Castello Di Gagliano

Castello Sicilia, Enna - Gagliano Castelferrato

Epoca
VI Secolo
Visitabile
Si, gratuito
Proprietà
Comune

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Descrizione

Ricco di fascino è il Castello di Gagliano Castelferrato, attorno al quale si intrecciano storia e leggenda. Antichi documenti fanno pensare che nelle sue corti si accampassero, nel 263 a.C., le milizie dei consoli Attilio Grasso e M. V. Massimo dopo la conquista di Aderno e di Centuripe. Citato da Cicerone in occasione del suo viaggio in Sicilia, il castello resistettè a lungo agli assalti degli Arabi. Era infatti ben difeso, come scrive lo studioso Nicolò Brancatelli, da solide mura, da torri incavate nel vivo sasso, da dodici fossi e cisterne, diciassette spelonche e trenta aule. Interessanti gli ambienti ricavati nel sottosuolo roccioso con una straordinaria architettura, con canali di aerazione e di illuminazione. Lo stesso mobilio era ricavato nella roccia.

Per meglio comprendere la struttura di questo particolare castello rupestre analizziamo la planimetria (le lettere maiuscole presenti di seguito si riferiscono alla pianta a quota 732,5 m, rielaborazione da Alberti, Anselmi).

La cinta muraria esterna si snodava ai piedi della rupe ed è parzialmente identificabile con le case poste lungo la via della Porta Falsa (A); quest'ultima è ancora esistente e si apre a sud verso la campagna in un muro rettilineo (B) di circa 2,5 m di spessore e 22 m di lunghezza.

Dalla Porta Falsa si prosegue lungo un ripido sentiero sino a giungere al portone d'accesso al nucleo centrale del castello. Esso è costituito da uno spazio irregolare, posto a quota 731 m.s.l.m., ricavato in uno spazio ristretto compreso tra le rupi e delimitato a sud e sud-est da resti di un muro di cinta. Nello spazio tra le rupi sono visibili i resti di un edificio rettangolare (C) di circa 7x14 m con l'asse maggiore orientato in senso nord-sud. Nella rupe, immediatamente ad ovest dell'edificio rettangolare, è stata scavata una sala polilobata (D) caratterizata da un portale di ingresso sormontato da un'interessante timpano ogivale.

Altri camminamenti ed ambienti ipogei sono presenti nella rupe ad est dell'edificio rettangolare. A sud dell'ingresso al nucleo centrale si trova un ambiente ipogeo (E), di circa 22 m di lunghezza per 4 di larghezza, con quattro aperture orientate a sud.

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

Vi sono due possibili uscite percorrando l'autostrada A19 (Palermo-Catania):

a) uscita Agira. Arrivati sotto il monte dove si trova Agira seguire le indicazioni per Gagliano Castelfferrato.

b) uscita Catenanuova. Seguire le indicazioni per Regalbuto e,  costeggiando il lago di Pozzillo, lungo la SS121 Catanese, si arriva ad un bivio a circa 2 km prima di Agira, e si seguono le indicazioni per Gagliano.

La tua esperienza personale può essere di grande aiuto agli altri viaggiatori. Grazie!



Storia

Abitato fin dai tempi più remoti, come testimoniano le diverse necropoli scavate nella roccia ed i numerosi affioramenti di materiale ceramico, il territorio di Gagliano divenne sede di un insediamento stabile nell'area costituita dal grande massiccio roccioso, utilizzato dopo come castello residenziale fortificato, sicuramente fin dal periodo bizantino, con finalità strategico-difensive.

I Musulmani legarono il nome di tale sito a “ruqqah”, la “fortezza”, ed a “qal'at”, la “rocca”; successivamente, i Normanni ampliarono e potenziarono il fortilizio realizzando delle strutture murarie all'interno dell'imponente complesso. Il significato del nome “Gagliano” può essere ricondotto a “Galarìa”, dal greco “gála” = “latte” e “riòs” = “rivo” o “torrente”, pertanto fiume di latte o fiume bianco, poiché nelle vicinanze il fiume Salso si presenta ricco di sali potassici.

Prima del 1296 l'esistenza del castello non è attestata esplicitamente da fonti documentarie. L'attestazione dell'infeudazione alla famiglia De Pirou (Perollo) che compare in un diploma del 1142 fa pensare già a quella data all'esistenza di un fortilizio normanno.

E' probabile che il complesso sia stato realizzato in tempi differenti. Gli ambienti ipogei sembrerebbero avere una datazione più antica (età bizantina?) rispetto alle parti murarie. Non vi sono comunque elementi certi per proporre una cronologia delle varie parti.

Osservando i diversi ambienti ricavati nella roccia, si avverte la sensazione di essere davanti ad uno splendido esempio di come nel passato le emergenze naturali potessero essere modellate ed utilizzate dall'uomo per scopi abitativi e di difesa. Tra gli ambienti più importanti, raccordati tramite scale, passaggi e camminamenti naturali o ricavati nella roccia, si fa menzione di una caratteristica sala polilobata, un possibile luogo sacro di epoca precristiana, caratterizzato da una lunetta emisferica che sormonta l'ingresso; il vano è indicato tradizionalmente col nome di “stanza della spada”, poiché in una delle pareti è ancora visibile una incavatura dove il signore del luogo, si racconta, vi riponeva l'arma.

Uno dei tanti ambienti doveva accogliere il cosiddetto “centìmulo”, macina girevole azionata manualmente o mossa dalla forza animale (es. da muli), impiegata nella molitura dei cereali. Si menziona pure una lunga sala rettangolare composta da diversi ingressi, dove verosimilmente avvenivano le adunanze della comunità locale. Qualche camera a cupola, costituita da un foro nella parte sommitale, mostra da dove usciva il fumo del focolare, mentre gli incavi nelle pareti, ad altezza costante, indicano che le stesse grotte potevano essere fornite di solai o soppalchi in legno.

Bibliografia

Amico V., Dizionario topografico della Sicilia, 2 volumi, Palermo 1855-56;

Alberti S., Anselmi G., Progetto di recupero e valorizzazione della Rocca di Gagliano e costituzione di un parco attrezzato, ds, 1988;

Brancatelli G., Storia di Gagliano Castelferrato presso Galaria Murganzia, Catania 1973;

Brocato D., I castelli della provincia di Enna, Siracusa, 1986;

Maurici F., Castelli medievali in Sicilia. Dai bizantii ai normanni, Palermo, 1992;

Patanè R., L\'insediamento rupestre di Gagliano Castelferrato, in "Archivio Storico per la Sicilia Orientale", 78, pp. 1-14, 1982;

Santoro R., Provincia di Enna. Castelli e torri, in "Kalos. Luoghi di Sicilia", a. 11, 3, maggio-giugno 1999.

 

Indirizzo: A nord dell'abitato, quartiere della Chiesa, accessibile dalla via della Porta Falsa.

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