Castello Di Giuliana

Castello Sicilia, Palermo - Giuliana

Epoca
XIII Secolo
Visitabile
Si, pagamento
Proprietà
Comune

Verifica gli orari prima di effettuare una visita

Descrizione

Il Castello di Giuliana si erge a 736 m. sul livello del mare; un lato si affaccia sulla vallata del fiume Sosio; l’altro con la torre, si volge verso il centro abitato, in asse con la strada che collega il castello alla chiesa madre del paese. La fortezza federiciana di Giuliana presenta una forma irregolarmente trapezoidale ed è costituita da due corpi di fabbrica rettangolari che si uniscono ad angolo ottuso rafforzato da un torrione a base pentagonale. La pianta della torre pentagonale è quasi un unicum in Sicilia e ha un parallelo solo nel Castello federiciano di Augusta.

Attraversando un portone ci troviamo in un’ ampia corte compresa fra gli edifici dell’ex convento e il nucleo centrale del castello, che si raggiunge percorrendo una rampa in leggera salita. Al centro dell’impianto si erge la torre a pianta pentagonale che fa da cerniera alla composizione architettonica dell’edificio e probabilmente costituì il nucleo originario della costruzione al quale, in un momento poco successivo, si addossarono le due ali a pianta rettangolare.

La torre, ha tre elevazioni, possiede la forma planimetrica di un pentagono regolare, ed ha un’ altezza di metri 18,80 e lati di metri 7,20. Le mura hanno uno spessore di 2 metri e sono realizzate a doppio paramento con conci di calcare bianco, disposti con una certa regolarità e con un riempimento centrale di pietra e malta (acqua e sabbia), gli spigoli del mastio sono rifiniti con conci di arenaria e le cornici delle finestre e delle feritoie con conci tufacei, che formano un motivo ornamentale.

Dalla terrazza di copertura il panorama che si riesce a dominare è di grande suggestione e spazia in tutte le direzioni: a sud all’orizzonte si vede il mare, a est il vicino centro di Chiusa Sclafani e a nord l’abitato di Giuliana con la chiesa Madre in asse con il mastio pentagonale. A sud dell’edificio una terrazza si affaccia a strapiombo sulla valle del fiume Sosio. Già a partire dal periodo aragonese il castello aveva mutato la sua originale funzione militare divenendo residenziale.

La struttura si è mantenuta pressoché integra nel tempo fino ai primi del ’900 quando, per evitare il crollo, la torre fu privata della parte superiore e della merlatura senza porre rimedio al progressivo deterioramento dovuto alla incuria dei secoli precedenti; solo recentemente la Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo ha provveduto al consolidamento statico delle parti rendendo agibili e fruibili anche i piani superiori della torre. Il restauro è stato ultimato e adesso il Castello di Federico II si presenta in tutta la sua spettacolare bellezza.

Condividi


Prezzi ed orari

Come raggiungere

La tua esperienza personale può essere di grande aiuto agli altri viaggiatori. Grazie!



Storia

Sulla costruzione del castello, data l’assenza di documentazione, esistono due teorie: la prima, sulla base degli elementi architettonici tipicamente svevi, ne ha attribuito la paternità a Federico II di Svevia; la seconda, avvalorata dalla lunga permanenza di Federico III a Giuliana nel 1332, a questo sovrano della dinastia aragonese.

Diverse sono le fasi di costruzione individuabili nel complesso castrale: al mastio di forma pentagonale, in epoca poco posteriore, furono ancorati due fabbricati rettangolari e nella prima metà del XVII sec. sulla cinta muraria del castello, che si sviluppa a semicerchio attorno alla fortezza, fu edificato un monastero grazie alla donazione nel 1648 da parte di Isabella Gioeni, marchesa di Giuliana, e del marito Marc’Antonio Colonna ai monaci Olivetani di Santa Maria del Bosco di Calatamauro.

Questo monastero divenne Istituto del Boccone del Povero nel 1902 e nel 1991 Opera Pia Buttafoco-Tomasini. La fortezza di Giuliana assolse per lungo tempo un rilevante ruolo strategico, sorgendo infatti, lungo la direttiva Corleone-Sciacca, era collegata ad ovest con il castello di Zabut (Sambuca di Sicilia), il quale a sua volta tramite il castello di Menfi comunicava con quello di Salemi; a sud con il castello di Caltabellotta; ad est con quello di Prizzi, che tramite Vicari comunicava con il famoso castello di Caccamo. I collegamenti verso nord erano assicurati dai castelli arabi di Calatamauro, Patellaro e Calatrasi.

 

Indirizzo: Salita Castello

Facilities