Rocca Novara

Castello Sicilia, Messina - Novara Di Sicilia

Epoca
IX Secolo
Visitabile
Si, gratuito
Proprietà
Demanio

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Descrizione

La Rocca Novara (circa 1.340 metri s.l.m.), detta anche Rocca Salvatesta dagli abitanti del sottostante borgo di Novara di Sicilia, è una delle montagne più alte dei monti Peloritani. La Rocca è un SIC (Sito di Interesse Comunitario) ed è collocata al confine meridionale dei monti Peloritani, nel territorio compreso tra i comuni di Novara di Sicilia e di Fondachelli Fantina.

La Rocca è detta anche il Cervino di Sicilia per la sua conformazione particolare, ai piedi della quale, sul versante meridionale, si stende un piccolo altopiano. Nel suddetto altipiano sarebbe da ricercare l'originario insediamento alto medievale, che dominò, tra il IX e il X secolo, le vallate circostanti in una posizione ben più elevata e dominante, rispetto al poggio, ove trovano posto i resti del castello di Novara. In tale pianoro sembra infatti che sia stato costruito l'antico paese di Noah, il primo nucleo abitativo di quella che nei secoli successivi sarebbe diventata Novara di Sicilia, ricostruita poi sotto la Rocca, sul versante settentrionale.

Modalità e caratteristiche dell'insediamento presso la Rocca Salvatesta rimangono al momento sconosciute, solo un intervento di scavo potrebbe riportare alla luce ciò che resta dell'abitato e del probabile fortilizio, e quindi svelare i misteri che da secoli avvolgono l'intera Rocca.

Dal nostro ultimo sopralluogo (febbraio 2017) l'unico muro (già individuato nel 2002), probabilmente facente parte della cinta muraria dell'antico abitato, è ancora presente, ma è urgentissimo un suo consolidamento, prima che anch'esso frani a valle. L'altipiano è comunque ricco di frammenti ceramici (tegole, anse, cocci di vario tipo) a testimonianza di una frequentazione dell'area.

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Prezzi ed orari

Tariffe

La visita alla Rocca Salvatesta è gratuita.

Orari di apertura

L'escursione alla Rocca Novara è libera in quanto l'area non è soggetta ad orari di apertura.

Come raggiungere

Ci sono 2 sentieri principali che permettono di raggiungere la Rocca Salvatesta, percorsi denominati dal CAI con le sigle D160 e D159 (vedasi mappa sotto).
Il sentiero D160 (in rosso) parte dal paese di Novara di Sicilia, ed esattamente dal ponte di San Giorgio, dove inizia un percorso che in circa 3 ore porta in cima alla Rocca.
Il sentiero D159 (in blu) invece inizia dalla strada SS185, quindi fuori dal paese, a circa 5 km dal centro storico del borgo, in contrada Vallone Botte (direzione Sud), dove parte un percorso che in circa 1 e 30 minuti conduce in cima alla Rocca.

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Storia

Nessun dato storico è certo. Tradizioni locali affermano che un tempo sul pianoro vivesse l'antica comunità di Novara di Sicilia. Al sopraggiungere della minaccia musulmana, gli abitanti furono costretti ad abbandonare il sito, che successivamente fu rifondato più a valle, dove ora sorge l'attuale centro abitato. Si tratta di una tradizione, di un mito comune a molti abitati dei Nebrodi e dei Peloritani. Certamente la caduta di Taormina prima (902 d.C.) e di Rometta dopo (964 d.C.), spinse il resto della popolazione siciliana, che viveva arroccata tra le montagne, a dichiarare la resa e a confidare esclusivamente sulla clemenza dei conquistatori.

Alla metà del XVIII secolo, l'abate Vito Amico, parlando dell'antico monastero di S. Maria la Novara, riteneva che i ruderi del complesso si trovassero ancora alla base della rupe Salvatesta. Anche Rocco Pirri affermava che in origine il monastero fosse stato costruito ai piedi di Rocca Novara e che solo successivamente si rendesse necessario spostare i monaci presso luoghi meno aspri, nei pressi dell'odierno abitato di S. Basilio, circa 2 km ad ovest di Novara.

Si tratta di ipotesi non del tutto accettate da studi relativamente più recenti, che vogliono l'origine del monastero cistercense prima nei pressi di contrada S. Anna, dove ancora agli inizi del sec. XX era possibile osservare interessanti ruderi, e solo successivamente una rifondazione nei luoghi dell'odierna frazione di Badia Vecchia (Vallebona), cioè la dove oggi si possono osservare effettivamente i resti dell'antico complesso.

Bibliografia

Vito Amico, Dizionario topografico della Sicilia.

Rocco Pirri, Sicilia sacra disquisitionibus et notitiis illustrata... (rist. anast. 1733), vol. II.

Gaetano Borghese, Novara di Sicilia e le sue opere d’arte (da documenti inediti), in «Archivio Storico Messinese», anno VII (1906).

 

Indirizzo: Rocca Salvatesta

Facilities