Castello Reale Di Sarre

Castello Valle d'Aosta, Aosta - Sarre

Epoca
XIII Secolo
Visitabile
Si, pagamento
Proprietà
Regione

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Descrizione

Il castello sorge su un'altura che domina la valle e guarda verso la Valdigne. Esso comprende un corpo centrale con al centro un'alta torre quadrata.

Secondo quanto ci tramandano i documenti storici il lussuoso Castello Reale di Sarre, comprendeva al piano terreno la sala da pranzo, l'appartamento del principe di Napoli e l'alloggio del custode, mentre nei sotterranei vi erano le cucine, la dispensa e le cantine.

Al primo piano nella "sala dei castelli" si trova un plastico del castello di Sarre e alcune pitture che rappresentano i castelli della Valle d'Aosta. Nella Sala Reale si possono ammirare i ritratti dei primi regnanti dell'Italia unita e di alcuni nomi importanti della famiglia Savoia: i sovrani Vittorio Emanuele II e Umberto I, sua moglie, Margherita, il principe Eugenio di Savoia Carignano (1816-1888), il duca di Genova, Tommaso (1854-1931), fratello della regina Margherita. è esposto inoltre un capolavoro di Antonio Fontanesi,"Altacomba, ricordo della fontana delle meraviglie", raffigura una località vicino la famosa abbazia francese, sepolcro della famiglia Savoia, sul lago di Le Bourget.

Nelle sale del secondo piano troviamo alcuni grandi ritratti risalenti al periodo di Vittorio Emanuele III ed Elena di Montenegro. L'autore principale è Giacomo Grossoma ci sono opere anche di Cipriano Cei. Vi è anche una scultura in gesso dello scultore Michelangelo Monti raffigurante la regina Margherita e Il dipinto di Basilio Cascella che raffigura le nozze dei principi di Piemonte, celebrate l'8 gennaio 1930 nella Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale a Roma. Nela terza sala possiamo ammirare anche I ritratti a pastello di Maria Pia, Maria Gabriella e Maria Beatrice realizzati nel 1949 durante l'esilio portoghese di Cascais, alcune sculture del castello come le due statuine raffiguranti la Vittoria alata e Il grande ritratto di Cesare Ferro raffigurante il pittore Giuseppe Bozzalla che venne presentato all'Esposizione Universale di Torino del 1902.

Nell'area esterna del castello abbiamo la cappella del XVIII dedicata a Santa Barbara Essa è stata ricostruita dal barone Ferrod verso il 1713 e presenta alcuni dipinti che raffigurano beati di Casa Savoia.

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

Percorrere la strada statale per il Monte Bianco, poco oltre il bivio per Cogne in direzione Lalex.

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Storia

Il castello venne costruito nel 1242 da Giacomo di Bard, fondatore della casata dei Sarre. Rimase a questa famiglia sino al 1364, quando scomparso Pietro di Sarre, ultimo erede maschio, Amedeo VI di Savoia cedette il castello a Enrico di Quart.

All'inizio del 1700, passò nelle mani del barone Jean-François Ferrod, socio del conte Perrone di San Martino nello sfruttamento delle miniere di Ollomont. Egli cominciò un'opera di ristrutturazione lasciando dell'antico maniero solo la torre. Accanto all'edificio, nel 1713, fece costruire la cappella dedicata a santa Barbara e a san Nicola. Al Ferrod subentrarono prima i Rapet, poi Nicole di Bard e in seguito i Gerbore.

Il castello fu acquistato nel 1869 dal re Vittorio Emanuele II, per il prezzo di 55.000 lire, dal notaio Gerbore Leonardo di Aosta. Vennero costruite le scuderie e sopraelevata la torre, adibita ad osservatorio. Il castello fu la residenza del sovrano durante i suoi soggiorni di caccia in Valle d'Aosta, questo permise di arricchire le sue stanze di trofei. Umberto I realizzò notevoli miglioramenti all'edificio e successivamente il castello divenne residenza dei Principi di Piemonte, Umberto e Maria Josè, durante i periodi in cui villegiavano in Valle d'Aosta.

Durante la seconda guerra mondiale il castello di Sarre fu utilizzato da truppe militari che lo danneggiarono e lo privarono di molti dei suoi arredi. Fu acquistato dalla Società Moriana di Aosta nel 1972 che lo destinarono a Museo delle memorie dinastiche. Nel 1989 il castello passò alla Regione Valle d'Aosta che effettuò parecchi lavori di restauro e di allestimento sotto la Sovritendenza ai Beni Culturali.

 

Indirizzo: Lalex

Facilities



Non ci sono al momento strutture segnalate dove mangiare