Castello Di Caltignaga

Castello Piemonte, Novara - Caltignaga

Epoca
X Secolo
Visitabile
NO
Proprietà
Privata

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Descrizione

Poche fortificazioni hanno avuto maggiore fortuna del castello di Caltignaga, che è stato a lungo studiato durante il nostro secolo: ma non risultavano molto chiare le vere vicende evolutive della struttura incastellata.
Ci sforzeremo di illuminare la questione tenendo conto di una importantissima relazione di un ingegnere camerale milanese, scritta il 9 dicembre 1724 in base ad osservazioni personali ed alla deposizione giurata del fattore, Agostino Caccia, uomo di fiducia del defunto feudatario Vincenzo Caccia da Proh. L'ingegnere era il marchese Gerolamo Erba, che giunse l'8 dicembre 1124 a Caltignaga per prendere possesso del feudo in nome del re, in seguito alla morte senza eredi di Vincenzo Caccia. Si sistemò nella camera inferiore del castello e convocò il fattore per sapere quali fossero i beni spettanti allo Stato: l'uomo dopo aver detto che era nato in paese e che da 14 anni esercitava la sua professione, elencò il contenuto del feudo. Il Caccia aveva goduto della giurisdizione sul villaggio e su altre quattro terre vicine, Sologno, Cesto, Isarno, Codemonte, nonché su quattro immagine ingrandita Castello di Caltignaga - Ponte (apre in nuova finestra) cascine, Boscale, Malagaia, Mangiona e Moresca. Ma oltre la giurisdizione possedeva una rocca o sia castello in questo luogo, che è il presente ove siamo (….) la rocca è con sua fossa a torno, con una porta grande e particella annessa, con i suoi ponti levatoi, corte e pozzo. Entrando a mano dritta vi sono a piano di terra cinque stanze, quattro delle quali in volta et altra in soffitto, con due superiori abitabili et altre tre derelitte. Entrando alla sinistra vi è una cucina, un dispensino et un'altra stanza, una sala et altro dispensino, tutti in soffitto, con due portici e tutti li suoi superiori, parte abitabili e parte mezzo derelitti, con tre cantine sotterranee in volta. Fuori della rocca vi è un giardino da circa 4 moggia, tutto cinto di muro, eccetto dalla parte verso sera, con una porta che sorte verso mattino et altra porta verso la chiesa parrochiale.
Per contro la porta grande, che entra nella rocca, vi sono quattro case da pigionanti, cioè 4 luoghi al piano di terra e 4 suoi superiori, con annesse due stalle, fenile et un pozzo, con un portico picciolo et sua colombara annessa et un torchio per fare il vino e l'olio, vicino alla chiesa di San Lupo, che resta nel sito detto del castello, quel torchio è verso occidente ".
immagine ingrandita Castello di Caltignaga - Vista Castello (apre in nuova finestra) Il fattore rivela una certa ambiguità nell'uso dei vocaboli rocca e castello: in un primo momento li identifica, ma in seguito li distingue e per indicare il complesso di fortificazioni quattrocentesche si serve del termine rocca, mentre per mostrare la casa da pigionante con colombaria e la chiesa di San Lupo adopera le parole "sito detto del castello". Nella sua mente rocca significava castello, ma una - per lui - inspiegabile tradizione locale sosteneva in base al toponimo, che gli edifici e la chiesa facevano parte del castello. Il piccolo enigma, che ha di recente tratto in inganno anche il Conti, fu spiegato dall'ingegnere nella sua relazione, peraltro interessantissima, giacché fornisce un numero molto elevato di dati statistici. Egli incominciò coi dire che una delle due chiese parrocchiali, San Lupo, era posta "nel sito detto del castello"; poi descrisse la rocca, "con fossa a torno, porta grande e particella annessa, con li suoi ponti elevatoi, corte e pozzo, che veniva posseduta dal feudatario, eccetto sei luoghi che sono goduti dall'abate Nacci, come successori del canonico Rozati, con un giardino annesso alla rocca".
Infine risolse il problema: Vicino a detta rocca e nel sito detto del castello, per andare al quale si entra per un ponte, che altre volte era ponte levatore, vi sono alcune case possedute da diversi particolari, quali tutte erano altre volte cinte con muraglia della quale presentemente se ne vedono poche vestigia, e che vi fosse anche altre volte la fossa a torno, ora ridotta a giardino della padroni di dette case.
Dunque anche a Caltignaga, come a Vicolungo, Morghengo e Vespolate, la rocca, o attuale castello non era che un restringimento con maggiori fortificazioni di un ampia area incastellata, l'esito finale di una lunghissima storia costruttiva umana ed insiediativa che cercheremo di illuminare.

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Storia

 

Indirizzo: Via Castello

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