Castello Di Oliveri

Castello Sicilia, Messina - Oliveri

Epoca
XII Secolo
Visitabile
NO
Proprietà
Privata

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Descrizione

Il castello, costruito a presidio dell’antistante tratto di costa tirrenica a nord e degli omonimi casale e tonnara, è in diretto rapporto visivo ad ovest con capo Tindari (col distrutto castello che lo dominava) e ad est con Barcellona e Milazzo, oltre che con le isole Eolie.

E’ attualmente prevalente l’immagine di palazzo baronale, piuttosto che di fortificazione medievale, pure tuttora accompagnata da baluardi e cinta da mura. La robusta mole quadrangolare è articolata su tre livelli forniti di ampie finestre sui quattro fronti e sui corpi aggiunti.

Sull’antistante corte si aprono gli accessi ai locali terrani di servizio e, al centro della facciata, l’androne sormontato da arco a sesto acuto con scalinata e portale di ingresso agli ambienti voltati del piano nobile. Un ampio giardino circonda l’immobile; una chiesa a navata unica, esterna alla cinta muraria della corte, le si affianca a sinistra.

Sull’architrave del citato portale di accesso al piano nobile è collocato lo stemma intagliato in legno dei baroni Paratore. Tale stemma dovette essere realizzato in occasione dell’investitura del 1724. Si riscontrano discutibili interventi aggiuntivi di fabbriche (terrazze e scale in cemento armato) della seconda metà del XX secolo sul retro dell’edificio. Gli interni, non visitabili, sembrerebbero invece ben conservati.

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Prezzi ed orari

Come raggiungere

Autostrada A20, uscita Falcone, seguire le indicazioni per Oliveri, che dista circa 2 km.

La tua esperienza personale può essere di grande aiuto agli altri viaggiatori. Grazie!



Storia

Nel 1150 ca. Idrisi descrive Oliveri come “casale con gran castello” (manzil e hisn) – Amari 1880 – 81, I, p. 67.

Nel 1308 – 1310 è citato come castrum – Sella 1944, p. 65.

Nel 1359 Federico IV d’Aragona distacca terra e castrum di Oliveri dalla regia secrezia di Patti e li concede al cugino Vinciguerra d’Aragona – Michele da Piazza, p. 372; SMDS, VIII, p. 47.

Nel 1408 Raimondo de Xamer, possessore di terra, castrum e tonnara già dal 1398, è citato nell’elenco dei feudatari – Gregorio 1791 – 92, II, p. 498.

Nel 1414 in virtù di una permuta (terra e castello di Oliveri con pertinente tonnara, contro castello e terra della Roccella) tra Federico Spadafora (cui lo Xamer aveva precedentemente venduto il castello) e Perruccio Gioeni, beni e titolo passano a questa famiglia – SMDS, VIII, pp. 47 – 48.

Tra la fine del XVI secolo e l’inizio del XVII, con l’interramento del porto ed il conseguente allontanamento dal mare, il castello perde sempre più l’originario ruolo difensivo per assumere funzione ed aspetto di residenza baronale al centro del feudo (Terranova 1991, p. 46).

Nel 1622 Vincenza La Gru Conte si investe di feudo, castello, tonnara e trappeto dell’Oliveri, già precedentemente venduti da Tommaso Gioeni, principe di Castiglione, al fratello di lei Francesco; le succederà il figlio Cesare (1664), ma beni e titoli verranno ben presto aggiudicati a Giovanni Zappino Termine e Vanni (1691), il quale a sua volta li vende a Giuseppe Accordino nel 1693 – ivi, p. 49.

Nel 1724 Ludovico Paratore e Basilotta li acquista e se ne investe; gli succederanno gli eredi Gaetano (1797), Ludovico (1802) e Gaetano – SMDS, IX, pp. 192 – 93.

Nel XIX secolo il castello è in “stato di sfacelo, nonostante vi sono stati ultimamente aggiunti due solidi ma inutili bastioni” – Terranova 1991, p. 47.

Araldica

 Sull\'architrave del citato portale di accesso al piano nobile è collocato lo stemma intagliato in legno dei baroni Paratore.

Arma: d\'azzurro, col fiume in punta con tre mazze d\'argento.

 

Palizzolo Gravina 1871 - 75, I, p. 268; II tav. LVII, nella variante di mazza ferrata al posto della mazza d\'arme canonica.

Bibliografia

Castelli medievali di Sicilia, guida agli itinerari castellani dell’isola; Regione Siciliana Centro Regionale per l’Inventario la Catalogazione e la Documentazione dei Beni Culturali e Ambientali.

 

Indirizzo: Via Garibaldi, Via Castello

Facilities