Castello Di Adrano

Castello Sicilia, Catania - Adrano

Epoca
XI Secolo
Visitabile
Si, pagamento
Proprietà
Comune

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Descrizione

Il castello-torre o donjon di Adrano venne edificato probabilmente negli anni della contea di Ruggero I (XI secolo) come avamposto fortificato per la conquista della piana e della città di Catania. Attualmente il donjon è pienamente inserito nel tessuto urbano di Adrano.

Il castello ha una pianta rettangolare che misura 20 per 16,70 metri ed un'altezza che raggiunge i 33,70 metri. Alla base l'edificio è cinto da una modesta bastionatura con rondelle angolari di età moderna. L'edificio è stato eretto con la consueta tecnica muraria composta da materiale lavico di varia pezzatura e con cantonali realizzati tramite blocchi di basalto ben lavorati. Lo spessore della muratura varia dai 2,60 ai 2,30 metri. Lo spazio interno del donjon è ripartito in quattro piani oltre il pianterreno: pianterreno e primo piano sono coperti da volte a botte e a crociera. Il secondo e il terzo originariamente presentavano soffitti lignei, poi sostituiti. La copertura conclusiva dell'edificio mostrava volte ogivali poggianti su peducci.
Il torrione è accessibile al pianterreno mediante una sola porta.

Il pianterreno è costituito da due ambienti, che presentano tre campate ciascuno, divisi da un muro longitudinale. Nello spessore del muro è realizzata una scala che conduce al primo piano. Tale piano presenta due saloni: quello nord è illuminato da due monofore e da una finestra ogivale; quello sud altre tre finestre un tempo si aprivano ad illuminarlo. Un ingresso con arco ad ogiva nel primo piano permette di accedere alla sommità della bastonatura cinquecentesca. Una stretta scala ricavata nello spessore murario conduce al secondo piano, suddiviso in due porzioni da un muro est-ovest. Il vano settentrionale era illuminato da cinque finestre e nelle mura erano ricavate nicchie, che caratterizzano forse un uso residenziale dell'ambiente. Il vano meridionale venne a sua volta diviso in due parti e nel così ricavato vano orientale si creò una cappella a pianta rettangolare (m. 7 per 4) con abside inserita nello spessore del muro e volta realizzata da due crociere a costoloni. Una rampa di scale conduce all'ultimo piano suddiviso similmente al piano inferiore.

 Lo spazio interno del torrione è ripartito in quattro piani oltre il pianterreno: pianterreno e primo piano sono coperti da volte a botte e a crociera. Il secondo e il terzo originariamente presentavano soffitti lignei, poi sostituiti. La copertura conclusiva dell'edificio mostrava volte ogivali poggianti su peducci.
Il torrione è accessibile al pianterreno mediante una sola porta. Nello stesso pianterreno sono due grandi ambienti divisi da un muro longitudinale; l'illuminazione è assicurata da feritoie. I citati ambienti presentano rispettivamente tré campate ciascuno. L'accesso al primo piano è consentito da una scaletta realizzata nello spessore del muro.
Anche al primo piano è presente un muro mediano impostato su quello sottostante. Tale piano presenta due saloni: quello settentrionale è illuminato da due ampie monofore e da una finestra ogivale di piccole dimensioni, in simmetrica corrispondenza con le feritoie del piano più basso. Altre tré finestre si aprivano nel salone meridionale.
Su questo piano si apre anche una porta ogivale, oggi raggiungibile dalla cinta bastionata.
Ancora una scaletta ad una sola rampa ricavata nello spessore del muro conduce al secondo piano, diviso in due ambienti da un muro a sviluppo est- ovest: il vano settentrionale era illuminato da cinque grandi finestre; nelle mura erano inoltre ricavati nicchie e ripostigli che suggeriscono l'utilizzazione residenziale del torrione. Il vano meridionale venne suddiviso in due da un tramezzo e nella parte verso est fu ricavata una piccola cappella a pianta rettangolare con abside inserita nello spessore del muro. La lunghezza della piccola cappella è di m 7, la larghezza di m 4; la volta è realizzata da due crociere a costoloni. Le fonti di illuminazione sono costituite dalle due porte di ingresso, da una grande monofora aperta sul muro meridionale e da una strettissima feritoia posta al centro dell'abside. Ancora una scaletta a rampa unica ricavata nel muro lascia accedere al terzo piano, suddiviso come il piano inferiore.

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Storia

Per tradizione e per analogia la data di fondazione del castello di Adrano è consimile a quella del castello di Paternò, dunque ascrivibile ad epoca normanna, sebbene manchino precise attestazioni documentarie. Nel 1092 l'abitato di Adrano è compreso nella diocesi di Catania. Nel 1150 il geografo arabo Edrisi così descrive Adrano: "…bel casale, che direbbesi piccola città…posto sopra un'eminenza tutta sassosa…" (Amari M., BAS, I, pag. 109). Un diploma del 1158 menziona Adrano in qualità di "oppidum" e un altro documento del 1299 ricorda l'abitato come "oppidum inexpunabilis". Michele da Piazza, cronista che narra la presa del fortilizio da parte dei chiaramontani, definisce il castello come "turris". Tra il XVI e il XVII secolo si erige la piccola cinta bastionata inferiore con torri stellari agli angoli. Nel XVIII secolo, secondo quanto riporta V. Amico, li ambienti residenziali del castello non sono più abitabili.

Bibliografia

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Indirizzo: Piazza Umberto, 1

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