Castello Di Vicalvi

Castello Lazio, Frosinone - Vicalvi

Epoca
XI Secolo
Visitabile
NO
Proprietà
Comune

Il Castello è chiuso per pericolo crolli

Descrizione

Il castello di Vicalvi, risalente all'XI secolo, si trova sulla sommità del colle interessato dall'omonimo paese della Valle di Comino, in provincia di Frosinone. Dal basso, guardando verso l'alto, spicca una grossa croce rossa, a testimonianza dell'utilizzazione, come ospedale da campo, durante la seconda guerra mondiale. Benché si presenti come rudere, questo forma con le due cinte murarie poligonali, quasi integre, una vasta area fortificata, che consente di leggerne le varie fasi di costruzione, le funzioni e la strutturazione all'interno di un più ampio sistema difensivo, comprendente anche i vicini manieri di Alvito e Picinisco.

Il castello longobardo è a pianta poligonale posato sulla roccia e dove c'era un tempo una antica acropoli romana. Ad est è possibile vedere la torre che è situata nel punto più alto del castello. Il castello medievale è situato su un colle, su uno sperone roccioso a circa 600 m. d'altezza. Lo si può riconoscere per una croce di colore rosso dipinta durante la Seconda Guerra Mondiale dalle truppe tedesche che lo trasformarono in campo ospedaliero. Nonostante le cattive condizioni, visitandolo si ha l'immediata impressione della grande fortezza che fu e della sua importanza strategica.
Appena entrati dal cancello alzando gli occhi sulle mura è possibile ammirare una latrina sospesa, uno dei pochi esempi presenti in Ciociaria.
Si possono ancora scorgere le stanze, alcune completamente affrescate, di cui il castello era dotato, la cappella con ancora visibile un affresco raffigurante una magnifica Madonna Nera, la Sala Capitolare, tramezzata per accogliere le Monache di San Nicandro, con archi a tutto sesto e tracce di camini i cui travertini sono stati trafugati negli anni.
Sul camminamento delle mura perimetrali è possibile spaziare con lo sguardo su tutta la Valle di Comino. Dal castello si può ammirare un panorama che offre una visione a tutto campo con i boschi, le montagne, i paesi circostanti della Valle di Comino e il borgo antico di Vicalvi.

Prima possedimento longobardo, con principi di Capua, nel 1017 entrò nel possesso di Montecassino. I monaci lo tennero fino all'inizio del XIII secolo, quando passò alla famiglia d'Aquino, che ne rafforzò la fortificazione, cingendola di un doppio anello di mura.

Dopo una breve successione, nel possedimento, fra gli Étendard e, ancora, i conti d'Aquino, il castello passò ai Cantelmo, i quali però, scegliendo come dimora il castello di Alvito, ne decretarono il repentino abbandono e la più lenta e graduale rovina.

I resti consentono di testimoniare le prime fasi di fortificazione all'epoca preromana, in particolare al V o al IV secolo a.C., laddove i primi documenti che attestano la presenza del castello sono del 937.

A parte diversi successivi ampliamenti, la prima vera ristrutturazione si collocherebbe nel XIV secolo, durante il possesso degli Étendard, in base all'insieme di elementi strutturali orizzontali e verticali richiamanti lo stile gotico, compresa l'originale copertura a falda unica pendente verso l'interno.

Il castello di Vicalvi è anche noto alle cronache esoteriche, per le visioni che si sarebbero qui registrate. Secondo le leggende, in effetti, il luogo sarebbe teatro delle apparizioni di una ex-cortigiana di nome Aleandra Maddaloni. Lei avrebbe vissuto nel castello nel XVIII secolo, segnalandosi per aver fatto uccidere i giovani che seduceva, durante le assenze del marito. Questi però, avendola scoperta, la fece murare viva in una delle torri.

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Edo94

  • 02/05/2010

Bellissimo esemplare di castello a forma alpina unico nel suo genero negli appennini ......piccolo gioiello incastonato tra il lago fibreno e la piana di alvito.......con alle spalle una importantissima ma poco conosciuta importanza storica ed architettonica ma che viene da sempre sottovalutata e nn presa in considerazione.....il catello è in un totale stato di abbandono.....si dovrebbero prendere seri provvedimenti per la tutela di questa meraviglia da pochi conosciuta........

Storia

Non si conoscono molte notizie certe su questo maniero del secolo XI°. Le prime notizie si fanno risalire all'età dei Normanni. Situato su un colle, su uno sperone roccioso ad oltre 600 m. d'altezza controlla tutta la Valle di Comino. Lo si può riconoscere per una croce di colore rosso dipinta durante la Seconda Guerra Mondiale. Le truppe tedesche lo trasformarono in campo ospedaliero. Il castello longobardo è a pianta poligonale e costruito da Filippo I° Colonna posato sulla roccia e dove c'era un tempo una antica acropoli romana. Un maniero in totale abbandono. Appena entrati dal cancello alzando gli occhi sulle mura è possibile ammirare una Latrina sospesa, uno dei pochi esempi presenti in Ciociaria. Nell'anno 1000 è Signore del castello un certo Odorisius. Divenne una fortezza di confine. Infatti dal castello non partirono nel 1187 uomini per la Terra Santa. Viene distrutto nel 1191 da Enrico Di Hohenstanfen. E nel 1349 fu di nuovo distrutto questa volta da un terremoto. Ad est è possibile vedere la torre che è situata nel punto più alto del castello. Negli anni successivi fu ristrutturato e furono aggiunti altri manufatti. Nel 1600 le cronache riportano la presenza di una fortezza molto forte, in alto ed inespugnabile. In effetti visitandolo è proprio così. Si ha l'impressione di una grande fortezza, una macchina da guerra. Infatti qui si rifugiò Carlo V° con le sue truppe durante la battaglia, per la conquista dell'Italia, contro Francesco I° Re di Francia. Sul camminamento delle mura perimetrali è possibile spaziare con lo sguardo su tutta la Valle di Comino. Nelle stanze ai piani terra si possono ancora intravvedere resti di affreschi. Molte stanze erano completamente affrescate.

Il castello è meta di turisti e visitatori soprattutto stranieri che tornano d'estate e per le feste patronali. Si può ammirare, dalle mura, un panorama che offre una visione a tutto campo con i boschi, le montagne e i paesi circostanti della Valle. Al di sotto il borgo antico di Vicalvi ancora in abbandono.

Non si conoscono molte notizie certe sulle prime origini di questo maniero del secolo XI°. Il castello longobardo fu costruito da Filippo I° Colonna posato sulla roccia e dove c'era un tempo una antica acropoli romana. Venne distrutto e saccheggiato dai Saraceni nel 915 e ricostruito ad opera dell'abate Aligerno nel 938. Con la fortificazione del Castello anche Vicalvi assunse una crescente importanza. Nel 970 Venne donato a Montecassino da Hildeprandus che si qualificava come Conte " de Sora et de Vicu Alba".
Nell'anno 1000 il Signore del castello è un certo Oderisius. Divenne una fortezza di confine dal quale, nel 1187, partirono anche uomini per la Terra Santa. Viene distrutto nel 1191 dalle truppe di Enrico Di Hohenstanfen e nel 1349 da un violento terremoto. Negli anni successivi fu ristrutturato e furono aggiunti altri manufatti. Nel 1574 Giulio Prudentio di Alvito scriveva di un castello utilizzato, in tempo di turbolenze, dalle Monache che stavano in San Nicandro. Alla fine del 1500 fu reso ancor più fortificato verso est con la costruzone della Torre della Rocca tale da renderlo, per le cronache del 1600 una fortezza molto forte, posto in alto ed inespugnabile.Per tale motivo qui si rifugiò Carlo V° con le sue truppe durante la battaglia, per la conquista dell'Italia, contro Francesco I° Re di Francia. Le ultime notizie che definiscono il Castello ancora in buone condizioni provengo dagli scritti di due importanti storici locali: Castrucci e Pistilli. Alla fine del 1700 il castello veniva descritto in rovina alla mercè di uomini e donne di malaffare e per tale motivo il Duca di Alvito lo cedette per una cifra simbolica alla famiglia Celli che abitava di fronte al Castello. Negli anni le sue condizioni sono peggiorate progressivamente. Il castello è di proprietà dell'amministrazione comunale di Vicalvi dal 1985.
Da allora su di esso sono stati eseguiti lavori di consolidamento statico e murario per arrestarne il degrado.
Per la ristrutturazione totale del maniero ed il suo riuso sono necessari 7.000.000 di € che l'amministrazione comunale non dispone.

Per tali motivi, attualmente il Castello è chiuso al pubblico e può essere visitato solo da piccoli gruppi di persone previa richiesta agli uffici comunali.

Bibliografia

ANTONELLI (1986), Abbazie, prepositure e priorati benedettini ecc., Sora, Pasquarelli.
BIDDITTU e RIZZELLO (1987), Contributo alla storia di Vicalvi, Anagni, Isalm.
COMUNE DI VICALVI, Sito internet
DE RUGGIERO OCCHIUZZI (1992), Il Castello di Vicalvi, "Spazio Aperto", IV, 5: 17-18.
ROGACIEN (1992), Un esempio di gotico italiano, "Spazio Aperto", IV, 5: 19-20.

 

Indirizzo: Colle sopra il borgo

Facilities