Castel Sismondo Di Rimini

Castello Emilia Romagna, Rimini - Rimini

Epoca
XV Secolo
Visitabile
Si, pagamento
Proprietà
Comune

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Descrizione

Il Castello di Rimini deve la sua forma definitiva a Sigismondo Pandolfo Malatesta (1417 - 1468), la figura più interessante dell’intera storia famigliare, che si circondò di una brillante corte di letterati e di artisti aderendo con entusiasmo alle nuove correnti di pensiero e alle mode culturali dell’età umanistica. Nella costruzione del nuovo Castello furono anche inglobate, quasi integralmente, le antiche «Case del Gattolo» che i Signori di Rimini già possedevano dalla fine del Duecento e alle quali, nei quasi due secoli precedenti Sigismondo, avevano progressivamente impresso caratteristiche castellane di residenza fortificata.

Gli imponenti lavori compiuti da Sigismondo, che perciò amò affermare di aver costruito il Castello «dalle fondamenta», fu celebrata con il conio di bellissime medaglie di bronzo e d’argento opera dello scultore veronese Matteo de’ Pasti, nonché con l’apposizione sulle varie facciate di grandi epigrafi marmoree di impronta umanistica in cui si afferma chiaramente che la costruzione avvenne nel 1446: data che deve intendersi come conclusiva dei lavori, poiché le cronache contemporanee ci dicono che erano iniziati già nove anni prima, nel 1437. Anche la venuta a Rimini in quei primi anni di lavori, di Filippo Brunelleschi, di cui si ha testimonianza nei documenti della Signoria fiorentina, è in relazione ai lavori di costruzione del Castello e, benché non sia possibile accertare con esattezza l'esatta portata delle consulenze fornite, è assai probabile che il Signore di Rimini volesse confrontare con un esperto di alto valore le scelte costruttive del suo grande castello.

L'azione integrata di queste due personalità di rilievo, il grande tecnico della guerra Sigismondo, e il genialissimo 'tecnico' dell'arte edificatoria Brunelleschi, ha creato uno dei più interesasanti e originali organismi castellani di tutta Italia.

Le epigrafi del castello riportano che Sigismondo volle chiamare l’edificio col suo nome: Castellum suo nomine Sismundum appellari censuit. Il nome storico dell’edificio è infatti Castel Sismondo, anche se la consuetudine popolare preferisce designarlo come «Rocca Malatestiana», o semplicemente «la Rocca». A giudizio di Antonio Paolucci, autorevole esperto dell'arte del Quattrocento, sicuramente il castello di Rimini, nonostante le vistose manomissioni subite nel corso dei secoli, è il più interessante fra quelli eretti in Italia in quegli anni, e uno dei più notevoli fra i coevi castelli europei.

Il rapido dissolvimento dello Stato malatestiano dopo la morte di Sigismondo, la conseguente perdita di ruolo politico della città di Rimini, l’evoluzione radicale delle tecniche belliche avvenuta fra Cinque e Seicento, portarono infatti ad un progressivo decadimento di Castel Sismondo. Già nel primo Cinquecento iniziano le prime manomissioni; nel 1626, per ordine di Urbano VIII, si effettuano anche consistenti demolizioni con l’abbassamento drastico delle altissime torri; altre manomissioni si susseguono del corso del Settecento. Nel 1826, infine, vennero colmati i fossati e rasa al suolo, ad altezza del piano di campagna, tutta la fascia esterna dell’organismo fortificato, riducendo la parte superstite (in pratica il solo ‘mastio’, o castello propriamente detto) a circa un terzo della consistenza originaria.

Il Comune di Rimini, proprietario di Castel Sismondo dal 1916, ne ha potuto prendere effettivo possesso solo cinquant'anni dopo, a metà degli anni '60, allorquando è cessato l'utilizzo da parte dello Stato come carcere mandamentale. Solo allora si è potuto avviare un restauro che si è faticosamente trascinato, senza risultati apprezzabili in questi ultimi trenta anni, fino a quando, nel 1997, è intervenuta la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. Allora, in un biennio, si è compiuto il recupero integrale di un monumento fra i più cospicui, di quanti ricordano nel territorio Riminese la plurisecolare dominazione malatestiana.

Dopo secoli di usi militari e carcerari, ora Castel Sismondo si presenta nella sua severa e suggestiva nudità architettonica: le possenti strutture e la vastità degli spazi, privi di interferenze e di barriere, ne fanno la cornice ideale e suggestiva per grandi manifestazioni espositive e per incontri culturali. Le operE d'arte antica, in particolare, rivivono in una solenne e magica dimensione spaziale che ne esalta i contenuti artistici; mentre il pubblico può ammirarne il valore senza condizionamenti logistici e senza che si creino fastidiose situazioni di affollamento.

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Storia

 

Indirizzo: Piazza Malatesta

Facilities