Castello Di Trabia

Castello Sicilia, Palermo - Trabia

Epoca
XV Secolo
Visitabile
NO
Proprietà
Privata

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Descrizione

Il castello è stato eretto in riva al mare per ragioni difensive che permangono anche quando Ottavio Lancia, nel 1633, fonda il paese di Trabia cingendolo con “salde muraglie” (Amico 1855-56, II, p. 607).

Il castello fu costruito in quello che Idrisi descrisse come un “sito incantevole di acque perenni e mulini, con una bella pianura e vasti poderi nei quali si fabbricano vermicelli in tanta quantità da approvvigionare, oltre ai paesi delle Calabrie, quelli dei territori musulmani e cristiani”. Il castello, che dal mare appare incastrato tra le rocce, ha un impianto a corte delimitata da mura merlate e torri angolari. Nel cortile spicca una torre cilindrica, primo nucleo del complesso, di modeste proporzioni, con sezione circolare ed interrotta in altezza da finestre rettangolari. Oggi il castello si presenta con ampie terrazze che si affacciano sul golfo di Termini Imerese, con mura turrite e merlate che circondano il cortile interno. In tempi recenti è stato oggetto di restauro da parte di Raimondo Lanza di Trabia.

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

Dall'autostrada A19 direzione Catania prendere l'uscita Trabia; il castello è ubicato appena prima dell'imbocco della galleria che si trova sulla statale 113 appena fuori dal paese, in direzione Messina.

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Storia

Idrisi ci informa, nel 1153, dell’esistenza di at-tarbi’a, luogo abitato. L’informazione subito seguente è relativa a ben due secoli dopo: nel 1355-75 re Federico IV concesse un mulino, con terre annesse (di proprietà del regio demanio) con tutti i diritti, terre, regioni e pertinenze sue, nonché i mulini che aveva la regia curia dati a censo, a certo Lombardo de Campo e suoi eredi discendenti, con obbligo di prestare alla corona il servizio militare di un balestriere. Il Barberi non porta la data, ma dice che l’atto trovasi annotato nel registro di cancelleria del regno degli anni 1343-75, a foglio 180. Da quest’epoca fino al 1445 non si ha più notizia dei passaggi di possesso. Nel 1445 il castello è ceduto a Leonardo Bartolomeo con conferma regia del 15 dicembre; il castello non rimarrà tuttavia a lungo nelle proprietà esclusive della famiglia: nel 1507, il 21 luglio, Aloisia Bartolomeo, figlia di Narduccio, sposa Blasco Lanza, dottore in legge; gli porta in dote i beni di Tarbia o Trabia. Nel 1509 è testimoniata la torre. Nel 1517 Blasco Lanza, dopo aver appoggiato il viceré Ugone Moncada nella sommossa popolare dello stesso anno, restaurò il castello dopo che esso fu incendiato e devastato dai ribelli; nel 1575 infine si ha Caesar Lancea conjunctis scopulis hanc arcem erexit anno MDLXXV (Lanza di Trabia cit. in Mazzarella, Zanca 1985, p. 374).

Bibliografia

 M. Amari, Biblioteca arabo-sicula, trad. it., 2 voll., Torino-Roma 1880-1881; testo arabo, 2° ed., a c. di U. Rizzitano, 2 voll., Palermo 1998.

G. L. Barberi, Magnum Capibrevium dei feudi maggiori, a c. di G. Stalteri Ragusa, Palermo 1993.

A Drago Beltrandi, Castelli di Sicilia, Milano 1956

T. Fazello, De Rebus Siculis decade duae, Palermo 1558; trad. it con titolo Storia di Sicilia a c. di A. De Rosalia, Palermo 1990.

G. Ganci Battaglia, G. Vaccaro, Aquile sulle rocce (Castelli di Sicilia), Palermo 1968.

F. Maurici, L’insediamento medievale nel territorio della provincia di Palermo. Inventario preliminare degli abitati attestati dalle fonti d’archivio (secolo XI-XVI), Palermo 1998.

S. Mazzarella, R. Zanca, Il libro delle torri. Le torri costiere di Sicilia nei secoli XVI – XX, Palermo 1985.

D. Portera, I comuni della provincia di Palermo, Bari 1989.

F. Russo, La difesa costiera del regno di Sicilia dal XVI al XIX secolo, 2 voll., Roma 1994.

M. Scarlata, L’opera di Camillo Camilliani, Roma 1993.

Castelli medievali di Sicilia, guida agli itinerari castellani dell’isola; Regione Siciliana Centro Regionale per l’Inventario la Catalogazione e la Documentazione dei Beni Culturali e Ambientali.

 

Indirizzo:

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