Castello Della Manta

Castello Piemonte, Cuneo - Manta

Epoca
XIV Secolo
Visitabile
Si, pagamento
Proprietà
Privata

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Descrizione

Il famoso Castello della Manta sorge in una posizione strategica tra le colline di Saluzzo e Cuneo. Il complesso non ha una sua geometria ed è il risultato di sempre nuove trasformazioni che si sono susseguite nel corso di epoche diverse. Esso comprende: una torre, alcuni resti di torri scomparse sugli alti muraglioni, il grande giardino, le grandi sale affrescate. Il castello è "da ammirare con calma", secondo il motto dei conti della Manta, come si legge sul camino al lato dell’ingresso: leit leit, adagio adagio.

Tra il 1416 e il 1426 un maestro pittore, ancora anonimo nonostante i numerosi tentativi di attribuzione, per ordine di Valerano affrescò la sala baronale, eseguendo uno dei più significativi esempi dell'arte tardogotica in Piemonte.

Sulla parete di fronte alla finestre della sala si può ammirare una sfilata di nove eroi e nove eroine appartenenti alla mitologia classica ed alla letteratura biblica, abbigliati però secondo la moda del quattrocento. Questi personaggi trovano una corrispondenza letteraria con il romanzo "le Chevalier Errant" composto dal marchese di Saluzzo Tommaso III nel 1395, che fu colui che diede avvio alla costruzione del castello.

Sulla parete opposta, invece, si trova il tema della Fontana della Giovinezza, dove personaggi di vario rango ed età si immergono presso una fontana esagonale per uscirne giovani e rigenerati, pronti a vivere per l'eternità.

Al secondo piano si trova uno degli ambienti dove si cela uno dei più grandi misteri del castello. Si nasconde infatti nel soffitto di una delle sale del secondo piano un mappamondo, circondato da una grande “O” e seguito dalla scritta: SPIRITUS INTUS ALIT cioè “lo spirito alita dentro”, esso ritrae oltre all’Europa, tutta la costa dell’America e quella dell’Antartide nonostante si tratti con molta probabilità di un affresco risalente al periodo tra il 1418 e il 1430 come tutti gli altri affreschi del castello

La spiegazione sta forse nelle pergamene che Tommaso III consultò per scrivere il suo poema cavalleresco. Il castello con le sue decorazioni e la sua storia, infatti, è immerso nell'immaginario cortese del tempo popolato di eroi greci e romani, mostri, cavalieri della tavola rotonda, draghi e principesse da salvare.

 

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

Raggiungibile con l'autostrada A6 Torino-Savona (via Marene-Savigliano-Saluzzo),

La tua esperienza personale può essere di grande aiuto agli altri viaggiatori. Grazie!



adri1945

  • 28/02/2012

stupendo restauro....ottima organizzazione

robertoberretta

  • 01/10/2011

Un castello che si trova nella provincia di Cuneo tra i meglio conservati e valorizzati. Merita assolutamente una visita.

Storia

Il castello della Manta è un luogo ricco di storia e di mistero. Esso fu costruito nel '300 sui resti una fortificazione risalente al XII secolo, da un poeta marchese di Saluzzo Tommaso III che scrisse un poema cavalleresco dal titolo Le Chevalier Errant. Il marchese era uno di quegli studiosi che riescono a procurarsi libri e pergamene da ogni parte d’Europa.

Nel 1416 passò in eredità al figlio illegittimo Valerano, il quale resse le sorti del marchesato in nome del fratellastro Ludovico fino al 1426.

Valerano trasformò il fortilizio in una splendida dimora aristocratica e la arricchì di affreschi in stile gotico-cortese. Tra i numerosi affreschi quattrocenteschi che decorano il castello vi è anche un'opera che rappresenta il segreto del castello: al secondo piano, si nasconde sul soffitto un mappamondo che oltre all’Europa, ritrae tutta la costa dell’America e quella dell’Antartide! Dato che al tempo in cui furono effettuati gli affreschi Cristoforo Colombo non aveva ancora scoperto il Nuovo Mondo, il mistero del mappamondo deriva probabilmente dalle pergamene che Tommaso III consultò per scrivere il suo poema cavalleresco.

Nel corso del Cinquecento i conti di Manta e Verzuolo, diretti discendenti di Valerano, modificarono la struttura architettonica del castello, costruendo sul lato occidentale un nuovo ambiente dotato di corte e altri locali andati purtroppo distrutti nell’Ottocento. Il castello venne poi abbandonato tra il XVII e XVIII secolo e successivamente fu utilizzato come ospedale militare; nel 1860 fu acquistato dai conti Radicati Marmorito che lo restaurarono.

L’ultima discendente di questa casata nobiliare, Elisabetta Provana De Regge, nel 1984 donò il castello al Fondo per l’Ambiente Italiano che ne cominciò la ristrutturazione e lo aprì al pubblico.

 

 

Indirizzo: Via Castello

Facilities

Sposati in questo castello



Non ci sono al momento strutture segnalate dove mangiare