Storia:
Le scarse testimonianze riferiscono di un presidio
difensivo edificato sulla rupe che si fa risalire al periodo bizantino.
Il nome Caccuri pare che derivi, secondo il Barrio, dal greco mi glorio
o da cacumen, vetta. Sebbene alcuni ritrovamenti di materiale sparso
attesterebbero che la zona era già abitata nel neolitico, le origini del
paese restano incerte.
Di gruppi di abitanti sparsi per la campagna si hanno notizie dal
periodo romano; più di sicuro dal tempo dei Monasteri Basiliani.
Sul finire del XIII secolo, unitamente a Cerenzia, il Re concedeva il
feudo di Caccuri ai messinesi Enrico e Matteo De Riso, per ricompensarli
della fedeltà dimostratagli quando lasciarono la patria in seguito alle
vicende dei Vespri Siciliani.
Francesco e Nicola, figli rispettivamente dei due De Riso, successero ai
genitori ai primi del XIV secolo.
Le successioni hanno vicende un po' intricate, per contese tra zii e
nipoti, fino a che, dopo Squarcia e Francesco, alla metà del trecento,
incominciano ad apparire signori dello stato di Cariati e delle terre
dipendenti tra cui Caccuri, i Ruffo Conti di Montalto con i primi
documenti che riferiscono del castello di Caccuri.
CENNI
STORICI E GEOGRAFICI SU CACCURI
L'abitato di Caccuri è posto a circa 700 metri sul livello del mare su
di una collina in prossimità della Sila che domina il marchesato di
Crorone, attraversato dai fiumi Neto e Tacina le cui valli si aprono
verso il mar Jonio.
Il centro è circondato a nord, a sud e ad ovest da tre colline; dal lato
est invece si affaccia su uno stupendo paesaggio.
Da Caccuri, infatti è possibile ammirare un'ampia zona che va da Verzino
sino al mare.
E' ricoperto principalmente da uliveti che costituiscono la principale
fonte del reddito agricolo del paese.
Il nome di Caccuri pare che derivi secondo il Barrio, dal greco "MI
GLORIO" o da "CACUMEN", vetta.
E' una delle più antiche città della Calabria, sull'origine e sul
significato del nome della cittadina diversi storici hanno fantasticato.
Quel che è certo, come attestano alcuni reperti archeologici rinvenuti
un po' ovunque sul territorio caccurese, ed in particolare modo dalla
scoperta sepolcreto (1) avvenuta nel 1929 a "Pantane" località a pochi
km da Caccuri è che il territorio era abitato sin dal neolitico.
Nel periodo romano, la popolazione preferiva vivere sparsa per le
campagne come ci confermano le grotte scavate nella roccia.
Nell'XI secolo il territorio faceva parte della diocesi di Cerenzia,
esistevano tre monasteri basiliani: il monastero di S. Maria di Cabria,
il monastero dell'Abate Marco, il monastero di S. Maria dei Tre
Fanciulli.
Essi furono istituiti da monaci basiliani venuti in Calabria nel 726
allorquando Leone III pubblicò un decreto contro il culto delle
immagini, con il quale vietava l'esposizione e venerazione nelle stesse
chiese.
Pertanto i monaci che, per secoli avevano diffuso professato il culto
delle immagini, preferirono recarsi nell'Italia Meridionale, dove
lontani dall'imperatore potevano liberamente esercitare il culto
dell'immagini. |