Castello Montegiove

Castello Marche, Pesaro e Urbino - Fano

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Storia

Risponde al gusto neogotico del recupero e rinnovamento dei motivi medievali gotici riemerso in Italia a partire dalla seconda metà del secolo scorso, lo stile architettonico con cui l'avvocato Lorenzo Trebbi e suo fratello Cesare fecero realizzare, negli anni tra il 1888 ed il 1891, il loro casino di villeggiatura appena fuori le porte della città di Fano.
Quando il 4 febbraio 1888 i due fratelli acquistarono un appezzamento di terreno con casa colonica posto nella zona di Monte Illuminato, tra Centinarola e Rosciano, erano probabilmente già spinti dal desiderio di realizzarvi una sorta di "piccolo maniero", di castello turrito sulla scia della moda dell'epoca.
In base ad una registrazione catastale datata 26 marzo 1894 sappiamo che la nuova costruzione constava inizialmente di tre piani e nove vani divenuti, di lì a poco, undici in base ad uno stato dei cambiamenti approvato il 29 novembre 1899.

Venuto a mancare l'avvocato Lorenzo Trebbi nel marzo del 1901, quando ancora il suo progetto non era giunto a completa realizzazione, il casino venne venduto dalla vedova Camilla Pichi e da sua figlia Maria Trebbi al signor Virgilio Omiccioli che, in nome e per conto della figlia Elina, lo acquistò unitamente al terreno circostante (estendentesi per una superficie di tavole 58,21) al prezzo di lire 18.000.
Così, il casino non ancora totalmente definito, entrò in possesso di questa giovane donna che provvide subito al completamento dei lavori.
È ancora vivo nella memoria di coloro i quali in quegli anni, da bambini, frequentarono la villa, il ricordo di splendide giornate estive trascorse al refrigerio del bel parco amorevolmente curato. Qui i piccoli ospiti potevano, al riparo da ogni pericolo, correre e giocare godendo della salubre "aria di campagna". Il parco ospitava oltre ad un bel giardino all'italiana, una fontana con pesci colorati, una voliera con numerosi uccelli di diverse specie ed un campo da tennis posto a poca distanza dal cancello di accesso.
Ingenti furono i danni che questa turrita residenza subì durante il terribile terremoto del 1930 causandone un lento ma progressivo declino. Nel dicembre 1942 Elina Omiccioli decise di cedere il suo casino di villeggiatura al dott. Flelmut Hageman, col cui nome la villa è oggi conosciuta. Fu lo stesso dottore a riattare i vani danneggiati dal terremoto, modificandone in parte la precedente composizione e ricavandovi anche un ambulatorio privato.
La villa, quasi raggiunta dalla progressiva e quanto mai rapida espansione della città, è protetta da un rigoglioso parco che la circonda e che funge da barriera all'accelerato sviluppo della frazione di Centinarola.

 

Indirizzo: Strada Comunale di Monte Giove

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