Castello Di Monte S. Margherita Di Monte Marenzo

Castello Lombardia, Lecco - Lecco

Epoca
XII Secolo
Visitabile
Nessuno
Proprietà
Demanio

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Descrizione

La sommità di Monte S. Margherita, già frequentata in epoca preistorica, risulta occupata da un castello, formato da una cinta muraria irregolarmente ellittica e una torre di cortina, costruita sul limite occidentale del pianoro. Al lato sud della torre si appoggia un altro edificio, dalla funzione non ben identificata. La cinta muraria, che in alzato si conserva per circa 30 cm., consta di una lunghezza pari a 120 metri, con uno spessore murario intorno al metro. La tecnica edilizia prevede un riempimento interno e due paramenti, quello esterno formato da conci sbozzati di medie dimensioni, quello interno costituito da pietre piccole e arrotondate, irregolarmente disposte di taglio. L'angolo sud occidentale del pianoro restituisce i resti più interessanti organizzati in due fasi: alla fase uno afferisce una torre, della quale si conserva circa un metro di muratura in alzato. La tecnica edilizia è simile a quella delle mura di cinta, con in più la presenza di un legante tenace e ricco di calce, che tiene uniti conci ben squadrati. 

Durante la fase due si assiste ad una riorganizzazione del sistema difensivo del castello: si abbatte la torre, si amplia la cortina muraria verso ovest. In realtà della torre si riutilizza parte del muro perimetrale di meridione all'interno della nuova cinta, mentre il muro ovest viene rasato a zero in favore di una nuova cortina muraria orientata nord/sud, che si aggancia al vecchio muro difensivo. Le nuove difese sono costruite a sacco, con i paramenti esterni ed interni formati da corsi regolari di pietre sbozzate alternati a pietre piatte e larghe.  Certamente le differenti tecniche murarie segnano un cambio di maestranze, sebbene i livelli di vita non offrano radicali cambiamenti rispetto a quelli rilevati durante la fase I. Si deve evidenziare una ulteriore evoluzione del sistema difensivo nella distruzione di un tratto meridionale della cinta muraria della prima fase e nella presenza di un muro orientato est/ovest che poggia con il perimetrale orientale della torre. Quest'ultimo muro è stato realizzato con pietre di irregolari dimensioni allettate da malta biancastra e ricca di calce.

Infine, Il castello trascorre una terza fase di vita, durante la quale si registra la distruzione dello stesso per mezzo di abbandono o demolizione, sebbene siano ancora presenti attività antropiche probabilmente non più dovute all'occupazione di una qualche struttura militare, ma più allo sfruttamento temporaneo dei ruderi da parte di abitanti locali o, forse, da parte di vedette temporanee, accampate tra ciò che del castello rimaneva.

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Storia

Monte Marenzo è un toponimo che indica il limite sud della valle S. Martino. Si tratta di un ampio terrazzo che confina con la riva orientale del fiume Adda. Ad ovest Monte Marenzo culmina con la cima di Monte S. Margherita, ove sorge l'omonima chiesa romanica. Le fonti storiche che ricordano la valle e la piccola chiesa fanno capo alle pergamene di Marenzo, inserite nel fondo del monastero cluniacense di S. Giacomo di Pontida. Si tratta di cinque pergamene, distribuite per tutto il XII sec. d.C., che restituiscono un congruo numero di toponimo per buona parte individuabili al giorno d'oggi. Fra i toponimi certamente interessante risulta quello di "Castellacium", presente in un atto del 1187, che indica una zona fortificata, identificabile però non con Monte S. Margherita, ma con il colle Scarlaccio, ove trova luogo un castello in rovina già a partire dal XII sec. d.C. e del quale oggi si possono individuare resti possenti di mura.

In realtà, dalle pergamene di Marenzo non proviene alcun ricordo della fortezza di Monte S. Margherita, sebbene alcuni studiosi identifichino i ruderi oggetto di indagine con l'antica località "Cantagudo", presente nella documentazione dal XII al XV sec. d.C. e successivamente scomparsa. Tale località appare per la prima volta in una pergamena del 1135 e successivamente in un altro atto del 1137. Dal contenuto di entrambi i documenti si evince l'esistenza presso Cantagudo di un locus già costituito e abitato. Il toponimo solo nel 1287 è associato ad un castrum e come tale è ricordato anche in un altro documento del 1392, nel quale una minuziosa descrizione di confini della zona permette di identificare in Cantagudo la fortezza di Monte S. Margherita. Si segnali, infine, l'ultima attestazione del castello in un atto del 1456, che precisa i confini dei comuni bergamaschi, collocando Cantagudo al limite del territorio delle Bretta.

Bibliografia

Longoni V., Fonti per la storia dell’alta Valle San Martino. La valle dei castelli (sec. IV-XII), pp. 68-69, Calolziocorte, 1995;

Marchetti V. (a cura di), Confini dei Comuni del territorio di Bergamo (1392-1395), pp. 196-198, Bergamo, 1996;

Mauri C., L\'alta Valle S. Martino, documentazione, fruizione beni ambientali e culturali: Beni architettonici con pitture murali tardo-medievali e rinascimentali, Accademia di Belle Arti "Aldo Galli", Tesi inedita del corso di pittura e restauro, Como, a.a. 1994/95;

Settia A.A., Castelli e villaggi nell’Italia padana. Popolamento, potere e sicurezza fra IX e XIII secolo, Napoli, 1984.

 

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