Castello Di San Salvatore A Susegana

Castello Veneto, Treviso - Susegana

Epoca
XII Secolo
Visitabile
Si, su richiesta
Proprietà
Privata

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Descrizione

Il Castello di San Salvatore domina dal colle sul quale sorge il paese di Susegana e con i suoi 3000 metriquadrati, tra rocca e borgo, risulta essere uno dei più estesi del nord Italia.

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

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Storia

Mentre non esistono prove certe che il primo conte di Collalto sia stato battezzato da S. Prosdocimo nel lontano 150 d.C. come vuole tradizione, dubbi non ve ne sono invece circa l'origine longobarda della famiglia e il suo governo della Città di Treviso. Dei Collalto si parla infatti già in un diploma del 958, con il quale il re Berengario II concedeva al genero Rambaldo I, Conte di Treviso, la Corte di Lovadina “con i suoi prati, pascoli e vigneti“ come recita il prezioso documento. Lo stesso Rambaldo I viene citato in un documento del 971 come Conte di Treviso, titolo e carica divenuti ereditari in virtù delle funzioni di rappresentanti imperiali, esazione fiscale ed esercizio giudiziario esercitate a Treviso. Nel secolo XII la famiglia ampliò e consolidò un proprio vasto feudo nella regione del Piave. Il Conte Ensedesio I eresse nel 1110 il castello di Collalto, da cui la famiglia prese definitivamente il nome alcuni secoli più tardi. Rambaldo VIII iniziò la fortificazione del Castello di San Salvatore nella seconda metà del XIII sec, mentre il figlio Schenella V la ampliò successivamente fino a farne uno dei castelli più estesi in Italia con i suoi 32.000m² di superficie. Una doppia cinta muraria racchiude il borgo, la rocca, i palazzi comitali e numerose chiese e cappelle
Alleati della Repubblica Serenissima fin dal 1306, i conti di Collalto amministrarono le proprie terre dedicandosi già dal lontano Medioevo alla coltura della vite, alla sperimentazione su nuovi vitigni e alla produzione di ottimi vini, mentre i castelli di Collalto e San Salvatore rimasero sempre inespugnati, anche durante i terribili assalti dell’invasione ungherese agli inizi del Quattrocento.

The Castle destroyed
A partire dal Cinquecento, iniziò finalmente un plurisecolare periodo di tranquillità. Durante la lunga pax veneziana, ininterrotta fino all’invasione francese del 1797, il castello di San Salvatore conobbe un periodo di grandissimo splendore, durante il quale venne abbellito e decorato grazie alla presenza di numerosi artisti tra i quali il Pordenone, lo Schiavone, Cima da Conegliano. Il castello ingentilito attirò pittori, poeti, letterati, e musicisti che vi trovarono spunto per le loro opere.
L’Ottocento fu un periodo di grande fioritura per il territorio locale ed anche per il Castello di San Salvatore. I possedimenti terrieri dei Collalto si ampliarono ulteriormente; vennero introdotti nuovi metodi di coltivazione della terra e nuove tecniche sperimentali. Il castello e tutto il borgo divennero il centro di una rinnovata attività agricola. Vi era anche la cantina.

Castello di San Salvatore - Cima da Conegliano
Ad essa salivano i lenti carri dei buoi per la consegna dell’uva che qui veniva vinificata e dove si conservava il vino.
L’inizio del Novecento fu segnato dalla distruzione della Prima Guerra Mondiale; il fiume Piave divenne teatro principale di alcune delle più cruenti battaglie di questo conflitto. Il Castello di San Salvatore venne occupato con forza dall’esercito austriaco e successivamente pesantemente bombardato dall’artiglieria italiana. Gravemente distrutto, il Castello presentava uno scenario di desolazione, dove soltanto una parte dei suoi splendidi bastioni rimase intatta. Le molte chiese vennero ridotte a macerie; della grande torre, del borgo e delle mura di cinta del Castello non rimase che polvere.

Rambaldo VIII
Il Conte Rambaldo di Collalto rinnovò in modo moderno e imprenditoriale l'attività agricolo-industriale della sua tenuta, ricostruendo le centinaia di case coloniche distrutte e iniziando l’opera di ricostruzione e restauro del Castello. Quest’opera venne poi ripresa con passione dal nipote, il Principe Manfredo di Collalto; che nel 2003 completò il restauro di Palazzo Odoardo, cuore del Castello San Salvatore, ritornato così all’antico splendore.
Oggi l’azienda Agricola Conte Collalto ha adottato come simbolo grafico dei suoi vini il profilo stilizzato del Castello San Salvatore, lasciato in eredità dal
Prince Manfredo of Collalto
Principe Manfredo di Collalto al primo nipote maschio, il Principe Emmanuel de Croÿ Collalto, figlio di Isabella.

 

Indirizzo: Via Sottocroda

Facilities



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