Rocca Di Orino

Castello Lombardia, Varese - Orino

Epoca
XII Secolo
Visitabile
Si, gratuito
Proprietà
Privata

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Descrizione

il castello è situato su un'altura immerso nei boschi a nord-est del paese di Orino, da questa posizione vantaggiosa esso domina gran parte della Valcuvia, sia il territorio verso il lago Maggiore e Laveno.

Durante il Medioevo, venne usato per la costruzione il materiale ricavato da rocce calcaree presenti nella collina, la parte occidentale, più alta della collina, fu utilizzata per erigervi il mastio.

L’attuale costruzione risale però al sec. XV. La costruzione consiste in un grande quadrilatero circondato da un mura e difeso da torretta sulla cinta muraria. All’interno dell’ampio ricetto si trovano la cisterna e, all’angolo nord – ovest, la Rocchetta, oggi ormai in rovina, con una torre a sud – ovest. Il muro di cinta all’ingresso principale presenta una merlatura frutto dei riadattamenti di inizio del secolo, così come la rettangolare torre all’angolo nord-est e la torretta a nord.  

 

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

Autostrada A8 Milano-laghi in direzione Varese. Uscita Buguggiate (Gavirate-Laveno-Luino), seguire la strada in direzione Gavirate; passato Gavirate, alla rotonda girare a destra in via Milano, ancora in direzione Gavirate o Cocquio Centro; girare alla prima strada a sinistra (indicazione Orino) e seguire la strada in direzione Caldana e quindi Orino.

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Storia

In base ai documenti ritrovati si datano le origini della rocca attorno al XII secolo, quando la Valcuvia faceva parte del Seprio. La sua costruzione fu necessaria nel contesto delle lotte che in quel XII secolo impegnarono i Comaschi e i Milanesi, infatti una fortezza situata in Valcuvia evitava che le truppe, superato il fiume Tresa, potessero, per la Valcuvia, raggiungere Besozzo e Varese. Si ritiene che la Rocca sia stata ampliata e rafforzata in epoca viscon­teo-sforzesca.

La Valcuvia, nel 1513 venne occupata dagli Elvetici,che non riuscirono a demolirla tranne che una parte, poi, appena dopo la battaglia di Marignano del 1515, le truppe del capitano Mondragon li respinsero a valle.

La rocca è citata anche in alcuni documenti del '600, per cui si pensa che in quel periodo il Castello avesse ancora un certo rilievo. La menzione di impieghi agricoli all'interno della proprietà della Rocca fanno dedurre che a quel tempo non aveva più alcuna funzione militare.

Risulta con certezza che la Rocca fosse di proprietà dei Cotta nel 1722 perchè emerge mappa misurata nel 1722 dal geometra Valentino Mantovani, mappa poi utilizzata per il "Catasto Teresiano".

I Cotta, feudatari di Valcuvia, risiedevano in genere a Milano, tranne qualche rara eccezione Certamente la Rocca non fu impiegata per gli usi legati ai compiti propri del feudatario quali l'esercizio della giustizia, la sede del bargello, quella della prigione: tali funzioni, come ricorda la relazione del 1644 più sopra citata, avevano la loro sede a Cuvio. Lo stemma della famiglia Cotta riportava un'aquila con in seno uno scudo di rosso in cui sta una cotta (tunica) bianca.

La Rocca di Orino è localmente denominata "Roca di Arian"; la leggenda vuole che gli Ariani, cacciati da Milano dal Vescovo Sant'Ambrogio, in seguito alla condanna della loro dottrina da parte della Chiesa, si fossero rifugiati in cima al colle che attualmente ospita l'abitato di Santa Maria del Monte. Sempre secondo la leggenda, gli Ariani occuparono la Rocca di Orino e la presidiarono sino alla conquista del "Forte di Varese" avvenuta nel 389 d.C. da parte delle truppe milanesi. La tradizione locale vuole che gli Ariani furono messi in fuga, oltre che dal sopraggiungere dell'esercito ambrosiano, dall'apparizione della figura di San Lorenzo avvolta nelle fiamme. Gli abitanti, riconoscenti, chiamarono il luogo dell'apparizione San Lorenzo. Attualmente in questa località sorge la piccola chiesa di San Lorenzo con annesso il cimitero del Comune di Orino.

Bibliografia

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Corbella, Castelli e Rocche Varesotto, Lago Maggiore e Alto Milanese, Varese, Macchione Editore, 2002, pp. 10-13; 113-114
C. G. BASCAPE', Dimore monumentali del territorio di Varese, Milano, Bramante, 1962
O. PISCITELLI, Bernardino Castelli intagliatore varesino del Seicento, "Archivio storico della diocesi di Como", 1981
M. Tamborini, Castelli e fortificazioni nel territorio varesino, Varese, ASK Edizioni, 1981, pp. 13-18
P. FRIGERIO, Castelli del territorio varesino: segni del potere: presidi, dimore, fortificazioni, Varese, Macchione, 2000
R. Corbella, Castelli e Rocche Varesotto, Lago Maggiore e Alto Milanese, Varese, Macchione Editore, 2002

 

Indirizzo:

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