Castello Visconteo Sforzesco Di Vigevano

Castello Lombardia, Pavia - Vigevano

Epoca
XIV Secolo
Visitabile
Si, gratuito
Proprietà
Comune

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Descrizione

Il castello di Vigevano è uno dei più grandi complessi architettonici d'Europa, esso infatti si presenta come un insieme di edifici che occupano una superficie di oltre 70 mila metri quadri, di cui 25 mila di coperture, cui vanno aggiunti i 36 mila metri quadri di cortile. Potrebbe contenere due volte Buckingham Palace, tre volte la basilica di San Pietro e sei volte il Duomo di Milano. Sin dall''inizio fu pensato sia come fortificazione militare che come residenza prestigiosa e rappresentativa del potere del casato.

L''edificio centrale comprende tre corpi di fabbrica disposti ad U che racchiudono un cortile. La facciata principale è caratterizzata da tre ordini di bifore ricche di decorazioni in cotto. E' collegato all'edificio della Falconiera attraverso una elegante loggia.

Sul lato orientale si trova la scuderia di Ludovico, costruita da Ludovico il Moro tra il 1485 ed il 1498 ispirata forse da alcuni disegni di Leonardo da Vinci. La torre è stata costruita da Bramante tra il 1492 ed il 1494. Nel retro del castello è stato ricavato il Giardino delle Dame. Degna di nota è  anche l'elegante Loggia delle Dame riservata alla duchessa Beatrice d'Este. Il Castello dispone anche di un passaggio, voluto da Ludovico il Moro, che collega il mastio della fortezza con la Rocca Vecchia a Nord.

Le parti visitabili de castello sono: la strada coperta, la Falconiera, la Manica Lunga (Prima Scuderia), la Seconda Scuderia, la Terza Scuderia e la Mascalcia. 

 

Le componenti del complesso
 

Le scuderie ducali

  • Scuderia di Ludovico il Moro

La prima delle tre scuderie ducali che si sviluppano in successione, risulta essere in realtà quella più "giovane". Fu fatta edificare nel 1490 circa da Ludovico il Moro in sequenza continua con le due esistenti ed ex novo, come attesta una lapide posta sull’ingresso. E’ lunga 94 metri e larga 12. L'interno è tripartito da monolitiche colonne di serizzo. Secondo alcuni studiosi sarebbe servita da ispirazione per la stalla-modello disegnata da Leonardo da Vinci nel manoscritto B di Parigi. Più probabilmente si tratta del risultato del lavoro di maestranze lombarde certamente influenzate dallo stile del Brunelleschi di cui Leonardo si fece diffusore in Lombardia. Ludovico il Moro fece affrescare le tre scuderie con decorazioni tipicamente bramantesche a disegni geometrici e finte architetture.

  • Seconda Scuderia

Fu realizzata nel 1473 da Galeazzo Maria Sforza. E’ a due piani. Il piano terra é a vani divisi in tre navate e campate con colonne in serizzo e le volte sono a crociera. L’impostazione rispecchia ancora lo stile gotico. Il piano terra viene utilizzata per mostre temporanee. Il piano superiore ospita il Museo Internazionale della calzatura. Sul lato posteriore si apre un cortile con tettoie e colonne anticamente adibito a maniscalcheria.

  • Terza Scuderia

Ubicata oltre il portone neogotico d'ingresso al Castello da Corso Repubblica, è collegata all'edificio della Falconiera. Si presenta suddivisa in tre navate. L'esilità delle colonne e le proporzioni tra gli elementi portano a pensare ad una datazione anteriore rispetto alla Seconda Scuderia. E' sede del Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, con ingresso libero.

 

Il maschio

ll maschio corrisponde all’antico castrum probabilmente di origine longobarda. Documenti del XII-XIII parlano di un complesso castellano che occupava l’altura poligonale al cui centro sorgeva il castello-recetto che era “fortissimo” e aveva per prima difesa una gran fossa. Fino al 1340 svolgeva una funzione di difesa per coloro che vi abitavano e di rifugio sicuro per gli abitanti del borgo e dei sobborghi. 
Lì si conservavano, come scrive nel XVI secolo il cancellerie del Comune Simone del Pozzo, “li grani et vini et altre cose più care delli homini et ivi, al tempo dille guerre, li homini si conservano”.
A partire dal 1345 inizia la sua trasformazione in palazzo ducale. Fu soprattutto Ludovico il Moro con il contributo di Donato Bramante a conferirgli l'aspetto di un palazzo rinascimentale. 
Grazie all'opera di artisti e artigiani lombardi gli ampi saloni si presentavano affrescati e magnificamente arredati per accogliere la corte ducale, personaggi illustri e sovrani.

 

Sala dell'affresco

La denominazione di “Sala dell'Affresco" deriva dal rinvenimento e recupero di un antica testimonianza  pittorica. Si trova nella parte sinistra del Maschio ed era parte integrante dell'antico Palazzo Ducale. L'affresco oggi restaurato viene fatto risalire agli anni di Galeazzo Maria Sforza (1466-1476), primogenito di Francesco Sforza. Si tratta di lacerti che tuttavia fanno presumere come la rappresentazione, in origine, doveva essere vivacissima da un punto di vista coloristico e affollata da quello compositivo. In un paesaggio popolato da fantastici alberi carichi di frutta e da animali (si riconosce un istrice e un coniglio bianco) accanto a figure in gran parte sparite di dame e cavalieri, risaltano due paggi che, con le gote gonfie, soffiano in due strani corni da caccia. Ad uno di essi é appesa una cartella con dipinti due frutti, forse melagrane, dal significato probabilmente araldico. Secondo gli studiosi si tratta di una delle rare testimonianze superstiti delle grandi imprese decorative avviate da Galeazzo Mario Sforza nei castelli di Milano e Pavia.

 

Falconiera

Edificio così chiamato perché destinato all’allevamento dei falchi da preda. La sua costruzione è databile intorno al 1488, epoca di Ludovico il Moro. La parte più antica è costituita dal piano terreno che si presenta diviso in ampie sale coperte da volte a lunetta. Il leggiadro loggiato aereo superiore, recentemente restaurato, è attribuito a Donato Bramante: presenta arcate a tutto sesto sostenute da esili colonnine di granito con capitelli simili a quelli delle scuderie ducali. Sulle arcate sono state recuperati affreschi con motivi decorativi d’epoca rinascimentale. Le cronache del tempo narrano che dall’edificio della Falconeria, venivano fatti levare in volo i falconi per accompagnare la corte ducale nelle cacce lungo i boschi del fiume Ticino e nelle campagne della Lomellina

 

Loggia delle dame

E’ la parte superstite del “Palazzo delle Dame”, realizzato intorno al 1490 da Donato Bramante su incarico di Ludovico il Moro, e che sorgeva accanto al Maschio o Palazzo Ducale. La loggia superstite presenta i caratteri tipici degli edifici realizzati bramanteschi come il chiostro di S.Maria delle Grazie, la Canonica di S.Ambrogio a Milano. Il profilo è a sette arcate a tutto sesto in marmo bianco che poggiano su colonne dai raffinati capitelli in pietra scura e a motivi floreali. Originariamente la loggia si affacciava su un giardino pensile coltivato con essenze ricercate. Era questa la parte “femminile” del Castello, la residenza riservata a Beatrice d’Este e alla sue dame. Doveva presentarsi riccamente decorata da affreschi eseguiti dallo stesso Bramante. Il giardino era noto come il “Giardino della Duchessa”. Sotto la quota del giardino erano interrate le cantine del Castello. L’eliminazione del giardino con relativo sterramento è una conseguenza dei pesanti e spesso sconsiderati interventi eseguiti nel corso dell’Ottocento e finalizzati alla trasformazione del Castello in caserma per l’esercito regio.

 

Cavallerizza

Maestoso edificio con una bellissima struttura a capriate in legno, fu realizzato nel 1837 sull’area della distrutta Rocca Vecchia. Il progetto dell’ing. Ludovico Inverardi, commissario delegato del genio Militare, rispondeva all’esigenza di disporre di un maneggio coperto per i cavalli alloggiati in castello a partire dal 1811. Accanto alla attuale Cavallerizza, oggi ristrutturata e utilizzata per manifestazioni ed eventi, sorgeva un analogo edificio crollato negli anni Sessanta in seguito ad abbondanti nevicate. Al suo posto ora è stato realizzato un giardino pubblico.

 

Strada coperta

Si tratta di un manufatto unico in tutta l’architettura castellana europea e rappresenta una delle più formidabili opere di ingegneria militare medievale. La strada coperta, chiamata anche strada serrata o pensile, ha proporzioni gigantesche: è lunga 167 metri e larga 7.  Supera un dislivello di 10 metri tra il maschio del Castello e il luogo in cui un tempo sorgeva la Rocca Vecchia, fortilizio affacciato sulle campagna, al limite delle mura. Fu realizzata nel 1347 da Luchino Visconti per consentire ai signori di Milano di entrare e uscire dal Castello senza essere visti dagli abitanti del borgo, e di fuggire in caso di pericoli incombenti. E’ una costruzione possente che é rimasta intatta nella sua colossale struttura: i militari vi fecero transitare pesantissimi cingolati fino alla metà degli anni '60 del secolo scorso senza alcun danno per la struttura. La sua realizzazione costò cara ai vigevanesi in quanto vennero abbattute diverse abitazioni dell’allora borgo.

 

Strade sotterranee

Si tratta di due imponenti e suggestive strutture di collegamento che, in successione, dalle immediate vicinanze di Piazza Ducale, conducono attraverso piani rialzati all’antico fossato del Maschio del Castello e alla spazio della Cavallerizza. Completamente percorribili grazie ad un recente restauro, si presentano divise in due sezioni di grandi dimensioni che ospitano nel corso dell’anno mostre ed eventi di richiamo. Il passaggio, specialmente del secondo tratto, consente di ammirare le stratificazioni storiche e funzionali: scuderia per cavalli a partire dal XVIII secolo, luogo di lavoro per le maestranze della corte ducale degli Sforza (è visibile il locale adibito a ghiacciaia).

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Prezzi ed orari

Tariffe

La visita al Castello di Vigevano è gratuita.

Orari di apertura

Orario estivo (dal 29 marzo)

1. Accesso da via Rocca Vecchia:

dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00

sabato e festivi dalle 9.00 alle 18.30
 

2. Accesso da Piazza Ducale (scala) e corso della Repubblica (accesso disabili):

dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.30

sabato e festivi dalle 9.00 alle 19.00

chiusura dell'accesso da corso Repubblica: 15 minuti prima

 

Orario invernale (dall'1 novembre)

1. Accesso da via Rocca Vecchia:

dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00

sabato e festivi dalle 9.00 alle 17.30
 

2. Accesso da Piazza Ducale (scala) e corso della Repubblica (accesso disabili):

dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.30

sabato e festivi dalle 9.00 alle 18.00

Chiusura accesso da corso Repubblica: 15 minuti prima

Chiusura

Chiuso il 25 dicembre.

Informazioni aggiuntive

Nei giorni del 24 e 31 dicembre la chiusura è anticipata alle ore 17:00; nella giornata dell'1 gennaio l'apertura è posticipata alle ore 11:00.

Come raggiungere

Vigevano è in una posizione strategica, equidistante da Milano (35 Km), Novara e Pavia.

da Milano si percorre la Tangenziale Ovest e si imbocca la SS 494;
da Torino A4 uscita Novara Est;
da Genova A7 uscita Gropello Cairoli.

La tua esperienza personale può essere di grande aiuto agli altri viaggiatori. Grazie!



Storia

Del grande complesso del castello di Vigevano fa parte anche la Piazza Ducale che fa da maestoso ingresso. Il primo nucleo risale al periodo tra il VII e il X secolo corrispondente all'età longobarda, ma venne trasformato in residenza signorile grazie a Luchino Visconti nel 1345. Quando passò agli Sforza venne riedificato ad opera di Ludovico il Moro. I lavori furono affidati a grandi artisti come Bramante e si pensa anche Leonardo.

Estinta la dinastia degli Sforza nel 1535 il castello passò agli spagnoli e iniziò una fase di decadenza. Quando nel 1696 fu firmata la pace di Vigevano dai governi europei, esso venne dichiarato inagibile.

Nel Settecento diventò sede di una guarnigione dell'esercizio austriaco e cominciò ad essere ristrutturato. Verso la metà dell'Ottocento diventò Caserma dell'Esercito Sardo e quindi del Regio Esercito Italiano e rimase sede militare fino al 1968.

 

Indirizzo: Piazza Ducale

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