Castello Cini Di Monselice

Castello Veneto, Padova - Monselice

Epoca
XI Secolo
Visitabile
Si, gratuito
Proprietà
Privata

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Descrizione

 I ruderi del castrum e castello di Monselice giacciono sulla sommità e lungo le pendici del monte della "Rocca", propagine meridionale dei colli Euganei. Il rilievo ha una forma rotondeggiante, un'altezza di 150 m. s.l.m., una base pari a 500 metri di diametro e una sommità larga appena 80 metri. Da una mappa del '700 si comprende la reale estensione del sito fortificato, ancora in discrete condizioni alla fine del XVIII sec. Il disegno, infatti, restituisce ben quattro cinte murarie, delle quali ai giorni nostri rimangono solo le difese di sommità e parte delle mura di cinta dell'abitato basso medievale.  Indagini avvenute agli inizi degli anni 90 del XX sec. hanno posto in evidenza la presenza di una frequentazione alto medievale sulla vetta, a mezzacosta e ai piedi del colle. Probabilmente a questa dislocazione tripartita dell'abitato sul rilievo, corrispondeva anche la presenza di altrettanti edifici di culto. Sulla sommità trovavasi, infatti, la chiesa di S. Giustina, S. Pietro a metà del monte e ai piedi l'edificio sacro dedicato a S. Paolo. 

Probabilmente alla disposizione delle chiese si adattava anche il sistema difensivo del primo impianto fortificato. Una delle quattro cinte murarie raffigurate sulla mappa del XVIII sec. cingeva la sommità, per poi scendere fino a quota 102m s.l.m. e da lì proseguire verso un pianoro occidentale, ove si ergeva un recinto fortificato, noto col nome di castello di S. Pietro. A causa delle recenti trasformazioni e del colpevole e insensato sfruttamento del monte come cava di terra (!), solo alcuni segmenti dell'antica cinta alto medievale si conservano, dei quali uno è databile con relativa certezza al VII sec. d.C. La tecnica edilizia si compone di una malta biancastra, legante pietre sbozzate di medie dimensioni disposte su filari regolari. Il muro ha uno spessore di circa un metro e mezzo. Via via che si procede verso l'alto, i resti della cinta presentano, invece, una muratura più irregolare. Si alternano pietre di grandezza diversa, frutto presumibilmente di numerosi e frequenti restauri e forse veri e propri rifacimenti. L'area racchiusa all'interno di questa cinta era pari a circa 3 ettari e si presentava pianeggiante al vertice, con forte pendenza in corrispondenza del pendio. La datazione dell'intero complesso oscillerebbe tra il VI e il VII sec. d.C.

La sommità del colle doveva presentarsi molto più accidentato e meno uniforme, prima degli adattamenti avvenuti nel XIII sec. d.C., a seguito della costruzione del mastio federiciano, in prossimità del quale sono giunte recentemente alla luce quattro sepolture. Una di queste tombe sembra sia stata assemblata con mattoni di modulo tipicamente alto medievale. Inoltre la cinta muraria basso medievale del versante meridionale pare formata da paramenti poggianti su una preesistente muratura romanica costituita da masselli, della cui funzione difensiva si dubita fortemente per il limitato spessore. A rendere più credibile l'opinione che la sommità fosse un tempo abitata vi è anche la presenza di un pilastro in conci regolari, che sostiene due arcate in laterizio inglobate anch'esse nella recinzione del XIII sec. d.C. Infine la presenza di sepolture orientate darebbe adito a pensare alla presenza di un edificio di culto (S. Giustina?) in parte o del tutto demolita dai successivi riadattamenti.

Lungo la cinta alto medievale si è anche scoperta la presenza di un edificio turrito, costituito da almeno quattro fasi principali. Ad epoca più antica si può collocare l'edificazione di una prima torre, con muri dello spessore di circa un metro formati da pietre di trachite di piccole e medie dimensioni inzeppate con rari frammenti di laterizi e malta di buona qualità. Questa torre risulta successivamente affiancata da due ambienti esterni, all'interno di uno dei quali sono state rinvenute sette sepolture longobarde complete di corredo. Quattro di queste deposizioni sono raggruppate presso il muro perimetrale settentrionale della prima torre, due sono state ricavate nella roccia e hanno tutte orientamento est/ovest. Infine l'ultima fase corrisponde alla demolizione della prima torre, in favore di una seconda più ampia (circa sette metri per lato) la cui datazione si suppone cadere dopo la metà del VII sec. d.C.. Quest'ultimo edificio sembra sia rimasto in uso per un lungo tempo, a giudicare dall'altezza dei perimetrali superstiti.

Un problema ancora aperto rimane quella della consistenza di una fortificazione, forse di un secondo castrum, eretto a difesa della "civitas" alto medievale, corrispondente alle chiese di S. Biagio e S. Paolo e al quartiere Ca' Marcello. Al presunto castrum pare si possano attribuire resti murari localizzati tra vicolo Scaloncino e vicolo Tre Torri. I paramenti in grosse pietre squadrate è simile a quello osservato presso la cinta superiore e pare più antico dei muri romanici in masselli. Attualmente non si è in grado di accertare nemmeno la prosecuzione di tale cinta verso ovest, in raccordo con la liena difensiva superiore. Vi è da dire, comunque, che la collocazione in questi luoghi della civitas distinta dal castrum sia corroborata dalle citate fonti.

Vale la pena spendere alcune parole in favore della chiesa di S. Paolo, la più studiata fra le superstiti dell'antico complesso castrale di Monselice. Si tratta di un edificio sacro triabsidato ad unica navata, con una larghezza interna di circa 7,50 metri e una lunghezza aperta ancora a interpretazioni. Secondo alcuni studiosi la chiesa sarebbe lunga sino all'attuale facciata, mentre altri ritengono l'edificio ben più lungo, così come darebbe a credere un tratto di muro di fondazione non ancora indagato. Le tre absidi all'esterno sono decorate con paraste che in basso si impostano su una risega. L'abside centrale risulta la più piccola, misurando solo 2.10 metri, rispetto alle due laterali che specularmente misurano 2,20 m. La muratura non presenta grandi variazioni. Sempre nell'area absidale, la tecnica edilizia si compone di grandi laterizi simili a quelli osservati presso la prima fase della torre alto medievale e nelle tombe scavate vicino il mastio federiciano.
La pianta, pur singolare, ricorda nella disposizione delle absidi la chiesa del monastero di S. Michele alla Pusterla di Pavia (VIII sec. d.C.). Similitudini nelle dimensioni si possono osservare con le cappelle alpine dei monasteri di S. Giovanni di Mustair, S. Pietro in Mistail, S. Vincenzo di Pleif, S. Giorgio e S. Margherita di Lana. Probabilmente la presenza delle tre absidi faceva capo ai culti di tre differenti santi o al dogma della Trinità. Sulla base di questi confronti si può proporre una datazione dell'edificio sacro intorno all'VIII sec. d.C.
 

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Prezzi ed orari

Tariffe

Il prezzo del biglietto d'ingresso al Castello di Monselice è il seguente:

  • € 8,00, intero
  • € 6,00, ridotto per gruppi e anziani oltre i sessantacinque anni
  • € 5,00, per scuole
  • € 4,00, per ragazzi dai 6 ai 14 anni

Ingresso ridotto per le persone residenti a Monselice.

Orari di apertura

L’apertura al pubblico del Castello Cini di Monselice è fissata da Febbraio a Dicembre.
Nel mese di Gennaio è aperto per gruppi su prenotazione.

Il Castello di Monselice è aperto al pubblico tutti i giorni.

Da Marzo ad Ottobre l'orario d’apertura è il seguente: 

  • ore 09:00 – 10:00 – 11:00
  • ore 15:00 – 16:00 – 17:00


Nei mesi di Novembre, Dicembre e Febbraio l'orario di apertura è il seguente:

  • ore 10:00 – 11:00
  • ore 14:00 – 15:00

Come raggiungere

 

 


 

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Storia

E' certo che l'abitato di Monselice venne fortificato dai Bizantini al fine di resistere all'invasione longobarda, il cui impatto si rivelò comunque inarrestabile. Presto conquistata, i Longobardi fecero di Monselice capoluogo di circoscrizione, poichè caposaldo nei confronti dei vicini territori ancora in mano a Costantinopoli. Fra i documenti giunti fino ai giorni nostri, un atto del 914 rappresenta la più antica testimonianza della presenza di un "castellum" presso Monselice. Lo scritto cita la chiesa di S. Tommaso, edificata "retro muris de ipso castello". Un altro documento, del 968 d.C., ricorda la presenza, sulla sommità del colle, dell'eremo di S. Giustina, successivamente demolito per far posto al mastio voluto da Federico II nel XIII sec.

 


 

Araldica

 


 

 

Indirizzo: Via del Santuario, 11

Facilities