Come si raggiunge:
A Castel del Monte si arriva dall'autostrada A16 Bari-Canosa, uscita
Andria-Barletta; quindi percorrendo la provinciale 170 per circa 18 chilometri. I centri
più vicini sono Andria (km 18), Ruvo (km 21), Corato (km 21) e Minervino Murge (km 24).
Avvicinandosi al sito, il castello emerge in una spettacolare solitudine dominando, dallalto
dei suoi 540 metri s.l.m., una vasta zona della Puglia e della Basilicata.
Proprietà: Privata
Condizioni: Ottime
Storia: Il 29 gennaio 1240, da Gubbio, limperatore
Federico II firma un decreto diretto a Riccardo di Montefuscolo, giustiziere di
Capitanata, in cui ordina di predisporre il materiale necessario alla costruzione di un
castello situato presso la chiesa (oggi scomparsa) di Sancta Maria de Monte. Allepoca
la sua costruzione doveva essere giunta già alle coperture, ed essere quindi vicina al
completamento.In effetti altre fonti informano che nel 1246
Manfredi, figlio di Federico, imprigionò nel castello alcuni sudditi ribelli, e che nel
1249 vi si svolsero i festeggiamenti per le nozze di Violante, figlia naturale dellimperatore,
con Riccardo conte di Caserta. In un manuale di navigazione composto intorno al 1250, noto
come Compasso de navigare, viene citata "una montagna longa enfra terra et
alta, e la dicta montagna se clama lo Monte de Sancta Maria, et à en quello monte uno
castello", come se ledificio, visibile nel tratto costiero tra Trani e
Barletta, fosse un punto di riferimento ormai acquisito dalla navigazione. In ogni caso
dopo il 1268, alla caduta degli Svevi, Carlo I dAngiò vi avrebbe imprigionato
Federico, Enrico ed Enzo, figli di Manfredi. Inoltre, con gli interventi da lui promossi a
partire dal 1277, viene rafforzata la funzione di avvistamento e controllo del territorio
che già il castello svolgeva in età sveva: il segno e la funzione di Castel del Monte
come elemento di un sistema di comunicazione anche visiva vengono dunque confermati e
potenziati.
Salvo brevi
periodi di feste (nozze tra Beatrice dAngiò e Bertrando del Balzo nel 1308, e tra
Umberto de la Tour, delfino di Francia, e Maria del Balzo nel 1326), il castello rimase
per lo più adibito a carcere. Nel 1495 vi soggiornò Ferdinando dAragona, prima di
essere incoronato re delle due Sicilie a Barletta. Il nome attuale del castello compare
poco più tardi in un decreto dello stesso re, emesso da Altamura.
Annesso al
ducato di Andria, appartenne a Consalvo da Cordova e, dal 1552, ai Carafa conti di Ruvo.
Fu rifugio per molte nobili famiglie andriesi durante la pestilenza del 1656. Fin dal
secolo XVIII, rimasto incustodito, fu sistematicamente devastato, spogliato dei marmi e
degli arredi, e divenne ricovero per pastori, briganti, profughi politici.
Nel 1876,
prima che sopravvenisse la definitiva rovina, il castello venne acquistato dallo Stato
italiano per la cifra di £ 25.000, davvero irrisoria se si pensa che i primi necessari
interventi di recupero richiesero praticamente una cifra identica. I lavori di restauro
ripresero con continuità e cautela scientifica dal 1928 in poi, fino ad arrivare ai
recentissimi ultimi interventi degli anni Ottanta.
Per le sue
caratteristiche di unicità lUNESCO lha inserito, nel 1996, nel patrimonio
mondiale dellumanità.