Castello Di Casiglio

Castello Lombardia, Como - Erba

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Descrizione

Il castello presenta una pianta con corte ad U e un grande torrione angolare. Notevolmente alterato da interventi di rimaneggiamento e adattamento nel corso dei secoli, le facciate del castello sono oggi alleggerite da grandi finestroni, archiacuti e a tutto sesto, con cornice in cotto e grandi vetrate, atte a dar luce a quella che oggi è una lussuosa e raffinata struttura ricettiva, con saloni per eventi e camere d’albergo.

 

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

Dalla SS342 Albese Con Cassano proseguire su Via Lombardia per 3,8 km; proseguire su Viale Brianza e svoltare, dopo 190 m, su SP40. Proseguire fino alla destinazione desiderata.

La tua esperienza personale può essere di grande aiuto agli altri viaggiatori. Grazie!



Storia

Le prime attestazioni relative al castello risalgono al 900 d.C., quando sul colle era testimoniata una prima struttura difensiva a pianta quadrata a presidio della zona.

Del 1100 sono le più antiche strutture oggi ancora visibili del castello, la torre angolare e il primo piano; nel 1200 tuttavia subì degli ampliamenti che alterarono l’originaria struttura a corte centrale.

Nel XIV secolo il Cardinale Beltramino Parravicini fu probabilmente l’autore del grande restauro che conferì al castello l’aspetto che oggi possiamo osservare. Alla sua morte i lavori di restauro furono proseguiti dal fratello Guglielmo “Zuccone” e, alla morte di questo, da Giovanni, morto il 6 agosto del 1400. Durante il XV secolo il maniero fu probabilmente sede del Console di Giustizia di Milano; durante l’epoca sforzesca appartenne ai potenti Conti Del Verme.

Il 1500 fu un secolo turbolento per la vita del castello: passò dai Parravicini ai Galimberti, per poi esser conteso da vari esponenti della borghesia locale fino al 1656, anno di restituzione dell’edificio ai Parravicini. Colpito e restaurato nel 1700 a causa di un incendio, nel 1800 il castello fu riadattato a residenza nobiliare.

La sua fama crebbe quando divenne sede della prestigiosa collezione d’arte di Giovanni Cavalleri, suo proprietario: fu addirittura il re d’italia Vittorio Emanuele III nel 1890, ancora principe ereditario, ad acquistare una rara moneta proprio nel Castello di Casiglio. A seguito della morte del Cavalleri le collezioni andarono disperse e il castello fu abbandonato, cadendo in rovina.

Nel 1985 l’edificio fu sottoposto a scrupolosi lavori di restauro che, oltre a preservarne la struttura, tutelarono gli affreschi quattrocenteschi e misero in luce i pavimenti medievali originari.

 

Indirizzo: Via Cantù 21

Facilities

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