Descrizione

La progettazione iniziale della fortificazione si proponeva di erigere un castello-recinto che fosse sia la residenza del signore, degli armati e dei famigliari, e sia un rifugio sicuro per gli abitanti del feudo in caso di pericolo. In tempi successivi, il subentrare di nuove necessità di spazi abitativi destinati alla vita quotidiana della famiglia signorile determinò le ragioni dell'ampliamento della costruzione e del fiorire del piccolo borgo sottostante che si dipana concentricamente al palazzo, intorno allo sperone roccioso. Le mura di cinta, che racchiudono il cortile interno, seguono il bordo della rupe sviluppando una struttura irregolarmente circolare e chiusa. L'elemento bellico più evidente è la torre a scarpa munita di cordone antiscalata e di archibugiere. Questa fu costruita nel XVI secolo, quando il "guscio" del castello non fu più idoneo come elemento difensivo visto che la difesa territoriale poteva essere affidata solo alle strutture bastionate. La fortificazione, probabilmente, aveva anche una coronatura di merli.

 

Intorno al suo perimetro vi erano numerosi gattoni in travertino (mensole sporgenti a strapiombo dalla muratura che con ballatoi e bertesche lignee, consentivano di spiare il nemico e di combatterlo stando al riparo). Alzata a sud-est si trova la torricina da difesa.

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Come raggiungere

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Storia

Sopravvissuto all'invasione delle milizie di Carlo D'Angiò e alle soldatesche di Galeotto Malatesta, Castel di Luco è rimasto protagonista di eventi storici di eccezione. Da qui, infatti, il 10 Agosto 1445 partì Pietro di Vanne Ciucci, signore di Luco, alla testa di una schiera di montanari per liberare Ascoli dal potere di Rinaldo fratello di Francesco Sforza.

Ancora una volta la montagna teneva alta la fiaccola della libertà. Fu qui , in questo castello, che un bandito famoso di Ascoli, il Parisani, fece trucidare nell'estate dei 1562 Chiarino Montaroni al quale era stata affidata la difesa del maniero. I banditi, al comando dei Parisani, lo assediarono. A tradimento fu chiamato sulla porta il difensore del castello, quasi ci fosse l'intenzione di arrivare ad un accordo. Chiarino Montaroni uscì e fu freddato da un colpo di archibugio. Il Parisani si impadronì dei cadavere e con l'aiuto dei suoi sgherri lo gettò nel fiume Tronto.

Nei secoli successivi il castello, da fortezza che era, si é trasformato in residenza gentilizia continuando ad ospitare la famiglia Ciucci che ne è stata proprietaria fino al 1800 quando l'ultima ereditiera, Maria, andò in sposa a Giuseppe Amici che ha tramandato fino ad oggi tutta la proprietà ai suoi diretti discendenti.

Attualmente il castello conserva ancora la sua struttura originaria e nelle stanze affrescate adibite a ristorante è possibile, su prenotazione, gustare raffinati piatti locali e rivedere, con la visita al castello, la storia di un intero millennio.

Una stradina circondata dal verde introduce il visitatore a Castel di Luco, un borgo medioevale immerso nella quiete dei boschi e nella semplicità della vita rurale. Attraverso una scala ricavata nella roccia il visitatore si lascia alle spalle la realtà del quotidiano per tuffarsi in un'atmosfera fiabesca. Nell'immaginario, dame e cavalieri accolgono l'ospite al suono di flauti e chiarine e lo conducono a ritroso nella storia, attraverso il suggestivo cortile fiorito che introduce al castello, dove l'austera bellezza delle stanze evoca atmosfere di storie e leggende narrate accanto al camino, di leggiadre fanciulle che danzano nei saloni e di misteriosi passaggi segreti che conducono al cuore del maniero.

Qui tra i raffinati decori delle volte che ricordano volti medioevali di donne intente a ricamare preziosi tessuti, il visitatore viene bruscamente sottratto alle note di questa antica armonia dai genuini sapori della gastronomia locale, sapientemente evocati nelle settecentesche sale dei ristorante, dove l'ospite può gustare la tradizionale cucina locale.

Bibliografia

 http://it.wikipedia.org/wiki/Castel_di_Luco

http://www.casteldiluco.it

 

Indirizzo: Località Castel di Luco

Facilities