Castello Marcosanti

Castello Emilia Romagna, Rimini - Poggio Berni

Epoca
XIII Secolo
Visitabile
Si, su richiesta
Proprietà
Privata

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Descrizione

Nella splendida cornice della bassa Valmarecchia si erge il Castello Marcosanti, antica fortezza malatestiana. Sorge nel paese di Poggio Berni, in provincia di Rimini, su una collina a oltre 100 metri sul livello del mare tra le valli dei fiumi Uso e Marecchia. La sua posizione offre a chi lo visita uno splendido colpo d’occhio a 360° su un panorama che spazia dai profili suggestivi di San Marino a Verucchio, San Leo e alla costa adriatico romagnola, nel tratto da Ravenna a Rimini. L’attuale nome deriva dai proprietari che l’acquisirono nel XIX secolo. Il castello è infatti storicamente noto come “Tomba di Poggio Berni” (nel Medioevo, il termine “Tomba” indicava una costruzione fortificata eretta in genere su un’altura o comunque in luogo idoneo alla difesa) e rappresenta uno dei complessi fortilizi più antichi e meglio conservati dell’intero entroterra riminese. Pur avendo subito trasformazioni nel corso dei secoli, le sue architetture sono ancora piene di testimonianze di notevole interesse: conserva ancora le sue strutture originali e due splendidi portali ogivali databili agli inizi del XIV secolo, uno in pietra d'Istria e l'altro, che dà sul cortile interno, in cotto. Quest'ultimo presenta un archivolto ornato dal motivo araldico della scacchiera malatestiana.

Restaurato dagli attuali proprietari, il castello di Poggio Berni rappresenta una delle più importanti attrazioni turistiche del riminese e oggi al suo interno ospita un prestigioso agriturismo con alloggi per piacevoli soggiorni. Gli alloggi del castello Marcosanti si dividono in due tipologie: l’alloggio di 50 metri quadri è arredato prevalentemente con mobili d’epoca ed è dislocato su 2 piani; gli alloggi mansardati invece sono di circa 25 metri quadri ciascuno e presentano un arredamento moderno. Tutti gli alloggi offrono le comodità di tutti i servizi privati. All’interno del castello sono inoltre presenti il ristorante per la consumazione di piatti tipici (con diritto di esclusiva: che i clienti siano 200 o solo 2, si accetta una sola prenotazione per volta) e tutti i servizi per l'organizzazione di cene di gala, incontri di lavoro, cerimonie nuziali, meeting, eventi culturali e artistici.

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

Dall'uscita autostradale A14 di Rimini Nord, prendere la direzione per Santarcangelo di Romagna e, sulla via Emilia est, seguire le indicazioni per Poggio Berni. Arrivati al paese, lasciarsi guidare dalle indicazioni per Palazzo Marcosanti.

La tua esperienza personale può essere di grande aiuto agli altri viaggiatori. Grazie!



Storia

Questo antico castello medioevale, fortificato dai Malatesta alla fine del XIII secolo, vanta una storia suggestiva: ha accolto illustri famiglie italiane (i Malatesta, i Della Rovere, i Doria, i Montefeltro, i Gonzaga, i Medici, gli Albani) e ha visto stringere alleanze e suggellare matrimoni solenni tra i più potenti casati dell'epoca, protetta dalle sue mura centenarie. La sua origine malatestiana è attestata da alcuni documenti con attribuzione ai beni Malatestiani e dal fregio in cotto presente nell’arco a sesto acuto che dà verso il cortile interno, rappresentante la tipica scacchiera di questo casato. A partire dai Malatesta, la fortezza svolse un ruolo importante nella politica delle alleanze familiari assumendo, spesso, il carattere di bene personale andato in dote alle figlie dei Signori che lo hanno posseduto. Per questo Tonino Guerra, affettivamente molto legato a Marcosanti, lo ha rinominato: “il Castello dei Matrimoni”.

Nel 1418 la Tomba di Poggio Berni venne elencata tra i beni della dote di Laura, detta Parisina, figlia di Andrea Malatesta signore di Cesena, andata in sposa a Nicolò III Marchese d'Este; Parisina venne uccisa nel 1425, sospettata di corrispondenza amorosa con Ugo - suo coetaneo e figlio naturale del marito. Due anni più tardi il bene tornò ai Malatesta come appannaggio dotale di Margherita d´Este figlia di Nicolò III e sposa di Roberto Galeotto Malatesta. Dopo un possesso temporaneo di Violante da Montefeltro, vedova del signore di Cesena Novello Malatesta, la Tumba Podii Ibernorum fu acquistata dal Cardinale Stefano Nardini che nel 1473 la donò al nipote il Conte Cristoforo Nardini da Forlì che aveva sposato Contessina Malatesta, figlia naturale di Sigismondo.

Nei successivi tre secoli, il Papato entrò più volte in possesso del Castello, succedendo ai Nardini e alla casata dei Montefeltro. A Cristoforo Nardini, morto nella battaglia di Colle Val d´Elsa del 1479, succedette il figlio naturale Pietro che si macchiò di varie scelleratezze e neanche la sua morte bastò a placare l'ira di Papa Innocenzo VIII che con Bolla Papale del 12 Dicembre 1489 fece imprigionare a vita tutti i membri della famiglia. Dopo tre anni, il 23 Maggio 1492, la segregazione dei Nardini venne commutata con la donazione alla Camera Apostolica di quasi tutti i loro beni, fra i quali spiccano il Fortilitium e la vasta tenuta di Poggio Berni con tutti i diritti di giurisdizione già concessi a questo possedimento da privilegi papali e imperiali. Il 16 Luglio 1492 Innocenzo VIII cede il Fortilizio di Poggio Berni a Giovanni della Rovere d´Aragona, padre di Francesco Maria, il futuro Duca di Urbino. Nel Settembre 1493 il bene passa a Domenico Doria che sei mesi più tardi lo cede a Guidubaldo I, ultimo Duca di Urbino di casa Montefeltro, marito di Elisabetta Gonzaga. Nel 1557 Guidubaldo II Duca d'Urbino diede Castello e tenuta al Conte Orazio I di Carpegna. Nemmeno un anno dopo, il 28 Settembre 1558, quest’ultimo a sua volta lo lasciò al Cardinale di Urbino, Giulio della Rovere, che temporaneamente riuscì a ottenerne il ritorno ai beni della sua famiglia.

Il Castello di Poggio Berni, con la sua tenuta, mantenne la connotazione di bene personale legato all'appannaggio della dote anche in un solenne atto pubblico, messo a punto dopo lunghe trattative, fra la Curia romana, Francesco Maria II Duca d'Urbino ed il Granducato di Toscana. Nell’importante convenzione, stipulata il 30 Aprile 1624, i beni allodiali e l'eredità dell'ultimo Duca d'Urbino vennero attribuiti alla nipote Vittoria della Rovere, sposata ancora bambina a Ferdinando II de Medici, figlio del Granduca di Toscana; Castello e tenuta sono ricordati con particolare considerazione fra i beni dotali di Vittoria, e proprio in virtù del loro prestigio restano ai de Medici nonostante la lontananza dagli altri domini del Granducato in Romagna.

Nel 1738, con l'estinzione della casa Medicea, l'intera proprietà passò ai Lorena i quali però la cedettero nel momento in cui assursero all'Impero d'Austria; nel 1763 Francesco di Lorena, marito dell'Imperatrice Maria Teresa d'Austria, lasciò infatti la proprietà alla Camera Apostolica. Nel 1778, a distanza di 15 anni, il bene passò poi alla famiglia dei Principi Albani, che vi restano per oltre un secolo; è a seguito di questo passaggio che l´edificio prende anche il nome di “Palazzo Albani”. Il 3 Ottobre 1889 il Principe Cesare Albani di Milano diede il Palazzo e la relativa tenuta all'avvocato Paolo Marcosanti. L´antica tenuta man mano si smembrò. Durante la seconda guerra mondiale l´edificio subì ingenti danni e nell'immediato dopoguerra i Marcosanti, per altro, alienarono il Palazzo e la tenuta smembrando la proprietà. Il degrado del complesso monumentale stava per divenire irreversibile, quando, nel 1974, l’attuale proprietà inizia e completa il recupero e il restauro scientifico del Palazzo, restituendogli dignità nell’utilizzo e il fascino della dimora nobiliare originaria che tutt’oggi richiama suggestive memorie storiche.

Araldica

I Malatesta o più correttamente Malatesti, signori di Verucchio, furono una famiglia italiana che dominò la Romagna (in particolar modo Rimini) e la sua provincia dal 1295 al 1528 e che, nel periodo di massima influenza, estese i propri domini fino ai castelli settentrionali di San Marino, della provincia di Pesaro e parte di quelle di Ancona, di Forlì e di Ravenna. Le origini della famiglia risalgono sino ai tempi di Roma antica.

Antiche fonti, derise dagli storici come espressione di vanità mitologiche, attribuiscono ad Azzo di Lotaringia o Lorena e a Matilde (figlia di Ottone II e sorella di Ottone III) il figlio Malatesta I detto "il Tedesco", considerato il capostipite della famiglia. Le prime notizie storiche riguardano un signore di Ravenna dell\'VIII secolo di nome Giovanni, che sembra sia stato il capostipite della famiglia. L\'origine del nome Malatesta sarebbe risalente al X secolo, e si riferisce a un esponente della famiglia di nome Rodolfo che dimostrò coraggio e tenacia nel difendersi dagli attacchi esterni. Malatesta da Verucchio (morto nel 1312) fu un condottiero guelfo che divenne podestà di Rimini nel 1239 e, nominandosi signore della città, decretò l\'espulsione di tutte le famiglie ghibelline rivali nel 1295.

Suo figlio Giovanni Malatesta (detto Gianciotto) divenne famoso per la tragedia che lo vide protagonista (presumibilmente a Gradara) nel 1285, quando uccise sua moglie Francesca da Polenta e suo fratello minore Paolo, dopo averli scoperti nell\'adulterio. Questa sfortunato amore è quello cantato da Dante nel V canto dell\'Inferno. Nel XIV e XV secolo i Malatesta conquistarono numerose città della Romagna e delle Marche, comprese Pesaro, Fano, Cesena, Fossombrone e Cervia. A Sud, il dominio dei Malatesta si estese fino a Monte San Vito, nell\'anconetano che rappresenta la propaggine più meridionale della signoria malatestiana.

Molti Malatesta furono condottieri al servizio di numerosi stati italiani. Il più famoso fu Sigismondo Pandolfo Malatesta, che fu in guerra per numerosi anni con il Papa e il ducato di Urbino. Suo nipote Pandolfo fu infine espulso da Rimini nel 1500 da Cesare Borgia e la città fu annessa allo Stato Pontificio nel 1528.

 

Indirizzo: Via Ripa Bianca, 441

Facilities

Sposati in questo castello