Castello Di Zumelle

Castello Veneto, Belluno - Mel

Epoca
VIII Secolo
Visitabile
Si, gratuito
Proprietà
Privata

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Descrizione

Il Castello di Zumelle è situato in una valle inserita nall'ambiente naturalistico della Valbelluna. Oasi di verde e di spazi naturali per escursioni a piedi, in bicicletta ed a cavallo. Il maniero domina la vallata di Mel, sulla Sinistra Piave. La sua storia è antichissima e, seguendone le tracce, ci troviamo improvvisamente catapultati nell'antico Impero Romano. La posizione strategica del territorio – una porta d'accesso al cuore dell'Europa – rese quest'ultimo il sito ideale per la costruzione di una torre fortificata che doveva vegliare sulla Claudia Augusta Altinate, strada militare romana di cui ancora oggi si può seguire il tracciato.

Il castello dispone di un'unica ed esclusiva camera doppia, di un bagno privato, di una corte interna e di una torre medievale da dove si domina la vallata. Il ristorante è rinomato per il calore dell'ambiente e per la cucina a carattere regionale.

Il Castello di Zumelle è gestito dalla famiglia Dal Piva, papà Renato, mamma Lucia ed il giovane Nicola. La famiglia si occupa di ristorazione da oltre 20 anni. Lucia ha creato all'interno del castello una stanza in esclusiva per gli ospiti che cerchino particolari strutture storiche dal fascino discreto e semplice.

Il transito veicolare dall'area parcheggio al piazzaletto del ristorante e' consentita sola alle persone con difficolta' motorie. Non c'e' un divieto scritto ma ci si affida al buon senso. Nei pressi del castello sorge l'antichissima chiesa di San Donato risalente all'altomedioevo. La struttura molto particolare è a pianta unica con tre absidi. Il culto di san Donato è di origine e tradizione longobarda. Lungo le pareti si notano dei laceri di affreschi gotici. La chiesa ai giorni odierni è chiusa al pubblico per le precarie condizioni strutturali. La continua infiltrazione d'acqua ha notevolmente danneggiato la struttura. L'interno spoglio conserva un unico altare del '700.

Al castello è legata una leggendaria vicenda, riportata dallo storico bellunese Giorgio Piloni.

Atleta era la bellissima figlia del conte Tucherio di Casteldardo, della quale si innamorò il valoroso Murcimiro, conte di Zumelle. Sapendola promessa sposa di Azzone, conte di Feltre, Murcimiro perse il lume della ragione, giurando che l'avrebbe avuta anche a costo di morire. Alla testa dei suoi uomini, tese un agguato al corteo che stava conducendo Atleta a Feltre: durante il terribile scontro, il conte uccise Orleo, fratello della sposa, e rapì quest'ultima, conducendola nel suo castello.

Accecato dall'odio per la morte del figlio, Tucherio mosse il suo esercito contro il castello di Zumelle, le cui difese erano state nel frattempo potenziate. Non riuscendo a far uscire Murcimiro, devastò i vicini paesi di Tiago e Villa, per poi tornarsene a Casteldardo inseguito dagli uomini del nemico. Qualche tempo dopo tentò un nuovo assedio, ma la fortezza resistette.

Frattanto Atleta aveva sposato Murcimiro e gli aveva dato un figlio, Adelardo. Lo zumellese sperava che il lieto evento potesse placare l'animo di Tucherio. Seguì in effetti un periodo di quiete, tant'è che Murcimiro abbassò le difese congedando molti dei suoi uomini.

Era però una trappola: consigliato da un ex soldato di Zumelle, dopo tre anni Tucherio attaccò il castello e lo devastò senza difficoltà. Uccise lui stesso Murcimiro e successivamente incendiò la fortezza. Quanto ad Atleta, fu ricondotta a Casteldardo con il figlio e quindi data in sposa ad Azzone.

A lungo gli Zumellesi discussero su come risollevare le sorti della contea. Decisero in ultima di nominare conte Adelardo, erede diretto di Murcimiro, e di restaurare il castello. Fu dunque inviata un'ambasceria a Tucherio che non solo accettò le richieste degli Zumellesi ma, anzi, diede loro 25 marche d'argento per finanziare il castello. Riportò quindi il piccolo Adelardo a Zumelle, affidandolo alla tutela di Ermenfredo.

Trascorse un periodo tranquillo finché, dopo molti anni trascorsi in Francia, giunse a Zumelle Bellerofonte, fratello di Murcimiro. Venuto a conoscenza della vicenda, desideroso di vendetta, istigò Adelardo, che ormai aveva quindici anni, ad attaccare Casteldardo e ad uccidere il nonno. Poco tempo dopo, Bellerofonte moriva di febbre.

Non tardò la risposta di Azzone, che nel frattempo si era stabilito in un antico castello sul monte Garda, presso le rive del Piave. Inviò infatti Giovannino, suo figlio di primo letto, chiedendo ad Adelardo di restituire Casteldardo e tutto ciò che vi aveva depredato. Di conseguenza, Adelardo distrusse il castello di Azzone; qualche tempo dopo uccideva quest'ultimo sorprendendolo durante la caccia.

La morte di Azzone, personaggio di grande rilievo, provocò lo sdegno dei Feltrini e dei Bellunesi, i quali aiutarono Giovannino a riarmarsi e a muovere guerra contro Adelardo. Quest'ultimo si rivolse allora allo zio Orso, duca di Ceneda, e a suo fratello Pietro, duca del Friuli.

La situazione sarebbe precipitate se non fosse intervenuto re Astolfo, il quale decise di risolvere la disputa con un duello da tenersi a Pavia, capitale del Regno Longobardo. Vi parteciparono Giovannino e Ziergen Filistin, parente di Adelardo e la vittoria andò a quest'ultimo. In passato era murata su una torre del castello una lapide con su scritto ZIERGEN PHILISTIN IOANNINUM AZZONIS VICIT LAUDE DEI[2].

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

AUTOSTRADA MESTRE-BELLUNO: uscire al casello di BELLUNO e proseguire per 24 Km in direzione TRENTO. All’incrocio di VILLA di VILLA, svoltare a sinistra e proseguire diritti per 4 Km. Seguendo le indicazioni ben visibili.  

La tua esperienza personale può essere di grande aiuto agli altri viaggiatori. Grazie!



Francesca1963

  • 07/04/2015

Il castello è rinato! Il 5 aprile 2015 c'è stata la riapertura del Castello, gestito adesso dall'associazione culturale Sestiere Castellare di Pescia (PT). Oltre al villaggio medievale che accoglie i visitatori alle pendici del castello, nei quattro piani della casa-torre sono state ricostruite la bottega dello speziale, la cucina, la sala da pranzo e la camera da letto in stile medievale, nel corpo centrale del castello il salone, il museo archeologico permanente e la mostra temporanea sui giocattoli del passato, la stanza delle torture, che ha particolarmente impressionato il pubblico, e, nella mansarda, diversi ambienti come l’ambulatorio del medico, il laboratorio dell’amanuense e dell’alchimista e l’aula multimediale predisposta per futuri laboratori didattici. Nella taverna è possibile gustare a pranzo e cena un ottimo menù medievale così come i piatti tipici della cucina locale, con un elevatissimo rapporto qualità/prezzo. Il castello offre anche la possibilità di pernottare (servizio b&b), tre camere matrimoniali affrescate a mano. Per maggiori informazioni http://www.castellodizumelle.it/

Storia

Risale al 46-47 d.C. la data certa di ultimazione del primo nucleo di Zumelle comprendente almeno un torrione per segnalazioni e altre difese esterne: fossato, palizzate, ecc.

Nel II secolo d.C. orde di barbari riescono a sfondare in più punti le difese romane sul Danubio, ed in poco tempo irrompono nelle provincie della riva destra ed in particolare in Rezia, nel Norico, in Pannonia, in Mesia. Tutte le strade provenienti da Nord rappresentano possibili direttrici di invasione e l'area compresa tra Belluno, Feltre e Ceneda diviene un'area strategica fortemente presidiata. Il Castello di Zumelle diventa il "baricentro" di  tale zona e garantisce il collegamento fra i tre centri.

Secondo la leggenda, dopo la morte di Teodorico (526 d.C.), sale al trono dei Goti la figlia Amalasunta, che annovera tra i suoi uomini più fidati un tale Genserico e tra le sue ancelle Eudosia.

Teodato, cugino di Amalasunta, desideroso di prendere il potere trama una congiura e dopo averla imprigionata nell' isola di Bolsena (535 d.C.) la fa uccidere a tradimento. Genserico, fugge con Eudosia e si ritira nella Val Belluna dove, su rovine di un insediamento difensivo antico, (...) edificò un Castello con una torre per sua fortezza (...), ben munito da fossati e mura. Egli prende in moglie Eudosia, l'ancella fuggita con lui, e da questo matrimonio nascono due gemelli. Per questo al nuovo possente castello viene dato il nome di "Castrum Zumellarum" (Castello dei Gemelli detto poi di Zumelle). L'importanza di Zumelle cresce con gli anni, ben presto il castello controlla direttamente il territorio che ora comprende le terre di Mel, Lentiai, Valmarino.

Nel VIII secolo da antiche leggende, apprendiamo che lotte interne insanguinavano il territorio della Val Belluna. Il castello viene conteso da più parti, preso, distrutto e ricostruito più forte e possente.

Nell'anno 963 d.c. Ottone I di Sassonia imperatore del Sacro Romano Impero [936 - 973], investe i vescovi dei poteri politici inserendoli nel sistema feudale come conti: nell'anno 963, infeuda la Contea di Zumelle.

Nell'anno 1037, Corrado II imperatore detto il Salico, [1024 - 1039], dona Zumelle al suo barone Adelfredo, il quale morendo senza eredi maschi, lascia la contea alla figlia Adelaita.

L'anno 1107, Adelaita succede al padre, barone Adelfredo, nel governo della contea di Zumelle. Essa prende in marito Valfredo di Colfosco; dall'unione nasce Sofia, che andrà in sposa a Guecello da Camino riunendo sotto il suo dominio uno dei più estesi territori di questo tempo, compresi tra il Cadore, il Bellunese e il Cenedese.

E` attribuibile a questo periodo la fase di massima espansione fisica del Castello stesso, che comprende ora quattro cerchia di mura, almeno due fossati e almeno quattro torri principali.

Secondo i testi antichi, con grande audacia, Sofia da Camino, contessa di Zumelle si oppone con le armi a Federico Imperatore del Sacro Romano Impero, detto il Barbarossa [1152 - 1190], guidando i suoi cavalieri e gli uomini di masnada in battaglia a Cassano d'Adda e a Balchignano.

Alla testa di sessanta cavalieri soccorre i difensori del castello di S. Cassiano, assediato da Cristiano di Magonza, vicario dell'imperatore.

Lo stesso anno la valorosissima donna si spegne a Mareno di Piave, e riposa ora nella abbazia di Follina di cui era stata fondatrice. Alla sua morte il territorio fu di nuovo conteso.

Le controversie nate nell'eseguire le divisioni previste dal testamento di Sofia coinvolgono buona parte del Veneto, i Padovani, i Vicentini, i Trevigiani, ed i Bellunesi. Questi si riuniscono a Venezia, nel palazzo Ducale, con i magistrati di diverse città e castelli ed emettono quindi una sentenza che non accontenta nè Caminesi, nè Zumellesi. In pratica si s abilisce di dividere la
contea ed il castello di Zumelle in due parti.

Il giorno 2 giugno 1177 la sentenza concordata in Venezia viene confermata dall'imperatore Federico Barbarossa.

Nel 1197 Valperto di Onigo, (detto di Cavasio), comandante dei Trevigiani, appena finito l'inverno entra con rapidità nel bellunese, passando da Valmarino (Praderadego) e dispone le sue truppe in campo aperto, nella piana di Cesana. Non

si fa attendere la reazione del vescovo Gerardo, prima che i Trevigiani possano riposarsi, dispone le sue truppe in ordine e avanza a dar battaglia campale. Si inizia il combattimento, che per sei ore continuate riempie l'aria di rumori e di grida assordanti. Valperto di Onigo, nel mezzo della lotta riesce a colpire il vescovo Gerardo con una lancia, sbalzandolo da cavallo e quindi facilmente lo cattura, ma viene anch'egli poco dopo colpito e ucciso da un soldato bellunese. Le truppe, disorientate si ritirano da entrambe le parti, ma la rabbia dei Trevigiani viene scaricata sul nobile prigioniero: il vescovo Gerardo viene legato per i piedi e trascinato per i boschi di Colderì (Lentiai) fino a procurargli una morte atroce. [20 aprile]

Nel 1202 Papa Innocenzo III, amareggiato per le tante angherie compiute dai Trevigiani, ma soprattutto per l'uccisione del vescovo di Belluno, non ritenendo valide le clausole della pacificazione con Bellunesi e Feltrini ottenuta con la sopraffazione, lancia l'interdetto e la scomunica sul popolo di Treviso ordinando di restituire tutto quanto era stato tolto e di riparare i danni fatti a Peregrino patriarca di Aquileia, ai vescovi di Feltre, Belluno e Ceneda. Se le richieste del Papa non verranno accolte con sollecitudine, Treviso verrà privata della dignità episcopale, esclusa dai commerci, sequestrate le mercanzie e saranno presi inoltre altri gravi provvedimenti, sia di natura spirituale, che di natura temporale, in modo da castigare chi persistendo nella malvagità aveva commesso tante colpe.

Negli anni successivi il castello resta probabilmente abbandonato e ridotto a macerie mentre continuano con fasi alterne le lotte tra Bellunesi e Trevigiani.

Nel 1311 Rizzardo da Camino, vicario imperiale di Enrico VII di Lussemburgo, Signore di Belluno, Feltre e Treviso, per ordine dell'imperatore stesso provvede a riedificare il castello di Zumelle (e quello di Cesana) nelle forme attuali.

Il castello è ormai ritenuto un presidio di pochi soldati che vi dimorano s abilmente. I signori se lo contendono ancora ma non vi dimorano più con continuità preferendo spesso la cittadina di Mel più adatta alle nuove esigenze della vita che ormai non si svolge più tra i castelli feudali.

Il castello di Zumelle è ormai escluso dai grossi avvenimenti, nè papi, nè imperatori se ne occuperanno più. L' avvento delle armi da fuoco lo rende inutilizzabile anche come difesa militare e la Magnifica Comunità di Zumelle deve intervenire più volte per evitare la completa rovina del complesso fortificato. Senza sostanziali modifiche nella struttura il castello giunge fino ai nostri giorni e solo ora si inizia ad intravvedere la possibilità di un suo riutilizzo da parte della collettività per far conoscere il ruolo di protagonista che ebbe nella storia del Veneto Nord-Orientale durante l'alto Medioevo.

 

Indirizzo: Località Zumelle

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