Castel Thun

Castello Trentino Alto Adige, Trento - Ton

Epoca
XIII Secolo
Visitabile
Si, pagamento
Proprietà
Provincia

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Descrizione

Castel Thun è un monumentale fabbricato civile-militare fra i più ben conservati del Trentino. Il palazzo baronale, slanciato in verticale, con tre torrette a cuspide gotica, si eleva al centro dei sistema fortificato che, verso l'attuale ingresso, la Porta spagnola, è composto da ben cinque torri, dal ponte levatoio e da un profondo fossato. Varcata la porta del ponte levatoio, ci si trova nel più singolare ingresso dei castelli trentini. Si tratta del Colonnato dominato dalle due torri medievali merlate dette delle prigioni.

La singolare tettoia, sostenuta da 18 massicce colonne di pietra, serviva per riparare i cannoni dalle intemperie. Di fronte al Colonnato, il palazzo baronale; tutt'attorno, sopra il Cortile dei Tornei, corre la cortina munita con la Torre Basilia restaurata dal conte Basilio.

Dalla parte opposta sorge la Torre della Biblioteca che, in un grande locale a soffitto con stucchi barocchi, ospita 10000 volumi e numerosi incunaboli. Il palazzo baronale rappresenta la parte più antica del castello, costruito sulla viva roccia da Manfredino, Albertino e dai quattro figli di Marsilio Thun. L'atrio è nella vecchia torre gotica; vi si possono ammirare un grande stemma dei Thun-Kónigsberg con la data 1585 dipinta sulla volta, tracce di affreschi quattrocenteschi e un recipiente per l'olio scavato nella pietra, datato 1560.

A sinistra del lungo corridoio si apre la porticina della cappella dedicata a S. Giorgio, decorata a tempera da uno dei discepoli di Jacopo Sunter della scuola di Bressanone. I piani superiori del castello conservano preziosi oggetti d'arredo, numerose opere d'arte e una ricca quadreria. La cappella del castello, dedicata a S. Giorgio conserva un interessante ciclo di affreschi di scuola tedesca risalente alla seconda metà del XV secolo.

Il Castel Thun ha riaperto ufficialmente le sue porte il 17 aprile 2010. Circa 2000 persone hanno popolato Castel Thun nel giorno dell'inaugurazione. Tutto è iniziato a Vigo di Ton alle 14.30 con l'inaugurazione del murale realizzato da Paola Demanincor ed il concerto del corpo bandistico Basso Noce Banda dei 7 Comuni. Alle 15 tutti al castello, a piedi o con i bus navetta. Dopo i discorsi delle autorità l'apertura della porta spagnola e l'entrata della folla nel giardino del palazzo comitale in attesa di una veloce visita a gruppi di 40 nelle sale del castello.

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

Si trova all' inizio della Valle di Non. Dall'autostrada A22 del Brennero uscire a San Michele all'Adige (20 km a Nord di Trento) e proseguire per la Valle di Non; si gira poi a destra al bivio per Ton e si seguono le indicazioni.

Dista circa 12 km dall' autostrada.

La tua esperienza personale può essere di grande aiuto agli altri viaggiatori. Grazie!



Lalla

  • 26/01/2012

Non molto grande ma molto ben tenuto, soprattutto, gran parte di esso è visitabile, cosa che spesso non accade nei grandi castelli dove solo poche sale sono aperte ai visitatori.

TONADA

  • 14/07/2010

Maniero splendidamente restaurato, con uno splendido giardino e bellissimi cortili dove nella bella stagione sono programmati tantissimi eventi culturali e rievocazioni storiche da parte di compagnie di attori che riportano il visitatore al tempo che fù. Molto belle le sale interne , con arredi divisi per epoca e ricchissimo di storia. Assolutamente uno dei più bei castelli del Trentino Alto Adige.

Storia

Castel Thun fu costruito nella metà del XIII secolo e fu la sede della potente famiglia dei Thun, che nelle valli di Non e di Sole possedeva altre prestigiose residenze, quali Castel Bragher e i castelli di Caldes e Castelfondo. Il castello è situato in cima ad una collina a 609 m. vicino al paese di Vigo di Ton in bellissima posizione panoramica. E' un esempio tra i più interessanti di architettura castellana trentina, la struttura civile-militare è tipicamente gotica ed è circondato da un complesso sistema di fortificazioni formato da torri (tre torri di vedetta), bastioni lunati, fossato e cammino di ronda; imponente la "porta spagnola" (1566) costruita con massicci conci bugnati disposti a raggiera e aperta al centro della cortina settentrionale.

Le fortificazioni centrali sono a pianta quadrangolare con forti baluardi per la difesa con armi da fuoco, quattro torri quadrate agli angoli e, dopo il fossato, altro muro con feritoie a strombo profondo e due medievali torri merlate. Tutt'attorno corre un secondo muro con torrette e tre bastioni lunati verso Toss. La porta verso Toss, che dà sul fossato e da qui, attraverso una serie di passaggi obbligati, conduce al castello, è guardata dalla caditoia per la difesa piombante. Oltrepassata la porta del ponte levatoio (1541) e superato il primo cortile, a sua volta percorso sul lato settentrionale da un lungo colonnato, formato da diciotto poderose colonne di pietra, si incontra l'ingresso del palazzo comitale.

Al piano terra si trovano le stanze pubbliche, mentre al primo piano si trovavano le stanze dei signori. Fra le numerose sale, ancora riccamente arredate, la più pregevole é la "stanza del vescovo", interamente rivestita di legno di cirmolo, con il soffitto a cassettoni e una porta monumentale (1574), abitata dal principe-vescovo Sigismondo Alfonso Thun. La cappella del castello, dedicata a S. Giorgio conserva un interessante ciclo di affreschi di scuola tedesca risalenti alla seconda metà del XV secolo.

Castel Thun, acquistato dalla Provincia Autonoma di Trento nel 1992, è diventato la quarta sede del museo "Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali".

Araldica

Thun

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La conservazione dell\'archivio documentario dei Thun è seconda per importanza soltanto a quella del principato vescovile di Trento e la sua conservazione nell\'antica sede del castello di Vigo di Ton è una nota importante per la rilevanza socio politica che questa famiglia ha avuto non solo per l\'antica pieve di Vigo, ma anche su grandi territori delle due Valli.

Questa ricerca storica non intende volgersi alla ricostruzione prosopografia della famiglia Thun, perché si sa che a partire dal 1187 "l\'esistenza di ogni suo membro è storicamente accertabile sulla base di documenti fino ad arrivare al presule tridentino, Pietro Vigilio, ultimo signore feudale del principato vescovile di Trento.

A seguito dell\'invasione francese del Trentino alla fine del secolo XVIII, il vescovo Pietro Vigilio parti da Trento per Passavia, ospite del fratello vescovo di quella città. Morirà a castel Thun, 17 gennaio 1800. Il successore, Emanuele Maria, con il quale si chiude la serie dei principi vescovi di Trento dotati di sovranità territoriale e sarà appunto sotto il suo governo, il 6 marzo 1803, che venne letto in duomo il decreto che annunciava il passaggio del principato di Trento all\'assoluto dominio dell\'Austria. Dunque la famiglia Thun in questa delicata fase agi sulla scena politica trentina sia direttamente, con i due vescovi sia indirettamente con le varie entrature politiche dei suoi membri; tra l\'altro, il membro più anziano della famiglia Thun era insignito, fin dal Cinquecento, del titolo di coppiere vescovile.

Le testimonianze su questa famiglia dunque sono numerose, ma certamente non esaustive, in quanto le varie diramazione lungo i secoli e gli intrecci politici all\'intemo del principato vescovile e all\'estero con le cancellerie europee, rendono difficile descrivere il suo percorso storico lungo i secoli. Infatti numerose giovani donne della linea tunniana si sposarono con rampolli dell\'antica nobiltà europea e viceversa molte ragazze furono maritate con giovani della famiglia del ramo di Thun, o di castel Bragher, ancora di Caldes, di Altaguarda di Castelfondo, che già nel XV secolo i Thun pervennero inpossesso pignoratizio di quel giudizio.

Di questo fenomeno era consapevole pure lo storico Giuseppe Pinamonti, che così scriveva: "Nasce dalla maniera di esporre le isto­rie degl\'illustri casati un altro inconveniente gravissimo, ed è che la istoria delle città e delle province, la quale componesi in gran parte di ciò che hanno fatto o ommesso di fare le cospicue famiglie, viene ad essere confusa, manca e deturpata sì, che bisognano poi sforzi d\'uomini di gran senno e coraggio, che sono rari, e in qualche luogo non sorgono mai, per ridurla alla sua compiutezza e dignità.

La "famiglia" dei Thun a Roma, con l\'imperatore Enrico VI

Ma sarà il 1199 l\'anno del definitivo riconoscimento della famiglia Thun, allorché il vescovo di Trento, Corrado da Beseno, con solenne documento diede in feudo ai fratelli Albertino e Manfredino di Ton e ai discendenti il dosso chiamato Visione, affinché costruissero il castello`. Da questa data essi acquisirono la capacità di dare un\'impronta per secoli sulle popolazioni delle Valli di Non e di Sole; anche se nel Duecento, almeno in alcune zone delle due Valli, essi rimasero vassalli dei Conti di Flavon e di quelli di Appiano" \' legame protratto fino alla fine del secolo nella divisione dei beni fra i fratelli Riprandino e Ramperto, figli del conte Aldrighetto di Flavon.

Con la scomparsa della nobile e potente famiglia degli Appiano, la famiglia Thun accentuò la sua presenza sulla scena politica del principato vescovile e dell\'Impero. t sufficiente, per dimostrare l\'importanza di questa presenza, il documento del 18 luglio 1190 che indicava le compagnie di soldati con cui il vescovo doveva accompagnare il giovane imperatore Enrico VI nella discesa a Roma per impossessarsi dei beni dell\'Italia meridionale e, l\'anno successivo, nella Pasqua del 1191, ricevere la corona imperiale da parte del papa; tutto ciò è dettagliatamente descritto dal cardinale Baronio e riportato negli Annali da Lodovico Antonio Muratori.

Dal libro "Vigo, Masi, Toss ai piedi di Castel Thun" di Domenico Gobbi.

 

Indirizzo: Via Castel Thun

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