Castello Di Policiano

Castello Toscana, Arezzo - Arezzo

Epoca
X Secolo
Visitabile
Si, su richiesta
Proprietà
Privata

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Descrizione

Sul lato sud del Castello si può vedere ancora oggi la poderosa torre del maschio che si eleva dal resto del complesso evidenziando, con le breccie delle attuali finestre, la tamponatura dell'unica apertura trecentesca rimasta.
Sempre sulla torre si notano tracce dell'innesto che univa il fortilizio alla canonica di San Lorenzo, scomparso nella citata ristrutturazione del 1910 per far posto alla rampa.

Il prospetto est è forse il più interessante per le numerose superfetazioni che lo caratterizzano. Racchiusa tra due barbacani, uno dei quali ricavato dal posticcio fronte della rampa, la facciata si compone di ben tre corpi di frabbrica, di cui quello centrale, più recente, si configura come l'innesto fra due elementi strutturali che, più bassi, introducevano nella corte.

All'interno della corte, affiancata al profondo pozzo, troviamo un'imponente scalinata in pietra che collega al piano nobile grazie a due rampe contrapposte. Dal corridoio che perimetra la corte si passa nei vasti saloni, tutti pavimentati in cotto con soffitti a travatura lignea e camini in pietra levigata.

Da segnalare una sala del cassero coperta con volta a botte in mattoni poggiante sulla poderosa struttura muraria in grosse bozze di pietra squadrate, nota come “sala delle armi”.

Completa l'intero complesso un ampio parco parzialmente all'inglese ed integrato nella restante parte, da un bosco ceduo.

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

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Storia

La prima notizia che troviamo del Castello di Policiano è del 963 che conferma , da parte dell'Imperatore Ottone I, di tutti i possedimenti della Canonica Aretina facendo alla medesima nuove elargizioni tra cui la corte di Policiano con le sue adiacenze.
La località facente parte di una goaldemania (o Waldemannia) cioè estensione boschiva già amministrata da un Waldemannus, Soprintendente regio del fisco longobardo, fu donata nel 963 da Ottone I alla canonica aretina.

Tuttavia già nel 1012, Policiano viene citata in una commutazione di terre fra l'abate di S.Fiora ed Ugo di Ugone degli Azzi (potente famiglia aretina di origine longobarda).
Nel 1040 Pietro di Eriberto degli Azzi fa dono mediante carta di “Morgincap” a Gualdrada, sua futura sposa, di numerosi averi tra cui il Castello e la corte di Policiano. Ma già nel 1044 il feudo passa a Uguccione dei Marchesi del Monte di Santa Maria, nominati Marchesi di Toscana e Vicari Imperiali nella città di Arezzo da Carlo Magno.
Questa famiglia di origine Franco-Ripuaria, fu potentissima dal secolo IX al secolo XIV e, come risulta da numerosi diplomi imperiali, ebbe numerosi castelli nel contado aretino e cortonese tra cui il “Castrum Marchionis” ove oggi sorge la Fortezza Medicea di Arezzo.

 

 

 

Nel 1079 la Contessa Sofia, moglie del Conte Alberto, vende alla Chiesa Aretina la quarta parte della corte e del Castello di Policiano nonché l'adiacente chiesa di San Lorenzo. Nel 1084 la contessa Adalegita e i Conti Ugo ed Enrico promettono al Preposto e alla Canonica aretina il libero possesso e la difesa della corte e del Castello di Policiano.

 

Il documento più interessante è datato 15 Marzo 1265, in cui Guglielmo degli Ubertini, Vescovo di Arezzo, viene eletto dal Capitolo della sua Chiesa a Potestà di Policiano e riceve dai 54 uomini di quel Castello il giuramento di obbedienza e fedeltà.
Il successore di Guglielmino, Guido Tarlati, proseguì e consolidò la politica espansionistica della Diocesi, alla quale seguì un lungo periodo di relativa pace e prosperità.
Dopo la battaglia di Campaldino del 2 Giugno 1286 e la morte del vescovo guerriero gran parte dei castelli di Arezzo, tra cui quello di Policiano, furono conquistati dai fiorentini e furono liberati dalla risorta repubblica aretina dopo il 1303. La posizione geografica del Castello di Policiano ha avuto un'importanza rilevante nella difesa di Arezzo dalla parte della Valle per la quale accedevano alla città perugini e senesi.

Nel 1327, la morte del Pietramala segna il definito declino della Repubblica culminata nel 1337 con la vendita di Arezzo ai fiorentini da parte di Pir Sacconi Tarlati.
Ma già due anni prima, nel 1335, il Castello di Policiano, venne distrutto ad opera dei perugini in guerra contro Arezzo. Di tale evento è testimone Ser Bartolomeo di Gorello, poeta minore, aretino del XIV secolo che ne parla nel IV libro della sua “Cronaca Aretina”.


Dopo un periodo in cui il Castello fu adattato a spedale per il rifocillamento ed il rifugio dei viandanti diretti a Roma, il Castello di Policiano , perlomeno dal XV secolo , divenne proprietà della famiglia Capponi di Firenze, della quale ancora oggi è possibile ammirare lo stemma cinquecentesco apposto nelle antiche mura del castello.
Come tale famiglia ne sia venuta in possesso e lo abbia mantenuto fino al XIX secolo non è dato sapere. Si possono fare però delle ipotesi.
La prima è che per la vendita di Arezzo, gran parte dei beni degli aretini sia stata confiscata dai fiorentini.
La seconda è che i Capponi siano pervenuti a tale possesso per altre vie. Nel 1409 fu vescovo aretino un Cappone Capponi, ed essendo il Castello di proprietà della chiesa aretina, se ne può essere impossessato a vantaggio della propria famiglia.

Dal 1833, sotto il possesso del Marchese Gino Capponi, si è operata la trasformazione del Castello da luogo di importanza strategica a tenuta agricola, accentuandosi così l'aspetto rurale del paese scindendolo definitivamente da ogni implicazione militare anche se solo di carattere difensivo.
Questo grazie anche alle bonifiche operate dal Fossombroni in quel periodo in Valdichiana.

Nel 1876 come risulta da una ricerca compiuta nel catasto urbano del comune di Arezzo, il Castello e molte delle case coloniche adiacenti ad esso, appartenevano per successione alla famiglia Chigi Saracini di Siena.

Nel 1910 tutta la proprietà Chigi Saracini fu rilevata da Sidney Mary Hertz nei Barbolani di Montauto che trasformò il Castello in villa-fattoria operando quelle ristrutturazioni “in stile” secondo i dettami della moda architettonica del tempo. Ne sono testimonianza una deliziosa torretta a pianta circolare sul lato sud dell'edificio.

Sicuramente il territorio di Arezzo fu meta e luogo "di passo" nei viaggi di Leonardo nei primi anni del Cinquecento e nel periodo romano (1513-1516).
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In particolare Leonardo studiò questa zona sul campo per i progetti idrografici relativi alla bonifica della Val di Chiana (circa 1502) e al corso del fiume Arno, oltre che per ragioni di carattere strategico su incarico di Cesare Borgia (figlio di papa Alessandro VI, signore della guerra, spesso considerato un’insidia per Firenze), di cui era "Prestantissimo e Dilettissimo Familiare Architetto e Ingegnere Generale" dal gennaio 1502.

E' inoltre probabile che Leonardo fosse interessato a conoscere opere d'arte e di architettura presenti nel territorio come i capolavori pittorici di Piero della Francesca ad Arezzo e Sansepolcro. Il Castello di Puliciano (oggi Policiano), viene riportato nel codice Atlantico sulla mappa geografica della Valdichiana.

 

Indirizzo: Località Policiano, Via del Castello

Facilities



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