Castello Di Rossena

Castello Emilia Romagna, Reggio Emilia - Canossa

Epoca
X Secolo
Visitabile
Si, pagamento
Proprietà
Curia vescovile

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Descrizione

Il profilo della fortezza di Rossena, impiantata su un rossastro colle vulcanico (dal quale trae il proprio nome), costituisce uno degli scorci paesaggistici più suggestivi di tutta l'area matildica. A differenza di altri castelli che nel tempo si sono trasformati in residenze signorili, Rossena ha conservato il suo impianto originario di macchina da guerra posta a difesa del castello di Canossa: la sua funzione era infatti quella di fermare eventuali aggressioni nemiche provenienti da ponente, dalla valle dell’Enza. Il vasto complesso di rocce vulcaniche sul quale si erge la rocca è costituito da lave basaltiche, eruttate in ambiente sottomarino oltre cento milioni di anni fa, e dalla caratteristica struttura "a cuscinetto". Proprio la durezza e la resistenza della roccia, insieme agli eventi storici favorevoli, hanno consentito al Castello di Rossena di giungere pressoché intatto ai giorni nostri.

Il castello, presumibilmente eretto nel 950, all’inizio era costituito da un mastio isolato, la cui struttura (ora ribassata) è ancora leggibile al centro della costruzione principale. Per visitarlo occorre risalire a piedi la carrareccia che fiancheggia la rupe. Si passa sotto ai due possenti bastioni e si accede al borgo interno, che comprende anche l'antica Chiesa di San Matteo. Le possenti mura fortificate proteggono tutt’oggi l'accesso al Castello, com’era in passato: muri alti e minacciosi, un'unica entrata ben difesa con caditoie, grate calanti comandate dall'interno e uno spesso portone fortificato. All’interno della rocca, è possibile visitare la cappella interna nella quale è ben visibile l'area della parete di fondo, completamente circondata da affreschi, a cui era addossato un altare per le funzioni religiose. Il mastio, stanza centrale del complesso di Rossena, che la storia ci tramanda come l'antica torre, è il nucleo di ciò che vi si sviluppò attorno. È caratterizzato una forma massiccia, spesse mura e aperture piccole e sottili. Proprio all'interno dello spessore del muro, è stata scavata, già in epoca matildica, un'angusta e ripidissima scala segreta, unico modo per accedere dal piano nobile a quelli superiori. Contiene il camino più grande ed elegante dell'intero castello, decorato nel XVIII secolo; reca ancora ben visibili due stemmi nobiliari, raffiguranti con ogni probabilità il leone rampante, simbolo della famiglia Da Correggio che fu proprietaria di Rossena quasi ininterrottamente dalla fine del XIII secolo al 1612. Sempre all’interno del mastio è visibile inoltre la cosiddetta “sala delle virtù” dove sono stati recentemente rinvenuti interessanti affreschi, risalenti al XVIII secolo. In particolare sono facilmente riconoscibili le tre virtù teologali (Fede, Speranza e Carità) raffigurate nelle lunette centrali delle tre pareti interne. Nel castello è inoltre possibile passeggiare per l’ampia “piazza d’Armi”, una terrazza con iniziali funzioni di controllo sulla regione circostante e dalla quale si gode del magnifico panorama a tutto tondo. Attorno corrono i camminamenti di guardia, ricavati all'interno delle mura, da cui le sentinelle potevano scorgere il nemico in arrivo e prepararsi a combattere per proteggere il castello.

Di proprietà della Diocesi reggiana, Rossena ha subito un profondo restauro in occasione del Giubileo del 2000 che ne ha permesso il recupero per usi ricettivi. Oggi ospita infatti un ostello da 50 posti letto. E’ interamente visitabile (a pagamento). Di fronte a Rossena si staglia la torre segnaletica di Rossenella, raggiungibile tramite un facile sentiero e anch’essa visitabile su richiesta. I colli vulcanici su cui sorgono il castello e la torre fanno parte della Riserva Naturale Integrata della Rupe di Campotrera, istituita con legge regionale.

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

Uscendo dall'A1 al casello di Reggio Emilia, seguire le indicazioni per il Passo del Cerreto, statale 63. Dopo l'abitato di Rivalta, imboccare la strada a destra per Quattro Castella, San Polo d'Enza, Ciano d'Enza (seguire indicazioni stradali per Castello di Canossa). Raggiunto Ciano d'Enza, svoltare sulla sinistra, dopo la Chiesa Parrocchiale, fino all'abitato di Rossena, su cui domina l'omonimo Castello.

Da Canossa, invece, imboccare la strada provinciale 54 in direzione Casina.

Il Castello dista dal capoluogo 3,5 km.

La tua esperienza personale può essere di grande aiuto agli altri viaggiatori. Grazie!



naila

  • 08/04/2010

castello in condizioni meravigliose, paesaggio stupendo e la guida non lascia nulla all'imaginazione. da vedere!

Storia

La storia della castello è legata a quella di Canossa. Si ritiene infatti fondato dal bisavolo della Contessa Matilde, Azzo Adalberto di Sigifredo, attorno al 950 circa. All’inizio si trattava di un mastio isolato, la cui struttura è ancora leggibile al centro della costruzione principale. Dal marchese Bonifazio, attorno al 1050, passò alla chiesa di Reggio per essere trasferita poi nel 1246 al marchese Uberto Pelavicino, podestà di Reggio Emilia. In seguito risulta di proprietà di Guido da Correggio, Signore di Parma nel 1295. Viene poi indicata nell'inventario dei beni di Azzo da Correggio nel 1364 "con termini festosi che la denotano maestosa ed agguerrita, costituita di torri, case, palazzi e fortilizi, chiusi nella robusta cerchia".

Nel 1558 venne assalito dalle truppe di Alfonso II d'Este, volte alla presa di Canossa sotto il comando di Cornelio Bentivoglio. In tale occasione il castello fu danneggiato dallo scoppio del magazzino delle polveri. Fu quindi acquisito dai Duchi di Parma e dei Farnesi. Nel giugno 1772 vi si recò Maria Amalia, moglie di Ferdinando I e sorella dell'Imperatore Giuseppe II. Dopo la caduta di Napoleone ne diventò proprietaria Maria Luigia d'Austria. In seguito alla morte della duchessa, Rossena è aggregata al Ducato di Modena. Passato al Demanio dello Stato nel 1871 il castello è acquistato quindi dal Conte Luigi Rati Opizzoni, i cui eredi ne mantengono la proprietà fino al 1938, anno in cui è ceduto all'ingegner Guido Tirelli che ne fu anche appassionato studioso.

 

Indirizzo: Località Rossena-Braglie, 1

Facilities

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