Castello Di Capizzi

Castello Sicilia, Messina - Capizzi

Epoca
XIV Secolo
Visitabile
Si, gratuito
Proprietà
Comune

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Descrizione

Pochi resti di murature superstiti realizzate con pietrame legato da malta di calce.

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Come raggiungere

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Storia

Capizzi è menzionata già da Tolomeo e Cicerone come l’antica Capitium.

Ruggero Gran Conte la associa all’appena fondata Diocesi di Messina nel 1081.

Nel 1150 è menzionata da Idrisi nel Kitab Ruggiar come hisn.

Pochi anni più tardi, nel 1157, un diploma greco della chiesa di Messina cita un certo Girardus di Capizzi come baro del conte Simeone Aleramico e della moglie Filandra di Cerami. Nel 1296 Capizzi viene ricordata come detentrice di “ruolo feudale”, pur senza alcun riferimento del castello.

Nel 1305 Federico di Antiochia diventa “conte di Capizzi, signore di Mistretta e Castellammare”, succeduto in seguito dal figlio Pietro. Ancora nel 1335 Federico di Antiochia, figlio di Pietro, detiene la contea di Capizzi. Nel ’37 il conte con la moglie Margherita de Consolo, insieme con Francesco Ventimiglia conte di Geraci, vengono dichiarati ribelli da Pietro II. Capizzi viene annessa al demanio regio.

Nel 1355 Francesco Palizzi di Nicolò, nipote di Blasco Alagona (morto a Catania nello stesso anno) diventa conte di Capizzi e signore di Cerami, succedendo all’Alagona in entrambe le cariche. Tuttavia, dopo sei anni, Francesco è dichiarato ribelle da Federico IV e tutti i beni e i titoli, confiscati, passano sotto il controllo di Bernardo Spadafora.

La storia del castello è nuovamente conosciuta dal 1391, quando il duca di Montblanc Martino I consegna Capizzi a Ugone Ballo ma i capitini si ribellano, provocando il ritorno al Demanio. Viene infine concessa a Sancho Ruys de Lihori.
Nel 1408 Sancho Ruys de Lihori acquisisce i titoli di “visconte di Gagliano, signore delle terre e castello di Mistretta, Capizzi e Riggitano”; sotto il governo del figlio i capitini si sollevano nuovamente e re Alfonso fa nuovamente di Capizzi un possedimento demaniale.

Gregorio Castello, conte di Gagliano, acquista dalla regia corte stato e terra di Capizzi nel 1630. Dopo diciassette anni il figlio di Gregorio, Lancellotto, viene fatto marchese di Capizzi da Filippo IV.

Nel 1750 il castello appare già in rovina.

Bibliografia

Castelli Medievali di Sicilia, Guida agli itinerari castellani dell\'isola; a cura della regione siciliana, centro regionale per l\'inventario e la catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali, 2001.

 

Indirizzo: Monte Verna, Via Castello

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