Castello Di Triana

Castello Toscana, Grosseto - Roccalbegna

Epoca
XIII Secolo
Visitabile
Si, su richiesta
Proprietà
Privata

Il Castello è chiuso per pericolo crolli

Descrizione

Il Castello di Triana sorge su uno sperone di roccia tra il fosso del Poderone e quello della Chiesacce, e possiede una sola porta di ingresso ricostruita in stile nel 1913.

Eretto sicuramente dagli Aldobrandeschi dopo il Mille, ceduto nel 1388 alla Famiglia Piccolomini, in rovina già nel '500, fu restaurato quale centro della fattoria Triana. Unica aggiunta sembra essere la cappella, voluta da Lelio Piccolomini e ristrutturata in stile barocco da Spinello nei primi anni del '700.

In tempi recenti è passato alla società Pie Disposizione di Siena. Una particolare attenzione può essere dedicata al piccolo giardino interno al castello, che richiamando al più celebre giardino urbano fatto costruire da Pio II Piccolomini a Pienza, è un giardino pensile di chiara impronta italiana, seppur semplicissimo, tanto nel disegno (quattro aiuole quadrate) quanto nelle essenze (bosso).

La popolazione vive oggi come allora principalmente nei poderi che, nell’inventario del 1706 dell’Agrimensore Pasquale Furzi, erano ben descritti: "due senza tavolare coperte a canali, a due stelle sotto con un chiostro murato", la tipologia di podere più diffusa in questa parte del territorio. Alcuni pigionali abitavano le case di proprietà signorile lungo la strada che porta la castello, mentre altre costruzioni, forze anche di concia, erano situate sotto la rupe.

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

EQUIDISTANTE  DA FIRENZE, LIVORNO  E ROMA (150Km)   - RAGGIUNGIBILE SIA DALL'AURELIA DIREZIONE  NORD DOPO ROMA- CIVITAVECCHIA, SUPERATO M.DI CASTRO VOLTARE A DX AL BIVIO VULCI PER  LE  TERME DI SATURNIA, RESTONO 18Km.!  DIREZIONE MONTE AMIATA

COSI' DALL'AURELIA DIREZIONE  SUD DOPO LIVORNO, GROSSETO SEGUIRE INDIFFERENTEMENTE MONTE AMIATA O TERME DI SATURNIA INDICAZIONE: COMUNE DI  ROCCALBEGNA

INFINE DA FIRENZE  SIENA ALLA LOCALITA' PAGANICO VOLTARE A SX PER MONTE AMIATA, ARCIDOSSO E ROCCALBEGNA

La tua esperienza personale può essere di grande aiuto agli altri viaggiatori. Grazie!



Storia

Bibliografia

“IL DESTINO DI PIO ENEA”

(un PAPA umanista 1405/1962..)


NUNZIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM, HABEMUS PAPAM .

E LA FUMATA BIANCA INNALZATASI AL CIELO DAL CUMIGNOLO AL VATICANO, CONFERMA L\'ELEZIONE DI ENEA SILVIO PICCOLOMINI A PAPA PIO II.

E\' IL 1458 (QUANDO MI CHIAMAVO ENEA, NESSUNO MI VOLEA, ORA CHE SON DIVENTATO PIO TUTTI MI CHIAMANO ZIO): ECHEGGIAVA TRA IL POPOLO NOBILE, TRA LA PLEBE IN OGNI CETO DI OGNI LUOGO DEL CENTRO E OLTRE ITALIA.

ENEA SILVIO PICCOLOMINI NACQUE A CORSIGNANO D\'ORIA PRESSO SIENA NEL 1405 DA NOBILE FAMIGLIA DI ORIGINI ROMANE DECADUTA ECONOMICAMENTE.

TRASFERITOSI DICIOTTENNE A SIENA, PERFEZIONO\' GLI STUDI UMANISTICI TANTO DA RAGGIUNGERE UNA CONOSCENZA INVIDIABILE DELLA LINGUA LATINA. IN SEGUITO, PER VOLERE DEL PADRE, INTRAPRESE LO STUDIO DELLA GIURISPRUDENZA. NEL 1432, AL SEGUITO DEL VESCOVO DI FERMO, DOMENICO CAPRANICA, PRESE PARTE AL CONCILIO DI BASILEA. CON LA CARICA DI SEGRETARIO, NEL 1435, SEGUI\' IL CARDINALE NICCOLO\' ALBERGATI IN BORGOGNA E IN SEGUITO VENNE INVIATO IN SCOZIA. RIENTRATO IN BASILEA NEL 1436, VI RIMASE IN QUALITA\' DI ABBREVIATORE E SCRITTORE DEL CONCILIO, DURANTE IL QUALE TENNE UN DISCORSO CHE GLI PROCURO\' UNA CERTA FAMA. NEL 1439 PARTECIPO\' AL CONCLAVE CHE ASSEGNO\' AD AMEDEO VIII DI SAVOIA IL SOGLIO PONTIFICIO CON IL NOME DI FELICE V. NEL 1440 SCRISSE I TRE LIBRI “DE GESTIS BASILEENSIS CONCILII”(I FATTI DEL CONCILIO DI BASILEA), IL SECONDO DEI QUALI E\' ANDATO PERDUTO. ALCUNI ANNI PIU\' TARDI RITRATTO\'LE SUE TESI PUBBLICANDO, NEL 1450 LO SCRITTO “DE REBUS BASILEAE GESTIS STANTE VEL DISSOLUTO CONCILIO”(I FATTI DI BASILEA DURANTE E DOPO IL CONCILIO) ED EMANANDO, UNA VOLTA ELETTO PAPA, NEL 1460, LA BOLLA “EXECRABILIS” (ESECRABILE).

NEL 1442 INVIATO ALLA DIETA DI FRANCOFORTE, RICEVETTE DA FEDERICO III LA CORONA DI POETA E LA CARICA DI SEGRETARIO DELLA CANCELLERIA IMPERIALE A VIENNA, CARICA CHE TENNE FINO AL 1444. A QUESTO PERIODO DATANO LA FAMOSA “HISTORIA DE DUOBUS AMANTIBUS”(STORIA DEI DUE AMANTI), LUNGA EPISTOLA DAI TONI LASCIVI, LA COMMEDIA DI STAMPO PLAUTINO “CHRYSIS”(CRISIDE) E IL “DE CURIALUM MISERIIS” (LE MISERIE DEI CORTIGIANI).

LA SALUTE CAGIONEVOLE E LE GROSSE PROBLEMATICHE ALL\'ORIZZONTE DELLA CRISTIANITA\' INDUSSERO IL PICCOLOMINI A UNA SERIA RIFLESSIONE CHE LO PORTO\' A RISCOPRIRE UN PROFONDO SENSO RELIGIOSO. NE DERIVO\' CHE INVIATO A ROMA NEL 1445 IN QUALITA\' DI AMBASCIATORE DI FEDERICO III, FECE AMMENDA DEGLI ERRORI PASSATI OTTENENDO IL PERDONO PAPALE PER LE COLPE CUI ERA INCORSO QUALE ADERENTE AL CONCILIO DI BASILEA. RICEVETTE COSI\' NEL 1446 L\'ORDINAZIONE A SUDDIACONO, CUI FECERO SEGUITO QUELLA A DIACONO E A SACERDOTE.

SEMPRE NEL 1446 COMPOSE IL “DE ORTU ET AUCTORITATE ROMANI IMPERII” (SULLA NASCITA E SULL\'AUTORITA\' DELL\'IMPERO ROMANO).

NEL 1447 VENNE NOMINATO VESCOVO DI TRIESTE  E, TRE ANNI PIU\' TARDI, VESCOVO DI SIENA. CONVINTOSI DELLA NECESSITA\' DI UNA CROCIATA CONTRO GLI INFEDELI, NEL 1452 ESORTO\' IL PAPA E I VESCOVI A DIFENDERE COSTANTINOPOLI DAGLI ATTACCHI DEI TURCHI.

NEL 1457 COMPOSE L\' “HISTORIA FRIDERICI III IMPERATORIS” (STORIA DELL\'IMPERATORE FEDERICO III), OPERA COLMA DI FELICI RICORDI E DI SOTTILI OSSERVAZIONI PERSONALI.

L\'ANNO SEGUENTE SALI\' AL SOGLIO PONTIFICIO, ASSUMENDO IL NOME DI PIO II; TRA I PRIMI ATTI DEL SUO PONTIFICATO RICORDIAMO IL RICONOSCIMENTO DI FERRANTE D\'ARAGONA QUALE RE DI NAPOLI, CONTRO GLI ATTACCHI DI GIOVANNI D\'ANGIO\'. A DISTANZA DI ALCUNI ANNI, NEL 1461, PUBBLICO\' LA “COSMOGRAPHIA” (COSMOGRAFIA), OPERA DIVISA IN TRE PARTI: “DE RITU, SITU, MORIBUS ET CONDITIONE GERMANORUM, DE EUROPA E DE ASIA” (SUI RITI, I LUOGHI, LE USANZE E LE CONDIZIONI DEI GERMANI, SULL\'EUROPA E SULL\'ASIA).

IL SUO PENSIERO RIMASE PERO\' FISSO VERSO L\'ORIENTE E NEL 1458 CONVOCO\' I POTENTATI CRISTIANI AD UNA DIETA PRESSO MANTOVA, ALLO SCOPO DI BANDIRE UNA NUOVA CROCIATA. RESOSI CONTO PERO\' DELLA FREDDEZZA CON CUI LE SUE PAROLE VENIVANO ACCOLTE, TENTO\' DI RISOLVERE PACIFICAMENTE LA DIATRIBA CON MAOMETTO II INVITANDOLO A RAVVEDERSI E A CONVERTIRSI: GLI INVIO\', NEL 1460 L\' “EPISTOLA AD MAHOMETEM” (LETTERA A MAOMETTO).

MORI\' AD ANCONA NEL 1464 MENTRE APPRESTAVA AD ASSUMERE PERSONALMENTE LA GUIDA DELLA SUA CROCIATA.

PARECCHI ANNI DOPO LA LORO COMPOSIZIONE, NEL 1584, GRAZIE AL PERSONALE INTERESSAMENTO ALL\'ARCIVESCOVO DI SIENA, BANDINI PICCOLOMINI, VENNERO DATI ALLE STAMPE I “COMMENTARIA RERUM MEMORABILIUM QUAE TEMPORIBUS SUIS CONTIGERUNT” (COMMENTARI DELLE COSE MEMORABILI CHE ACCADDERO AI SUOI TEMPI) - BIOGRAFIA-

di Claudia Bindi da Triana

 

Indirizzo: Localita Triana

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