Castello Dei Pico Di Mirandola

Castello Emilia Romagna, Modena - Mirandola

Epoca
XVI Secolo
Visitabile
Si, gratuito
Proprietà
Comune

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Descrizione

Il Castello Pico oggi è attrezzato quale spazio per esposizioni temporanee e museo civico.

Al piano terra si trovano diverse sale espositive, il bookshop e l'ingresso al piano seminterrato, dove si potrà ammirare il museo del castello che mostra la storia della costruzione e una piccola collezione di oggetti ritrovati nelle diverse stanze.

Al primo piano è presente un auditorium che può contenere fino a duecento persone, le gallerie "Nuova" e "della Duchessa" adibite a sale espositive. In questi spazi vengono anche celebrati matrimoni civili. Dalla galleria si accede al Giardino del Bastione, un giardino a piano rialzato che in parte occupa gli spazi del bastione della cinta muraria (oggi perduta).

Il secondo e terzo piano ospitano il Museo civico nella porzione di castello che costituiva il palazzo ducale

Al quarto piano la sede di diverse mostre fotografiche.

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

Il castello si affaccia sulla piazza principale di Mirandola (Piazza costituente), arrivando da Verona (S.S. 12) lo si può ammirare all'incrocio tra la strada statale e la circonvallazione.  Per chi arriva da Modena si segue sempre la S.S. 12 e giunti a Mirandola seguire le indicazioni per il centro.

 

La tua esperienza personale può essere di grande aiuto agli altri viaggiatori. Grazie!



Storia

La storia
Il Castello di Mirandola costituiva un complesso molto imponente, composto da diversi edifici costruiti in epoche differenti.
In tutta Europa, a partire dal XVI secolo, acquistò fama di roccaforte leggendaria ed inespugnabile.
Orgoglioso simbolo del potere militare della famiglia Pico, il Castello era rappresentato dal poderoso e massiccio torrione fatto erigere da Giovan Francesco II Pico nel 1499-1500 su progetto di Giovan Marco di Lorenzo da Lendinara.
L’edificio risultava solidissimo ed isolato, in quanto non era possibile accedervi se non tramite un ponte levatoio che metteva in comunicazione la torre con il terzo piano di un vicino fabbricato del Castello.
Questa costruzione rientrava peraltro nel progetto pichense di poter sempre più valorizzare città e signoria, emulando in grandezza e splendore i centri di Mantova e Ferrara, che potevano vantare magnifiche dimore signorili.

Nel quattro/cinquecento
Nel corso degli anni, il Castello di Mirandola ebbe modo di qualificarsi come vasta e splendida reggia, in cui era possibile ammirare diversi spazi di nobile ed alto pregio artistico.
 Tra il 1465 ed il 1467 si registrò un episodio artistico di altissimo livello all’interno del Castello, allorchè un grande protagonista dell’arte rinascimentale, il ferrarese Cosmè Tura, realizzò un ciclo di dieci tavole – andate perdute – per la biblioteca del Castello, su commissione di Giovan Francesco I Pico.
Durante la seconda metà del 1400 le stanze del Castello ospitarono la nascita di due personaggi di grandissimo rilievo: Giovanni Pico innanzitutto, una delle figure fondamentali e cruciali del pensiero dell’Umanesimo e del Rinascimento, e Giovan Francesco II, anch’egli importante filosofo e uomo di cultura. E fu proprio quest’ultimo, che resse con alterne fortune lo stato mirandolese, a costruire nel fossato del Castello l’”isola giardino” (1524), luogo ameno e destinato alla meditazioni del Principe umanista. L’isola venne distrutta anni dopo per lasciar spazio al bastione difensivo del Castello, che venne successivamente adibito a giardino di corte.

Nel seicento
Nel Seicento il Castello accrebbe splendore e magnificenza grazie al mecenatismo dei Pico e alla loro volontà di affermare il prestigio della propria corte. Alessandro I Pico fece perciò costruire nella zona nord-orientale del Castello due “quartieri” che costituirono un vero e proprio nuovo palazzo ducale. Al loro interno artisti come Jacopo Palma il Giovane e Sante Peranda affrescarono numerose sale e diverse opere d’arte vennero collocate all’interno degli appartamenti signorili. Molte di queste opere andarono perdute, ed altre (ritratti di esponenti della famiglia Pico e le tele dei cicli pittorici “Età del mondo” e “Storia di Psiche” di Sante Peranda) furono trasportate al palazzo ducale di Mantova, dove sono tuttora conservate.
Sotto il Ducato di Alessandro II Pico il Castello si ampliò ulteriormente grazie alla costruzione della “Galleria Nuova”.
 Questo fabbricato, caratterizzato dalle ampie arcate rivolte a nord in direzione delle campagne ed affrescato dal pittore Biagio Falceri, fu realizzato per accogliere un’importantissima quadreria acquistata dal Duca Alessandro II a Verona nel 1688. Questa ala del Castello, che ospitava 300 opere, includeva dipinti provvisti di straordinarie attribuzioni, con nomi di artisti quali Leonardo da Vinci, Raffaello, Caravaggio, Tiziano e molti altri.

Nel settecento e oltre
Il Castello di Mirandola raggiunse così verso la fine del XVIII secolo il momento della sua massima estensione e del suo pieno fulgore. Esso occupava un vasto quadrilatero all’estremità nord-ovest della pianta di Mirandola. Si trattava di un grande quadrilatero, chiuso intorno da un fossato e con le caratteristiche proprie di una città nella città.
 Nella zona nord orientale di tale quadrilatero sorgevano le residenze ducali, fra la piazza e l’attuale viale Circonvallazione. Nell’area retrostante sorgevano i giardini e s’innalzava il grande torrione di Giovan Francesco II. Nella zona meridionale il quadrilatero era chiuso da tre torri, una delle quali, affacciata sull’attuale piazza Costituente, venne abbattuta nel 1883. All’interno di questo grande complesso vi erano magazzini, prigioni, sale dell’archivio e della macelleria, grandi cantine, il pozzo, il mulino, l’orto botanico, locali di servizio e di presidio militare, l’arsenale
A partire dei primi decenni del Settecento il Castello di Mirandola iniziò a subire pesantissime distruzioni e modifiche che ne alterarono pesantemente i caratteri e comportarono un periodo di grave decadenza per questo nobile ed importante edificio. Fu creato così un teatro d’opera sfruttando parte degli ambienti del palazzo ducale, a cui si aggiunsero varie manomissioni tra Otto e Novecento.

Il 29 novembre 2008 nella Sala dei Carabini e nella Galleria Nuova è stato inaugurato il nuovo Museo Civico. Dodici le sezioni, nelle quali sono visitabili dal pubblico centinaia tra dipinti, monete, stampe, mobili, documenti e reperti archeologici che raccontano la storia di Mirandola, delle sue Istituzioni e della Signoria Pico.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola ha contribuito mettendo a disposizione del Museo i locali e tutte le opere d’arte, l’archivio storico del Monte di Pietà e le diverse altre opere (stampe, quadri, monete, volumi, ecc.) derivanti da lasciti e donazioni di privati.
La Cassa di Risparmio di Mirandola-Divisione Cr Firenze ha ceduto in comodato gratuito alla Fondazione tutte le opere d’arte e arredi storici provenienti dai Monti di pietà di Mirandola, S. Felice e Finale Emilia e gran parte delle monete della Zecca dei Pico.

 

Indirizzo: Piazza G. Marconi, 23

Facilities