Castello Di Entella - Palazzo Fortificato

Castello Sicilia, Palermo - Contessa Entellina

Epoca
XI Secolo
Visitabile
NO
Proprietà
Privata

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Descrizione

Il palazzo sorge in un sito occupato da edifici probabilmente di età ellenistica e romana. E’ posto al margine sud dell’area di Entella, nel punto da cui si dipartono i due valloni in cui si articola il pianoro di Entella, in posizione dominante e abbastanza centrale rispetto all’abitato. Dal lato sud-ovest il palazzo si affaccia su un precipizio, nel quale è franato nella quasi totalità il muro perimetrale sud-ovest con parte degli ambienti; sui lati nord-ovest e nord-est un deciso pendio evidenzia la mole del palazzo rispetto ai terreni circostanti. Dal palazzo si vedono monte Maranfusa, monte Iato, rocca Busambra, la montagna Vecchia di Corleone, il monte Triona, il castello di Calatamauro, pizzo Cautali. Il palazzo ha pianta rettangolare (m 18 x 27 ca) orientata in senso nord-ovest/sud-est, ed è collegato ad un più ampio complesso di edifici posti a nord-ovest e scavati solo in parte.

Alcuni muri di limitato spessore (60-70 cm), inglobati dalle murature successive, testimoniano la preesistenza di un edificio abitativo non fortificato ad un solo piano (I fase), databile probabilmente entro l’XI secolo. La disposizione degli ambienti in questa prima fase determina l’orientamento delle fasi successive. Con l’erezione del grande muro di cinta (II fase), la struttura raggiunge poi le dimensioni definitive, alterate solamente con l’aggiunta del torrione di accesso, del corpo di guardia e di un ambiente a sud-est del torrione. All’interno si avranno invece numerosi rimaneggiamenti (III e IV fase), con suddivisione di ambienti e variazione d’uso (hamma). L’accesso avviene attraversio il torrione quadrangolare posto sul lato nord-est. Da un ingresso “a baionetta” si entra in un primo cortile, intorno a cui si dispongono alcuni ambienti a pianta rettangolare allungata. Una canaletta, attraverso il cortile, convoglia le acque piovane dal tetto alla cisterna posta presso l’angolo est dell’edificio. Una rampa di scale porta ad un piano superiore; solo la stanza posta lungo il lato sud-est aveva una copertura di tegole. Sul lato nord-ovest del cortile una porta rifinita in conci di calcarenite introduce nella parte residenziale, gravitante intorno ad un cortile sul quale si aprono sia le scale che l’hamma. Un ambiente, sul lato sud-ovest, ospitava una zona per la cottura; un piccolo forno era nei pressi della cisterna. Le murature sono quasi ovunque in pietre informi legate con terreno gessoso; ogni 50 cm ca. il piano di posa viene regolarizzato mediante pietre piatte o laterizi antichi. Sono anche utilizzate, specialmente negli spigoli e negli stipiti, pietre squadrate recuperate da rovine antiche.

Nella III fase si fa largo impiego di conci di calcarenite accuratamente squadrati e giuntati, mentre nell’ultima fase si torna ad impiegare pietrame minuto e informe. Un solo muro, sul lato nord-ovest dell’ambiente T, è in gesso pressato entro cassaforma. I pavimenti sono in terreno battuto, oppure in frammenti di tegole e piccole pietre compattate in terreno gessoso; l’hamma ha una pavimentazione in cocciopesto sopraelevata su pilastrini. I muri potevano essere rivestiti di sottile intonaco biancastro o di gesso misto a tegole frantumate. Grossi pezzi di cocciopesto in caduta nell’ambiente L fanno pensare ad un tetto piano impermeabilizzato per la raccolta delle acque piovane. Il palazzo è in stato di rudere. Il crollo delle coperture e l’abbandono hanno portato al disfacimento delle murature; la posizione al margine di un precipizio ha portato allo smottamento di parte del lato sud-ovest. Probabilmente vi è stato in passato recupero di materiale da costruzione. Dopo lo scavo sistematico e la rimozione degli strati di crollo, l’edificio è stato oggetto di alcuni interventi di restauro; la perizia del 1995 ha portato al consolidamento e impermeabilizzazione delle creste di tutti i muri mediante rimozione del filare superiore di pietre e riposizionamento su letto di malta. Periodicamente viene eseguita una pulizia dalle erbe infestanti.

 

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

Dall'autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo uscire a Santa Ninfa e imboccare la SS188 per Partanna per 5,2 km. Da Partanna proseguire sulla SS188 in direzione Santa Margherita di Belice per 20,1 km. Prendere la SP44, continuare su questa fino alla continuazione SP12 per 12 km in direzione Contessa Entellina.

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Storia

Le origini della città di Entella si collocano nell’antichità greca della Sicilia; Diodoro Siculo, Plinio il Vecchio, Cicerone e Silio Italico citano la città ed i suoi abitanti. Le prime notizie esplicite su una costruzione fortificata, tuttavia, risalgono al 1062 quando il caudillo musulmano Ibn at-Thumna, alleato di Ruggero I e Roberto il Guiscardo, tenta di convincere gli abitanti del castrum Antilium ad accogliere i normanni, ma come racconta Goffredo Malaterra viene ucciso in un agguato. Nel 1182 il Castellum Hantelle, gli hedificia diruta e i dirroita de Hantella sono ricordati dal privilegio della chiesa di Monreale; è incerto se vi si possa riconoscere il palazzo. Certo è che nell’ultimo decennio del XII secolo Entella si popola di Musulmani fuggitivi; nel 1206 la città è governata da un qa’yd destinatario con altri capi musulmani di una missiva di papa Innocenzo III che esorta i musulmani di Sicilia a rimanere fedeli al loro re Federico. Nella prima metà del XIII secolo, tuttavia, una fonte araba pone in questo periodo a Entella la capitale di Muhammad ibn Abbad, capo dei musulmani ribelli contro Federico II. Conseguentemente a ciò, nel 1221-1225 Entella è coinvolta nella repressione contro i Musulmani ribelli del Val di Mazara, che culmina in una prima deportazione a Lucera, in Puglia. Nel 1243-1246, infine, i Musulmani di Entella e Iato si ribellano nuovamente, vengono assediati da truppe regie e sono definitivamente deportati a Lucera nel 1246; l’informazione è acquisita dagli Annales Siculi, pp. 118-119 (il testo porta Jatum et Alicatam ma si tratta chiaramente di una lectio facilior per Jatum et Antellam).

 

Bibliografia

Castelli medievali di Sicilia, guida agli itinerari castellani dell’isola; Regione Siciliana Centro Regionale per l’Inventario la Catalogazione e la Documentazione dei Beni Culturali e Ambientali.

 

A. Corretti, Il palazzo fortificato di Entella, in Giornate Internazionali di studi sull\'area elima (Gibellina, 19-22 set. 1991), Pisa-Gibellina 1992, I, pp. 293-212.

A. Corretti, Resti medievali di Entella, in Dagli scavi di Montevago, pp. 51-66.

A. Corretti, Una dimora medievale da Entella ed il suo Hammam, in Tunisia Sicilia. Incontro di due culture, a c. di G. D\'Agostino, Palermo 1995.

A. Corretti, Entella, in Federico e la Sicilia 1995, pp. 92-109.

A. Corretti, Il Palazzo Fortificato di Entella, in Calabre et Sicile, pp. 591-606.

 

 

 

 

Indirizzo: All'interno dell'antico abitato di Entella, sul margine sud del pianoro, a 542 m.

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