - consentiva un controllo molto ampio della zona, impedendo tanto l'avvicinamento di flotte nemiche, quanto eventuali sbarchi di truppe che avessero voluto marciare su Napoli con una azione di sorpresa alle spalle.

Per la sua posizione centrale relativamente ai principali siti archeologici dei Campi Flegrei (in prossimità delle Terme di Baia e a metà strada fra Cuma e Pozzuoli) visibili dalle terrazze e dai bastioni, il castello di Baia è stato scelto come sede del Museo Archeologico dei Campi Flegrei. Esso prevede la progressiva esposizione topografica dei più significativi reperti rinvenuti nei siti archeologici dell'area flegrea. Le poche sale fin ora attivate riguardano: il Sacello degli Augustali di Miseno; i Gessi rinvenuti alle Terme di Baia; il Ninfeo di Punta Epitaffio a Baia.

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

da Napoli (autostrade)

Imboccare Tangenziale di Napoli verso Pozzuoli. Uscita n. 14 Pozzuoli - Arco Felice. Seguire indicazioni per Napoli-Pozzuoli, Baia e Bacoli percorrendo prima via Licola-Patria, poi via Miliscola (costeggiando il lago Lucrino). Proseguimento per via Montegrillo (Comune di Bacoli) fino alla piazza De Gasperi (fermata di Baia della Ferrovia Cumana) da cui proseguire, continuando, per via Lucullo e successivamente per la via del Castello.

da Napoli (centro - stazione centrale di piazza Garibaldi)

Direzione Porto - Piazza Municipio. Proseguire per Mergellina e Fuorigrotta. Qui c'è la possibilità di imboccare la Tangenziale direzione Pozzuoli, oppure proseguire per la via Domiziana fino ad oltrepassare il centro di Pozzuoli (direzione Roma - via Domiziana). Seguire indicazioni per Baia e Bacoli percorrendo prima via Licola-Patria, poi via Miliscola (costeggiando il lago Lucrino). Proseguimento per via Montegrillo (Comune di Bacoli) fino alla piazza De Gasperi (fermata di Baia della Ferrovia Cumana) da cui proseguire, continuando, per via Lucullo e successivamente per la via del Castello.

da Roma a Napoli - via Domiziana

Proseguire per Baia Domizia, Mondragone, Castel Volturno. Poi percorrere la strada a scorrimento veloce variante SS. n° 7 Quater che immette sulla Tangenziale di Napoli (Uscita Pozzuoli - Arco Felice), oppure percorrere la via Domiziana (SS. n° 7 Quater). Seguire indicazioni per Napoli, Pozzuoli, Baia e Bacoli percorrendo prima via Licola-Patria, poi via Miliscola (costeggiando il lago Lucrino). Proseguimento per via Montegrillo (Comune di Bacoli) fino alla piazza De Gasperi (fermata di Baia della Ferrovia Cumana) da cui proseguire, continuando, per via Lucullo e successivamente per la via del Castello.

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gioconda

  • 16/10/2010

il castello di Baia è assolutamente da visitare.interessanti le sculture greche e i reperti dei fondali e poi la sua ubicazione su un golfo ricco di storia,davanti un panorama meraviglioso.

Mizar81

  • 06/03/2010

Sede del museo archeologico dei Campi flegrei è stato definito i museo più bello d'Italia 2 anni or sono dopo un lungo restauro per 'ampliamento del numero delle sale della sua ricca esposizione.

Storia

La fortificazione fu eretta in un'area di rilevante importanza strategica dalla quale si dominava il vasto specchio di mare che si estende dal golfo di Pozzuoli all'acropoli di Cuma, con veduta di Capri, Procida ed Ischia. La natura del promontorio tufaceo a picco sul mare, la presenza di profondi valloni verso l'entroterra costituiti dai crateri detti Fondi di Baia, le opere di difesa - mura, fossati e ponti levatoi - rendevano il castello pressoché inespugnabile.
La costruzione fu iniziata dagli Aragonesi nel 1495, nell'imminenza dell'invasione da parte del re di Francia Carlo VIII, unitamente a numerose altre opere di fortificazione nel Regno di Napoli. Per la progettazione del sistema difensivo e delle singole fortezze il re Alfonso II di Aragona chiese ed ottenne dal duca Federico da Montefeltro la consulenza di Francesco di Giorgio Martini, architetto senese affermatosi in quegli anni per l'efficacia delle soluzioni innovative ideate nella tecnica delle costruzioni militari.
Il castello di Baia, rientrando in un sistema difensivo territoriale, consentiva di esercitare il controllo del golfo di Pozzuoli, impedendo l'avvicinamento delle flotte nemiche ed evitando il rischio dello sbarco di truppe che avrebbero potuto assalire Napoli con una manovra di aggiramento.
In un periodo databile tra il 1538 e il 1550 il viceré spagnolo Pedro di Toledo dispose la radicale ristrutturazione e l'ampliamento della fortezza aragonese con un complesso di opere che conferirono al monumento l'aspetto attuale.
L'edificio mantenne la funzione di fortezza militare nel periodo del vicereame spagnolo e del dominio austriaco (1503-1734) e nel corso del successivo regno borbonico (1734-1860). Dopo l'annessione allo Stato sabaudo, fino al 1887, subentrò un periodo di lenta decadenza ed inesorabile abbandono del castello. Nel 1927 1o Stato ne dispose la concessione con diritto di godimento perpetuo al Reale Orfanotrofio Militare. In relazione alla nuova destinazione d'uso, negli anni 1927-30 furono eseguiti lavori di trasformazione che comportarono numerose alterazioni e superfetazioni. L'Orfanotrofio rimase nel castello fino al 1975, anno in cui l'ente fu disciolto.
Il complesso è stato fino al 1984 nel possesso della Regione Campania; poi, rientrato nelle disponibilità del demanio statale, fu consegnato alla Soprintendenza Archeologica di Napoli perché vi realizzasse il Museo Archeologico dei Campi Flegrei.

In epoca romana la collina era occupata da un grandioso complesso residenziale, forse la "villa di Cesare" (Tacito afferma che la villa di Cesare si trovava su di un'altura dominante il golfo di Baia), i cui resti furono distrutti e talora inglobati nell'attuale fortezza. Strutture superstiti della villa sono visibili intorno ad essa lungo la costa e a terra presso il campo sportivo, mentre altre sono state individuate recentemente e messe in luce nel corso dei lavori di restauro delle parti più alte del castello (Torre Cavaliere) e più in basso lungo le sue scarpate a mare, a seguito del loro diserbo.

La costruzione del castello fu avviata dagli Aragonesi - insieme a numerose altre fortificazioni nel Regno di Napoli - nel 1495, poco prima dell'invasione dei francesi di re Carlo VIII. Per la progettazione del sistema difensivo e delle singole fortezze, il re Alfonso II d'Aragona si servì della consulenza di Francesco di Giorgio Martini, architetto senese, rinomato per le nuove tecniche e le soluzioni da lui applicate a difese militari.

Dopo l'eruzione del Monte Nuovo, nel generale programma di difesa delle coste dalle incursioni saracene e turche, il viceré spagnolo Pedro Álvarez de Toledo avviò una radicale ristrutturazione ed ampliamento del castello (1538-1550), in seguito alle quali esso assunse il suo aspetto attuale, a forma di stella.

L'edificio mantenne la sua funzione di fortezza militare nel periodo del vicereame spagnolo (1503-1707), del dominio austriaco (1707-1734), ed infine del regno borbonico (1734-1860).

Gravemente danneggiato nella guerra che contrappose gli austriaci ai Borboni (1734), fu restaurato ed ulteriormente fortificato dal re Carlo III di Borbone.

Durante la Repubblica Partenopea (1799) una flotta inglese tentò, ma inutilmente, di strapparlo ai francesi ed ai repubblicani napoletani che lo presidiavano.

Dopo l'unità d'Italia (1860), per il castello subentrò un periodo di lenta decadenza e di inesorabile abbandono. Considerato, infatti, non più utile a scopi militari, il castello passò nel 1887 sotto l'amministrazione di vari Ministeri: prima quello della Marina, poi degli Interni, ed infine della Difesa.

Nel 1927 lo Stato ne dispose la concessione - con diritto di godimento perpetuo - al Reale Orfanotrofio Militare. Per questa nuova destinazione d'uso negli anni 1927-1930 vi furono eseguiti numerosi lavori di ristrutturazione che inevitabilmente comportarono aggiunte ed alterazioni.

Durante la seconda guerra mondiale il castello fu utilizzato come carcere militare e come soggiorno per prigionieri di guerra.

L'Orfanotrofio Militare rimase fino al 1975, anno in cui l'ente fu sciolto. Passato quindi alla Regione Campania, in occasione del sisma del 23.11.1980 il castello venne occupato parzialmente per alcuni anni da famiglie terremotate.

Nel 1984 è stato definitivamente consegnato alla Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta perché diventasse sede del Museo archeologico dei Campi Flegrei.

 

Indirizzo: Via Castello, 39

Facilities