Castello Cantelmo Di Alvito

Castello Lazio, Frosinone - Alvito

Epoca
XIV Secolo
Visitabile
Si, gratuito
Proprietà
Comune

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Descrizione

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

Da Napoli: Autostrada A-1 uscita Cassino e poi superstrada per Sora.

Da Roma: Autostrada A-1 uscita Frosinone e poi superstrada per Sora.

Da Pesacara: Autostrada A-25 uscita Avezzano e poi superstrada per Sora .

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Storia

Alvito, borgo antichissimo d’origine sannitica, sorge secondo alcuni studiosi sulle rovine dell’antica Cominium, fondata dai romani attorno al 291 a.C. Dopo la caduta dell’Impero Romano fu devastata dai longobardi, ed in seguito dagli eserciti di Federico Barbarossa. Il primo nucleo del Castello fu edificato alla fine del sec. XI, dai Conti dei Marsi di stirpe longobarda, quando già lungo i pendii del Monte Albeto c'erano insediamenti umani. Alla fine del XII sec., CIVITAS SANCTI URBANI, un possedimento cassinese nato prima del mille intorno alla chiesa di sant'Urbano ad oriente del monte Albeto, lungo il colle chiamato oggi della CIVITA, pian piano si andò spopolando. Una parte della popolazione si stabilì intorno al Castello in quella che sarebbe diventata la CITTADELLA circondata dalle mura con le sue tre porte. Un'altra parte si stabilì lungo il sottostante pendio del monte Albeto contribuendo alla nascita di quei nuclei abitati, stretti ciascuno intorno ad una chiesa, che avrebbero costituito la Valle Comino. Il castello medievale, come lo vediamo oggi, è ciò che resta della ricostruzione seguita al terremoto che nel 1349 aveva recato molti danni alle possenti mura. La ricostruzione avvenne immediatamente, nel 1350, per opera di Rostaino Cantelmo, gli avi del quale erano venuti in Italia al seguito di Carlo d'Angiò. Cantelmo entrò in possesso del castello poiché era imparentato con i precedenti signori, i conti D'Aquino, che erano morti sotto le macerie del terremoto del 1349. Successivamente la cinta muraria venne estesa da Rostaino Cantelmi, lungo le laterali est ed ovest dell'abitato del Peschio e di Alvito, fino a valle con numerose porte. Esse di notte, ed in caso d'assedio, venivano chiuse a protezione del nucleo abitato.

Alvito conobbe, intorno ai primi anni del XVI secolo, il massimo dello splendore, tanto che la sua città vantava in quel periodo oltre 10.000 anime ed era divenuta capoluogo di tutta la Valle di Comino. Con la decadenza della dinastia dei Cantelmo, iniziò anche per la cittadina di Alvito un lento e costante declino, che ebbe come conseguenza un susseguirsi di battaglie, conquiste e distruzioni. Oggi del castello purtroppo, non rimangono che gli imponenti resti di torri e di muraglioni di cinta.

 

Indirizzo: Colle che sovrasta il borgo

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