Castello Di Brucato

Castello Sicilia, Palermo - Sciara

Epoca
XIII Secolo
Visitabile
NO
Proprietà
Privata

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Descrizione

Le strutture attuali sono state messe alla luce mediante uno scavo archeologico. L’altura del monte Castellaccio (434 m) è una vera fortezza naturale che si appoggia ad ovest al monte San Calogero. Dalla sommità si domina tutto il sottostante sito di Mura Pregne, occupato fin dalla protostoria da un insediamento indigeno e quindi punico-greco. Il monte Castellaccio, invece, è occupato solo a partire dal XIII secolo da un abitato annidato attorno ad un castello e chiuso da una cinta muraria. L’insediamento normanno potrebbe essere stato impiantato al centro del sito di Mura Pregne, dove un sondaggio archeologico ha restituito frammenti di ceramica normanna, mentre la Burqad musulmana occupava probabilmente un’area non indagata dall’équipe di J.-M. Pesez. L’area castrale del monte Castellaccio occupa la zona nord occidentale dell’altopiano. Il castello si presenta come un edificio di forma rettangolare (15 x 10 m), delimitato da mura di diverso spessore, caratterizzate dall’uso di pietrame legato con malta molto dura e foderate da pietre squadrate. La facciata nord presenta tre nicchie, di un metro di profondità, coperte da archi a tutto sesto. Al centro del muro ovest si trova una porta di 1,20 m di larghezza attraverso la quale si penetra nell’edificio. L’interno era composto da una stanza voltata, in parte scavata nella roccia e sicuramente da una aula al piano superiore scomparso. Il sito, riscoperto grazie allo scavo archeologico organizzato dall’Ecole Française de Rome e diretto da J.-M- Pesez, dal 1972 al 1975, si trova ora in completo abbandono.

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

Da Palermo A 19 per Messina, uscita Buonfornello per Sciara, strada privata della cava Lambertini.

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Storia

Il 970 è l’anno della prima attestazione di Burqad (Brucato), annoverato fra i mudun (città) siciliani. Nel 1150 circa Idrisi la definisce “alta fortezza [hisn], dotata di masserie, mulini, vasti campi coltivati ed anche un mercato. Ancora nel 1310 Brucati è definito casale. Nel 1335 Brucati sopporta vittoriosamente l’assedio delle forze angioine, che non riuscirono ad espugnare la fortezza (Brucati arcem); il 1338 sarà l’anno infausto: il 15 maggio Brucato cade in mano angioina. Si ha notizia del fatto che il 7 ottobre 1338 l’armata siciliana, condotta da Giovanni Chiaramonte, assale Brucato angioina e ne ottiene la capitolazione: li genti di lo dicto Roberto, li quali la dicta terra et castello guardavano, non potendo resistiri a li Siciliani, divinniro ad pactu cum li Siciliani, et la terra predicta cum lu castello restituiro a li Siciliani (Gregorio 1791-92, II, p. 275-277). Il 1355 vede la menzione di fortellicium Brucati cum gente ibi habitante qui est archiepiscopatus Panormi (in Librino 1928, p. 207); si tratta però, forse, di un nuovo insediamento fortificato sorto lontano dalla sede primitiva, verso la costa, oggi case Brucato. Nel 1438 è menzionata la turris; probabilmente si tratta nel nuovo complesso già menzionato. Nel 1558 il castello e l’abitato sono già in rovina.

Bibliografia

Castelli medievali di Sicilia, guida agli itinerari castellani dell’isola; Regione Siciliana Centro Regionale per l’Inventario la Catalogazione e la Documentazione dei Beni Culturali e Ambientali.

 

Indirizzo: Monte Castellaccio, alle pendici est del monte San Calogero

Facilities