Fortezza Di Monte Barro

Castello Lombardia, Lecco - Galbiate

Epoca
V Secolo a.C.
Visitabile
Si, gratuito
Proprietà
Pubblica

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Descrizione

Monte Barro (922 m. s.l.m.) è un rilievo isolato posto a sud del ramo orientale del lago di Como. Il monte assume una posizione altamente strategica, poiché a sud di esso transita l'antica via Bergamo-Como, mentre a est scorre il fiume Adda, in questo tratto navigabile fin dall'antichità.

Oltre alla favorevole posizione, il rilievo si presenta naturalmente protetto a settentrione e oriente, grazie a versanti a strapiombo e privi di accesso. Solo ad occidente l'asprezza del monte si attenua, per lasciar il posto a quota 600 m.  ad ampie terrazze, scendendo dalle quali riprendono aspri strapiombi verticali. Proprio sui terrazzamenti venne a svilupparsi un insediamento ampio circa 7/8 ettari. Il versante di meridione risulta il meno aspro e dunque protetto da una lunga cinta muraria intervallata da torri. Il lungo muro termina ad oriente in corrispondenza  di un versante protetto naturalmente. Dal lato opposto un saliente delimita un'area occupata fino ad età rinascimentale da un ridotto fortificato e successivamente da un eremo. All'interno del  ridotto si potevano distinguere un edificio sacro dedicato a S. Vittore (intorno al quale forse vi era un'area cimiteriale)  ed altri edifici.

L'intera area, compresa tra le fortificazioni e le difese naturali copriva circa 50 ettari, all'interno dei quali vi era poco spazio per eventuali coltivazioni, prediligendo quindi attività di pastorizia. L'ampiezza dello spazio occupato sembrerebbe collocare Monte Barro ben oltre la semplice fortezza. Probabilmente immaginare solo una funzione militare è riduttivo, così come ritenere i resti sul rilievo afferenti solo ad una funzione di rifugio o di sbarramento finirebbe per sminuire  del tutto l'importanza del sito.

Il castello si articola in tre settori distinti. Ad ovest, i terrazzamenti hanno restituito undici edifici, sui quindici in totale ipotizzati. Ciascun edificio  contava due piani da uno a tre vani con portico. Il materiale edilizio sembra sia stato prelevato da zone limitrofe, con aggiunta di coperture in cotto e legno di castagno, tipico della zona. In generale, osservando i resti del sito si percepisce una certa perizia nell'edificazione delle strutture, sebbene le successive modifiche pare siano state fatte per mezzo di mani meno esperte. Fra le diverse strutture, spicca certamente il grande ed isolato edificio nord-occidentale (1700 mq), caratterizzato da una pianta rettangolare su due pianti e un'ampia corte, fiancheggiata da due strutture rettangolari molto allungate (forse depositi, stalle o ambienti secondari per servi). Si tratta della residenza di un personaggio illustre, forse la residenza di un ufficiale, così come dimostrano rinvenimenti di oggetti preziosi, come speroni, gioielli, una corona, e i resti di un'alimentazione certamente ricca (cereali, come orzo, segale, avena; altri prodotti vegetali, come fave, vecce; prodotti carnei sia selvatici, sia domestici).

Rimane ancor oggi ignota la consistenza del ridotto fortificato, che possibilmente doveva occupare una zona limitrofa a quella ove oggi sorge un eremo, non lontano dagli edifici oggetto di accurati studi. Questa fortezza conteneva anche una chiesa dedicata a S. Vittore, della quale oggi non rimane traccia, salvo che inglobata nelle tarde strutture gotiche dell'eremo

Le fortificazioni di Monte Barro si presentano certamente come un esempio interessante di fortificazioni d'altura tra V e VII sec. d.C. Tuttavia rimane ancora dubbia l'esatto scopo del sito. Certamente il luogo venne realizzato con notevole investimento di risorse (così come denunciano i materiali utilizzati), secondo possibile volontà di alte cariche statali.  Inoltre, la fortezza godeva di un ordinamento gerarchico, come è possibile ipotizzare dalla presenza del ridotto fortificato, del palazzetto signorile e delle altre strutture ausiliarie. L'analisi dei manufatti restituisce, inoltre, il retaggio degli abitanti della fortezza, tutti di cultura tardo romana. Aiuta la datazione del sito anche il ritrovamento di monete tutte databili tra il 525 e il 547 (periodo della guerra bizantino/gota).

Questi dati permettono di trarre alcune conclusioni: 1) Il sito fortificato di Monte Barro serviva certamente come rifugio per le popolazioni del posto; 2) la fortezza svolgeva anche il compito di ospitare un presidio militare, da localizzarsi nel ridotto dell'eremo; 3) l'area fortificata meridionale poteva servire anche in caso di lungo assedio, soprattutto per preservare bestiame, derrate alimentari, ecc.

 

 

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Storia

Nessun dato storico ricorda l'insediamento fortificato di Monte Barro. Unico punto di riferimento sono alcune epistole di Cassiodoro (Variae: I, 17, 40; II, 5; III, 48) nelle quali si dettano alcune regole relative ai rapporti di collaborazione tra le fortificazioni, le comunità locali e il potere centrale. Nell'insediamento fortificato di Monte Barro pare che tali regole vengano rispettate sotto molti aspetti. Per tal motivo si pensa di poter datare l'insediamento già a partire dalla fine del IV e agli inizi del V sec. d.C.
 

Bibliografia

Brogiolo G. P., Gelichi S., Nuove ricerche sui castelli altomedievali in Italia settentrionale, pp. 11 e seg., Firenze, 1996; 

Settia, Le fortificazioni dei Goti in Italia, in Atti XIII Congresso Internazionale di studi sull’Alto Medioevo, pp. 101-131, (Milano 1992), Spoleto;

Vismara G., L’alto Medioevo, in G. Vismara - A. Cavanna - P. Vismara, Ticino medievale. Storia di una terra lombarda, Locarno, 1990.

 

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