Castello Di Monte Rubiaglio

Castello Umbria, Terni - Castel Viscardo

Epoca
XIII Secolo
Visitabile
Nessuno
Proprietà
Privata

Verifica gli orari prima di effettuare una visita

Descrizione

Il Castello Monaldeschi della Cervara sorge nella piccola frazione Monte Rubiaglio. Il borgo è adagiato su vigneti collinari (340 metri s.l.m.) di argilla rossastra, da cui Mons Ruber e Castrum Rubiagli. Il maniero è ben conservato e mostra struttura quadrangolare con torri angolari.

Nel castello, come in tutti quelli che si rispettano, pare che nelle notti lugubri s'aggiri il fantasma di Giovanni Rinaldo II° Monaldeschi, assassinato dalla Regina Cristina di Svezia nel 1654.

Condividi


Prezzi ed orari

Come raggiungere

La tua esperienza personale può essere di grande aiuto agli altri viaggiatori. Grazie!



Storia

Il Castello ed il Borgo di Monte Rubiaglio sono feudo dei Monaldeschi della Cervara dall’anno 809 al 1698 - in condominio nell'ultimo secolo con i Simoncelli, i Lattanzi ed i Ludovisi, poi dei Negroni fino al 1882, dei Valenti Marabottini per una generazione, dei Giberti Macioti fino al 1978: ospitano l’imperatore Ottone III nel 1001, il re di Napoli e di Sicilia Carlo I d’Anjou nel 1281, papa Niccolò IV nel 1290, la regina di Francia Caterina dè Medici nel 1532, il re di Francia Enrico IV nel 1601, la regina di Svezia Cristina Alessandra nel 1680, il re di Gran Bretagna in esilio James Edward III Stuart nel 1725.

Il ramo dei Monaldeschi della Cervara feudatario del Castello ha molta parte nella storia del mondo antico: Roderico Monaldo è amico e compagno dell'imperatore Carlo Magno; Ermanno II è il primo signore in Italia; Corrado V, è un baldo capitano di ventura, signore di Monte Rubiaglio e della Meana, arcidiacono, vescovo di Anagni, confessore di Caterina de' Medici, regina di Francia ed infine padre di un altro capitano di ventura, Lucantonio I; Giovanni Rinaldo II, il fantasma del Castello, è l’amante della regina di Svezia Cristina Alessandra e da questa fatto assassinare: Francesco I, fondatore del duomo di Firenze, Beltramo II e Trasmondo sono vescovi di Orvieto.

Questa famiglia è talmente nota che molti poeti e letterati ne scrivono, maggiori tra tutti il sommo Dante nella Divina Commedia ed Ugo Foscolo in più occasioni: è inoltre votata all’arte ed al mecenatismo tanto da tramandare ad oggi le opere della sua volontà, maggiori tra tutte il reliquiario del Sacro Corporale del maestro orafo Ugolino di Vieri (cappella del Reliquiario nel duomo di Orvieto), il pentittico di Simone Martini (museo dell’Opera del Duomo), gli affreschi delle Storie dell’Anticristo di Luca Signorelli e del Beato Angelico (cappella di San Brizio nel duomo di Orvieto), le statue di Ippolito Scalza (la Pietà nel duomo di Orvieto, la Madonna Assunta nella chiesa parrocchiale di Monte Rubiaglio), le innumerevoli tele di Cesare Nebbia (Madonna del SS. Rosario nelle chiese di San Domenico in Orvieto e di Sant’Antonio abate in Monte Rubiaglio).

Bibliografia

Bassetti Sandro, Un fiume, un ponte, un Castello, C.S.C.S., Roma 1994;

Priolo Osvaldo, Storia e Cronaca di un paese intorno al suo castello, Tipo-Lito Ceccarelli, Grotte di Castro (VT) 1980.

 

Indirizzo: Località Monte Rubiaglio

Facilities