Castello Di Castelbuono

Castello Sicilia, Palermo - Castelbuono

Epoca
XIV Secolo
Visitabile
Si, pagamento
Proprietà
Comune

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Descrizione

La presenza del castello caratterizza l'estremità settentrionale della collina oblunga sulla quale sorge il centro abitato. L'edificio appare subito, per primo, appena si entra e ci si inoltra nell'invaso paesaggistico della valle piuttosto ondulata di Castelbuono provenendo sia dal mare (passo di Malpertugio) sia da Isnello. Tutto il teatro paesaggistico è di grande suggestione ambientale essendo circondato da una corona di monti sui quali sorgono i paesi di Pollina, San Mauro Castelverde, Geraci ed Isnello. Boschi, corsi d'acqua e coltivazioni si alternano alle numerose case sparse.

Il maniero ha pianta genericamente quadrangolare con 4 torri angolari. Tre sono quadrilatere, quelle di nord-ovest, sud-ovest e sud-est. Quella di nord-est è a pianta circolare. Tuttavia la regolarità dell'impianto è stata deformata dai corpi aggiunti e da ampliamenti del perimetro esterno come sui fronti di nord e di ovest. La planimetria del castello risente del fatto che l'attuale edificio è stato impiantato su un precedente castrum tardo duecentesco del quale si sono trovate imponenti murature e numerose arciere nei recenti lavori di restauro (2000).

All'interno del corpo di fabbrica vi è una piccola corte centrale a cielo aperto. Una corte più grande è invece all'eterno dove l'antico perimetro murario è stato fagocitato da costruzioni di diverse epoche mentre si distingue ancora perfettamente il portale principale d'accesso detto oggi Arco di Sant'Anna.

Quello che oggi viene definito castello era, in realtà, il palatium o hosterium collocato all'interno di un perimetro cintato difensivo del quale sussistono alcune tracce. Due rampe cordonate conducono a due diversi accessi (quello trecentesco è stato di recente rimesso in luce). Una rampa sale avvolgendo il versante di sud e di ovest ed è la più antica. L'altra, più recente, è in asse con il portale settecentesco.

L'edificio si presenta con un aspetto severo dal quale sporgono le torri angolari con maggiore o minore aggetto a seconda delle addizioni esterne ricevute dal corpo di fabbrica centrale nel croso dei secoli. La piccola corte centrale ospita una scala di epoca quattrocentesca (più volte rimontata) che conduce al piano nobile dove è ubicata la fastosa cappella seicentesca di Sant'Anna decorata dagli stucchi serpottiani.

Gli altri locali dislocati ai vari piani risalgono ad epoche storiche diverse. Particolarmente interessanti i semicantinati detti 'formaggiere', nei quali sono state rinvenute le murature e le grandi arciere del castrum tardo-duecentesco.

Testo di Rodo Santoro tratto da Castelli medivali di Sicilia - Guida agli itinerari castellani dell'isola

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Come raggiungere

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Storia

 Del 1101 sono le prime testimonianze riguardanti Castelbuono; sul sito attuale o nelle immediate vicinanze sorge il casale di Ypsigro. Per tutto l’XI secolo la località rimarrà un casale: nel 1105 Ugo de Creon riceve in dono dalla contessa Adelasia il casale; sarà della sua famiglia fino al 1269, anno in cui Alduino Ventimiglia trasferisce ad Ipsigro gli abitanti del villaggio di Fisaula a causa dell’ambiente malsano di quest’ultimo.

Re Carlo d’Angiò, nel 1269, confisca lo “stato” feudale di Geraci ai Ventimiglia e fa costruire un castrum quadrangolare sul colle San Pietro tra i villaggi di Fisaulo e Ypsigro. Circa mezzo secolo dopo, nel 1316, Francesco Ventimiglia inizia la costruzione del proprio castello sul precedente castrum, inteso come palatium (hosterium fortificato). Una epigrafe menziona i lavori, datati al 1322: Anno incarnati verbi mcccxvi ind. regnan(te) / glo (rio)sissi(m)o d(omi)no n(ost)ro rege friderico rege sicilie an(no) regni sui xxi nos franciscus comes vintimilii yscle majors et giracii d(omi)n(us) utriusq(e) petralie / i(n)cepimus (hoc) castru(m) belvidiri de ypsigro in (christi) no(m)i(n)e edificare.

Tra il 1454-56 Giovanni Ventimiglia fa eseguire lavori di ampliamento del castello e fa restaurare la cappella di palazzo per ospitarvi la reliquia del teschio di Sant’Anna, fino ad allora custodita nella cappella del Castello di Geraci. I grandi lavori di restauro, per il castello, continuano sotto Francesco Rodrigo Ventimiglia che, nel 1683, sposta la cappella nella seconda elevazione del prospetto meridionale e la fa decorare con un ricco apparato di stucchi ad opera di Giuseppe e Giacomo Serpotta, orgoglio d'arte barocca del castello; giusto un anno più tardi, nel 1684, nei locali del castello viene rappresentato il melodramma con prologo “Candaule re di Lidia”. Negli ultimi decenni del secolo vengono risistemati lo scalone interno ed alcuni ambienti; vengono aperti grandi balconi sul prospetto settentrionale dell’edificio; il sisma del 1693, tuttavia, danneggia seriamente le strutture architettoniche del castello. Vengono rifatte le coperture superiori dell’edificio, molte volte di locali interni, tamponate porte, finestre e feritoie.

Negli anni seguenti il castello subisce ancora ingenti modifiche: a inizio XVIII secolo viene murato il portale trecentesco sul fronte occidentale ed aperta una nuova porta su quello meridionale il cui androne dividerà la grande scuderia in due locali. Si costruisce una nuova rampa cordonata in asse al nuovo ingresso. Ancora terremoti, nel 1818 – 1820 provocano l’abbattimento dell’ultimo piano. Progressivamente il castello cade in rovina, complice l’estinzione, nel 1860, della casata dei Ventimiglia. L’edificio passa al ramo femminile, fin quando nel 1905 il barone Fraccia di Favarotta diventa il liquidatore del manufatto. Nel 1920 viene acquistato infine dal comune di Castelbuono e, oltre ad altri interventi, fa costruire un muraglione di contrafforte che maschera l’antico portale trecentesco. Gli anni ’80-’90 vedono iniziare i lavori di restauro: viene consolidata l’intera struttura del manufatto; si scoprono (nei cantinati) le strutture architettoniche del castrum tardo-duecentesco con numerose grandi arciere; si dismette il contrafforte degli anni ’20 e si rimette in luce il portale trecentesco.

Bibliografia

Castelli medievali di Sicilia, guida agli itinerari castellani dell’isola; Regione Siciliana Centro Regionale per l’Inventario la Catalogazione e la Documentazione dei Beni Culturali e Ambientali.

 

Indirizzo: Piazza Castello

Facilities