Castel Capuano

Castello Campania, Napoli - Napoli

Epoca
XII Secolo
Visitabile
Si, gratuito
Proprietà
Comune

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Descrizione

Sul portale d'ingresso di Castel Capuano campeggia una lapide che celebra la vittoria di Carlo V a Tunisi e la data in cui il castello divenne sede della Corte di Giustizia. Il portale è poi sormontato da una grande aquila bicipite, stemma della casa reale di Spagna, opera del Sangallo, e da colonne d'Ercole binate col motto Plus ultra. A un livello superiore domina lo stemma dei Savoia, affisso dopo l'Unità d'Italia in sostituzione di quello dei Borbone. L'orologio della facciata risale invece al 1858.

Superato il portale si accede ad un cortile circondato da un portico sostenuto da pilastri di ordine dorico. Questo spazio rappresenta il nucleo del castello: è qui che si riunivano avvocati, giudici, imputati, testimoni e le folle di cittadini coinvolti nelle vicende giudiziarie o sepmplicemente curiosi. Da qui si aprono le scalinate che conducono agli ambienti interni del castello.

Sul retro del Castello sorge infine la fontana detta del Formiello. Costruita nel 1490 come abbeveratoio per i cavalli, fu rifatta nel 1583 da Michele de Guido che vi appose gli stemmi del viceré Pedro d'Aragona. La fontana fu chiamata così in quanto alimentata dalle acque dell'omonimo acquedotto.

Fra le sale interne di Castel Capuano, una delle più interessanti è certamente il Salone della Corte d'Appello, con affreschi di Antonio Cacciapuoto e altri artisti, eseguiti alla fine del XVIII secolo. Il ciclo raffigura allegorie delle province del regno: la provincia dei Marsi, dei Vestini, dei Picentini, degli Irpini, la Lucania, il Brutium Citerius e il Brutium Ulterius.

La sala dei Busti, situata al primo piano, ospita oggi i busti in marmo degli avvocati più famosi del foro di Napoli. In precedenza era la sala dove si tenevano le udienze pubbliche della Camera della Sommaria. Considerato il cuore del castello, oggi vi si celebrano gli avvenimenti solenni e si convocano riunioni straordinarie. Anche in questa sala gli affreschi ripropongono dodici figure femminili rappresentanti le province del regno: le figure poggiano su altrettanti piedistalli, intervallati fra loro da finte colonne. Il soffitto fu affrescato da Biagio Molinari di Trani ed è diviso in tre campi, ciascuno dei quali celebra la forza ed il trionfo della Giustizia.

Dalla sala dei Busti (o salone dei Busti) si accede alla cappella della Sommaria, una sala a pianta quadrata con pareti cieche realizzata verso la metà del Cinquecento.

La sala che oggi ospita la biblioteca fu sede del Gran Consiglio durante il regno degli Angioini, poi sala di udienza della Gran Corte Criminale nel periodo borbonico. Qui furono processati anche i patrioti che parteciparono alla rivoluzione del 1848 contro Ferdinando II. La Biblioteca, trasferita qui da ambienti adiacenti, fu inaugurata il 19 luglio 1896 ed ospita circa 80.000 volumi tra cui rarissime opere dei secoli XVI, XVII e XVIII che costituiscono nel loro insieme il cosiddetto Fondo Antico.

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

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Storia

Fondato nella seconda metà del XII secolo dai principi Normanni, il Castello prese il nome dalla vicina Porta Capuana. Secondo alcune fonti antiche (Capasso) già doveva esistere in quel luogo una fortezza dell’epoca del ducato bizantino, che fu poi restaurata ed ingrandita dal re normanno Guglielmo I detto il Malo. Dotato di robuste fortificazioni, Castel Capuano fu destinato subito alla funzione di residenza reale dei sovrani normanni, malgrado l'austerità degli ambienti e la sua vocazione naturale di presidio militare. Scavi effettuati nel XIX secolo hanno dimostrato che il castello fu eretto sull'area in cui nella Napoli romana sorgeva il Gymnasium, trasformato nei secoli successivi in cimitero, come provano le numerose tombe rinvenute.

Nel 1231 il castello fu ampliato da Federico II di Svevia e svolse il ruolo di residenza reale anche dopo la costruzione del Castel Nuovo.

Con l'avvento degli Angioini iniziò l'edificazione (1279-82) di una nuova fortezza, Castel Nuovo (o Maschio Angioino), che ereditò la funzione di dimora dei sovrani di Napoli. Castel Capuano continuò ad ospitare fra le sue mura alcuni membri della famiglia reale nonché funzionari e altri illustri ospiti come Francesco Petrarca, che vi soggiornò nel 1370 in qualità di legato di Clemente VI. Durante il regno di Giovanna I (1343-1382) il castello fu sottoposto a nuovi restauri, resi necessari dalle conseguenze del devastante saccheggio subìto ad opera delle truppe di Luigi I d'Ungheria, che furono poi costrette ad abbandonare la città per l'arrivo della peste nera.

 

Pur rimanendo in secondo piano rispetto alla maestosa sede della corte reale, l'imponente Maschio Angioino, il castello capuano fece da cornice a molti importanti eventi, come lo sfarzoso matrimonio di Carlo di Durazzo, che tanta impressione suscitò negli osservatori del tempo. Fu proprio il figlio di Carlo, Ladislao il Magnanimo (1399-1414), a riprendere brevemente Castel Capuano come propria residenza, mentre sua sorella Giovanna II (1414-1435) fu costretta a rifugiarsi fra le sue mura durante lo scontro con Alfonso V d'Aragona, che aveva stabilito la propria corte in Castel Nuovo. La fortezza subì in questo periodo l'assedio dell'Aragonese, che dovette però arrendersi di fronte all'inespugnabilità della residenza in cui Giovanna aveva trovato riparo. Da qui, la sovrana partì poi alla volta di Aversa, dove nominò suo erede Luigi III d'Angiò in opposizione al ripudiato Alfonso.

Sul finire del XV secolo Ferdinando I d’Aragona ampliò le mura della città e vi incluse anche Castel Capuano. Fu teatro di sfarzosi festeggiamenti per le nozze di principi e regnanti e fu pure luogo di congiure e celebri delitti, come l’assassinio del Gran Siniscalco Ser Gianni Caracciolo, favorito della regina Giovanna II (1432).

Sotto il regno degli Aragonesi, Castel Capuano ebbe un ruolo sostanzialmente marginale, subendo di tanto in tanto qualche intervento di ristrutturazione degli ambienti interni e delle strutture esterne.

 

Nel 1517 vi furono festeggiate le nozze di Bona Sforza con Sigismondo re di Polonia e nel 1535 vi soggiornò Carlo V, che donò l'anno dopo il castello ad un suo cavaliere, Filippo di Lannoy, principe di Sulmona, quando questi sposò Isabella Colonna, il quale lo fece modificare e abbellire.

Nel 1540 il vicerè Pietro di Toledo volle riunirvi tutti i tribunali fino ad allora sparsi in diverse sedi della città e si avvalse dell’opera degli architetti Ferdinando Manlio e Giovanni Benincasa che vi eseguirono radicali trasformazioni per ben adeguarlo a Palazzo di Giustizia. In quanto tale il castello fu da allora chiamato “Palazzo della Vicaria”, dal momento che il Vicario del Regno presiedeva al governo del potere giudiziario. Ulteriori opere di miglioramento sia estetico che funzionale avvennero nel XVIII (1752 e 1770),XIX (1857-58) sec. ed in epoca recente.

Bibliografia

 http://it.wikipedia.org/wiki/Castel_Capuano

 

Indirizzo: Piazza Enrico De Nicola

Facilities